Conquista spagnola delle Americhe: colonizzazione, amministrazione e impatti economici
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America: Conquista e conquistatori
America: 3. Conquista e conquistatori
I coloni si insediarono nelle Antille e la loro presenza ha causato profondi cambiamenti politici, economici, demografici e culturali. D'altra parte, la notizia dell'esistenza di imperi ricchi all'interno del continente incoraggiò il desiderio di conquista. Di seguito si evidenziano alcune delle principali imprese di conquista ed esplorazione.
- Nel 1519 Hernán Cortés lasciò Cuba, sbarcò sulla costa del Messico e fondò Veracruz. Tre anni dopo chiuse il Impero azteco e dominò l'altopiano centrale messicano.
- Nel 1532 Francisco Pizarro rovesciò l'Impero inca, occupando l'attuale Perù, l'Ecuador e parti della Bolivia; nel 1535 fondò la città di Lima.
Si possono indicare varie spiegazioni per i risultati conseguiti:
- La mancanza di coesione politica degli imperi indigeni, spesso frammentati in tribù o gruppi in conflitto tra loro.
- La diffusione di malattie come il vaiolo, che decimò la popolazione indigena.
- Elementi militari e tecnologici inaspettati per gli indigeni, come l'uso di cavalli, cani da caccia e armi da fuoco da parte degli spagnoli, oltre allo sfruttamento delle rivalità locali.
Altre spedizioni furono guidate dalla ricerca di leggende come El Dorado, mentre altre miravano alla colonizzazione del territorio, all'estrazione di risorse o alla fondazione di città.
Partì inoltre Ferdinando Magellano nel 1519: attraversò lo stretto che oggi porta il suo nome, raggiunse le Filippine e vi morì. Juan Sebastián Elcano proseguì il viaggio di ritorno e nel 1522 fece ritorno a Siviglia, completando la prima circumnavigazione del globo.
I conquistatori erano spesso figli cadetti di famiglie nobili dell'Estremadura, della Castiglia e dei Paesi Baschi, accompagnati da persone di ogni estrazione sociale. I re concedevano delle capitolazioni (accordi che autorizzavano la spedizione): le capitolazioni di conquista autorizzavano i comandanti a reclutare uomini per esplorare le coste e conquistare territori in nome del re. Se la spedizione falliva, il conquistatore perdeva solitamente i privilegi e gli investimenti concessi.
4. Il governo e l'amministrazione delle Indie
Il governo e l'amministrazione delle Indie seguivano il modello della Corona di Castiglia. La struttura amministrativa comprendeva:
- i municipi (con i loro sindaci e autorità locali),
- i vicereami o viceré (ampie divisioni territoriali guidate dal viceré),
- le udienze (organi incaricati delle funzioni giudiziarie).
La Chiesa sostenne i progetti della monarchia: il clero secolare era in gran parte sotto il controllo reale, mentre il clero regolare si occupò in modo particolare dell'evangelizzazione e dell'acculturazione degli indigeni. Tuttavia, salvo per le questioni di fede, il re si considerava capo della Chiesa americana.
Vicereami e udienze
Esistevano due grandi vicereami: il Vicereame della Nuova Spagna e il Vicereame del Perù. Il viceré era a capo del governo locale, comandante militare, responsabile dell'amministrazione e dell'applicazione della giustizia. All'interno dei vicereami si trovavano governatorati (piccole divisioni territoriali) e, all'interno di questi, entità minori che includevano diverse città organizzate secondo il modello castellano.
Le udienze svolgevano le funzioni giudiziarie e amministrative; la prima udienza fu istituita a Santo Domingo. Per correggere gli abusi delle autorità, i funzionari potevano essere sottoposti a un'inchiesta nota come juicio de residencia (procedura di valutazione della gestione del funzionario al termine del suo incarico).
Critiche e riforme
I sistemi di lavoro imposti (in particolare l'encomienda e la Mita) suscitarono le proteste dei religiosi e dei difensori degli indigeni. Il risultato iniziale fu la pubblicazione delle Leggi di Burgos. Le polemiche furono animate da figure come Bartolomé de las Casas e Francisco de Vitoria, che denunciarono il trattamento riservato agli indigeni. La Corona tentò di porre rimedio con l'emanazione delle Nuove leggi indiane (1542), ma l'applicazione fu spesso limitata.
Per controllare più efficacemente le decisioni sulle terre d'oltremare, la Corona creò il Consiglio delle Indie, organo con autorità su tutte le questioni territoriali e responsabile della redazione della legislazione per le colonie.
5. Sfruttamento delle risorse e cambiamento sociale
I nuovi territori divennero una fonte di entrate per la Corona di Castiglia, che controllava il traffico commerciale e riservava un quinto dei prodotti estratti o importati: la cosiddetta quintaa real (la “quinta reale”).
In America vennero adottati vari sistemi economici e di sfruttamento:
- I terreni furono suddivisi tra i coloni e lavorati in grandi estensioni agricole (le cosiddette haciendas o latifondi).
- Il sistema dell'encomienda prevedeva la concessione, a un conquistador o a un colono, di un gruppo di indigeni che dovevano lavorare in cambio di protezione e istruzione religiosa; questo sistema fu applicato in Messico e in Perù.
- Le miniere erano spesso sfruttate a beneficio della Corona, che riceveva una quota (il quinto). Con la scoperta di Potosí fu introdotta la Mita, un sistema di lavoro forzato per l'estrazione mineraria.
Questi sistemi di lavoro furono denunciati, tra gli altri, da Bartolomé de las Casas. In agricoltura i sistemi produttivi indigeni vennero spesso sostituiti da pratiche importate, con l'espansione dell'allevamento e la crescita di latifondi che riproducevano modelli sociali dell'Andalusia e dell'Estremadura. I colonizzatori portarono con sé emigranti che costituirono nuove elites terriere.
I conquistatori non sempre ottennero titoli nobiliari ufficiali, ma divennero spesso i veri padroni degli indigeni nei territori da loro controllati. La società coloniale fu organizzata con la collaborazione della Chiesa e dei capi indigeni locali, i quali in molti casi mantennero una certa influenza sulle proprie comunità.
La elevata mortalità tra gli indigeni determinò altresì uno sviluppo del commercio di schiavi dall'Africa. La Corona regolò questo traffico con varie formule: nel XVI secolo vendette licenze a imprenditori privati per l'importazione di un certo numero di schiavi neri; nel XVII secolo si diffuse l'istituto dell'asiento, con la vendita a tempo del monopolio commerciale relativo al traffico degli schiavi.
6. L'impatto dell'America in Spagna
La conquista permise uno scambio di prodotti agricoli e alimentari: dall'America arrivarono mais, patate, cacao, tabacco e altri prodotti che rivoluzionarono le diete e le economie. Dall'Europa giunsero cereali, vite, olivi e animali come cavalli, bovini e ovini.
Tuttavia, i prodotti più desiderati rimasero l'oro e l'argento. Le risorse americane furono utilizzate anche per scopi militari e per finanziare la politica europea della corona. L'ingente flusso di metalli preziosi contribuì in parte all'inflazione e all'aumento dei prezzi in Spagna, influenzando i commerci con il resto d'Europa.
Il commercio atlantico stimolò l'economia di Castiglia e dell'Andalusia; Siviglia divenne il centro di questo commercio e per la sua protezione fu istituito un sistema di flotta e galeoni armati. Da Siviglia partivano due flotte annuali verso le Americhe.
Infine, la scoperta e la conquista delle Americhe rappresentarono un fattore di profondo cambiamento nella visione del mondo e nei valori culturali dell'Europa.