La Conquista Spagnola delle Americhe: Imperi, Sfruttamento e Società Coloniale
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La Conquista e la Colonizzazione Spagnola delle Americhe
La Conquista dei Caraibi e del Continente
L'occupazione dei Caraibi da parte degli spagnoli non richiese un significativo sforzo militare. Tuttavia, in seguito all'arrivo dei conquistadores, la popolazione indigena locale scomparve rapidamente a causa delle nuove condizioni di vita e delle malattie importate dall'Europa.
La conquista del continente americano avvenne principalmente nella prima metà del XVI secolo. Le tappe fondamentali furono:
- La conquista dell'Impero Azteco da parte di Hernán Cortés nel 1519.
- La conquista dell'Impero Inca da parte di Francisco Pizarro nel 1535.
Partendo dal Messico e dal Perù, altre spedizioni completarono la sottomissione di un vasto impero che si estendeva dagli attuali Stati Uniti meridionali fino al Sud America, con l'esclusione del Brasile.
Modello Amministrativo e Coloniale
Questi territori non furono considerati colonie, ma un'estensione del Regno di Castiglia e, di conseguenza, furono governati secondo il modello amministrativo castigliano. Inizialmente, Cristoforo Colombo sperava di poter instaurare scambi commerciali con le popolazioni locali. L'impossibilità di realizzare questo progetto (i nativi dei Caraibi avevano poco da offrire in cambio) lo spinse a proporre di ridurli in schiavitù. La Corona spagnola, però, lo proibì dopo un lungo dibattito teologico che coinvolse anche il Papato, il quale concluse che gli indigeni possedevano un'anima e impose l'obbligo di evangelizzarli. Furono promulgate le cosiddette Leggi delle Indie a favore dei nativi, ma la loro applicazione in America ebbe scarso effetto pratico.
Ogni spedizione di conquista era concepita come un'impresa commerciale. Il bottino, principalmente oro e argento, veniva distribuito tra i partecipanti, ma una quota fissa, pari a un quinto del totale, era sempre riservata al re: il quinto real.
Sistemi di Sfruttamento: Encomienda e Mita
I conquistadores aspiravano a stabilirsi in America e a ottenere uno status sociale simile a quello della nobiltà castigliana. Chiesero quindi al re la concessione di terre e di indigeni per lavorarle. Questo diede origine a un sistema di sfruttamento simile al feudalesimo, basato principalmente su due istituzioni:
- La Encomienda: Un certo numero di indigeni veniva "affidato" (encomendado) a un colono spagnolo. In teoria, il colono doveva proteggerli, istruirli e convertirli alla fede cristiana in cambio del loro lavoro. In pratica, questo sistema si tradusse in un brutale sfruttamento della popolazione nativa.
- La Mita: Applicata soprattutto nel settore minerario, la mita era un sistema di lavoro forzato ancora più duro. Obbligava le comunità indigene a fornire un certo numero di uomini per lavorare nelle miniere, come quelle d'argento di Zacatecas (Messico) e Potosí (Bolivia). Le condizioni disumane della mita portarono a un vero e proprio sterminio degli indigeni impiegati.
Nel corso del XVII secolo, gli indigeni divennero progressivamente lavoratori dipendenti nelle grandi tenute agricole (haciendas) di proprietà degli amministratori e dei latifondisti creoli.
Impatto Sociale e Demografico
Dal punto di vista sociale, la classe dirigente era costituita dai creoli (discendenti di spagnoli nati in America). Fin dall'inizio, tuttavia, si verificò un intenso processo di meticciato. La popolazione indigena subì un drastico calo demografico a causa della durezza di sistemi come l'encomienda e delle malattie. Nelle Antille, dove la popolazione nativa si estinse quasi completamente, furono importati schiavi dall'Africa per sopperire alla mancanza di manodopera.