Controllo di Costituzionalità dei Trattati Internazionali e Ordinamento Giuridico
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Controllo di Costituzionalità dei Trattati Internazionali
La Costituzione (CE) rappresenta il nostro standard di base interno; pertanto, i trattati internazionali sono soggetti al controllo di costituzionalità, esattamente come tutte le fonti principali del nostro diritto interno.
Soggetti Legittimati e Tipologie di Controllo
Il controllo può essere di natura preventiva o successiva. Se la sentenza conferma la costituzionalità, non sorgono problemi; tuttavia, se viene rilevata un'incostituzionalità, le conseguenze sono rilevanti. Il controllo deve essere articolato come segue:
1. Controllo Preventivo (Articolo 95 CE)
Si definisce controllo precedente quello che avviene prima che il trattato possa produrre i suoi effetti. L'Articolo 95 della Costituzione stabilisce quanto segue:
- "1. La stipulazione di un trattato internazionale contenente clausole contrarie alla Costituzione richiede una previa revisione costituzionale."
- "2. Il Governo o ciascuna Camera possono richiedere al Tribunale Costituzionale di dichiarare l'esistenza o meno di tale contrasto."
Questo particolare controllo preventivo è fondamentale poiché funge da verifica prima dell'integrazione nell'ordinamento. Si tratta di una dichiarazione del giudice costituzionale. Il trattato viene sottoposto al Tribunale Costituzionale su richiesta esclusiva del Governo o di una delle Camere. Se sorgono dubbi di costituzionalità durante la negoziazione del trattato, l'organo plenario del tribunale deve intervenire.
Tempistiche e Modalità del Controllo
Il fattore temporale è determinante: quando deve essere presentata la richiesta? Il tempo sarà sufficiente per l'intervento del tribunale? La risposta è negativa per le fasi troppo precoci o per quelle eccessivamente tardive.
Il Tribunale Costituzionale (TC) raccomanda di procedere una volta che il testo è stato definitivamente fissato, ma prima che venga espresso il consenso alla ratifica. In questa fase, è necessaria la partecipazione degli organi costituzionali legittimati.
La dichiarazione del giudice non costituisce una condanna in senso stretto, poiché non si agisce ancora su una norma giuridica vigente (lo Stato non ha ancora prestato il consenso definitivo). Abbiamo un progetto o un testo stabilito, ma senza ratifica. La dichiarazione è vincolante? SÌ, essa obbliga lo Stato a conformarsi.
Opzioni dello Stato di fronte all'Incostituzionalità
Cosa può fare lo Stato prima della dichiarazione formale di incostituzionalità di un trattato internazionale?
- Modificare la Costituzione: Adeguare la norma fondamentale per permettere l'ingresso del trattato.
- Modifica del trattato: Adattare il testo alla Costituzione riaprendo la fase di negoziazione.
- Ritiro o rinuncia: Decidere di non concludere il trattato nei termini previsti.
- Approvazione parziale (Riserve): Concludere il trattato introducendo delle riserve, escludendo le parti contrarie alla Costituzione (ove permesso dal trattato stesso).
Poiché la riforma costituzionale pone problemi complessi a livello nazionale, essa viene solitamente evitata o considerata come ultima opzione. Si preferisce cercare di rinegoziare il testo, formulare riserve o abbandonare il trattato.
2. Controllo Successivo (Ex Post)
Il controllo futuro o successivo avviene una volta che il trattato è già stato depositato e integrato. Se viene presentato un ricorso presso la Corte Costituzionale, la procedura si conclude con una sentenza vincolante.
- Se il ricorso viene respinto, il trattato continua a produrre i suoi effetti.
- Se la sentenza è estimatoria di incostituzionalità, si pone un dilemma difficile: quali effetti deve avere la decisione della corte?
Il trattato risulta in contrasto con la Costituzione, ma essendo già stato ratificato, esso vincola lo Stato a livello internazionale. Le alternative sono drastiche: ignorare la decisione interna (opzione non percorribile) o ignorare il trattato, incorrendo però in una grave responsabilità internazionale.