Le Cortes di Cadice e la Costituzione del 1812: Nascita del Liberalismo in Spagna
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La Convocazione delle Cortes durante la Guerra d'Indipendenza
Durante la Guerra d'Indipendenza, si formarono due governi paralleli:
- Giuseppe I, che governò con lo Statuto di Bayonne, accettato dalle istituzioni, da alti funzionari e da alcuni intellettuali, introducendo le riforme del regime bonapartista in Spagna.
- Il governo patriottico, anti-francese o spagnolo. Questo rappresentò una vera e propria rivoluzione, poiché implicava l'assunzione della sovranità nazionale, pur accettando implicitamente la legittimità della monarchia di Ferdinando VII.
Sorsero prima le Giunte Locali, poi quelle Provinciali e, infine, a settembre, si costituì ad Aranjuez la Giunta Centrale Suprema, che divenne il governo della resistenza. Nonostante la sua natura rivoluzionaria, le diverse giunte furono formate per lo più da membri delle classi dominanti, come nobili, clero, sindaci, generali o borghesi illuministi, abituati a farsi obbedire. Oltre a dirigere la guerra, la Giunta si assunse il compito di riformare le istituzioni dell'Ancien Régime. Dopo lunghe discussioni, si concluse che solo le Cortes del regno, elette a suffragio universale, potevano approvare, in nome del paese, le riforme necessarie. Così, la Giunta Centrale convocò a Cadice le Cortes Generales e si sciolse, lasciando il posto a un Consiglio di Reggenza. Nel settembre del 1810 si inaugurò la prima sessione. Quello stesso giorno, il Consiglio di Reggenza cedette i pieni poteri alle Cortes, perfezionando il processo rivoluzionario.
Il Compito Rivoluzionario delle Cortes di Cadice
Le Cortes di Cadice promossero, a partire dalle istanze più liberali, lo smantellamento del vecchio regime, vale a dire delle sue fondamenta politiche, sociali ed economiche. Anche se la rivoluzione rimase solo sulla carta, dato che al ritorno di Ferdinando VII le riforme liberali furono eliminate, si avviò il processo verso una monarchia costituzionale che si sarebbe sviluppato nel corso del XIX secolo. Due furono le grandi opere delle Cortes:
- L'elaborazione della prima Costituzione della storia di Spagna.
- Una legislazione ordinaria che integrava le decisioni incluse nel testo costituzionale.
Tali misure portarono, insieme alla Costituzione, allo smantellamento delle basi economiche e sociali dell'Ancien Régime.
La Composizione delle Cortes
La composizione delle Cortes fu variabile e condizionata dalla guerra. Data l'impossibilità per molti deputati eletti di raggiungere Cadice a causa della guerra, si decise di sostituirli. La maggior parte dei membri proveniva dalle classi medie urbane: funzionari, avvocati, commercianti e professionisti. Erano presenti anche un centinaio di ecclesiastici e una cinquantina di membri dell'aristocrazia. Si distinguevano tre tendenze politiche:
Conservatori
Difendevano lo stato assolutista (il cui principale esponente fu il conte di Floridablanca). Erano contrari alla convocazione delle Cortes e consideravano la Giunta come una sorta di Consiglio di Reggenza, non accettando il potere rivoluzionario delle giunte.
Centristi
Costituiti essenzialmente da una parte degli illuministi che, a differenza degli afrancesados, non avevano accettato di schierarsi con Giuseppe I. Seguivano in questo caso il criterio di Jovellanos (si definivano jovellanisti). Erano a favore di una via di mezzo tra coloro che preferivano l'assolutismo regio e coloro che vedevano nelle Cortes la rappresentanza della sovranità nazionale. I jovellanisti credevano che le Cortes dovessero limitare il potere del re e che in esse dovessero essere rappresentate la nobiltà e la Chiesa; le loro riforme dovevano essere moderate e non rivoluzionarie. Ciò significava per loro aggiornare e adeguare la legislazione tradizionale della monarchia spagnola (la Costituzione storica).
Liberali
Il settore dei giovani che integrò il "partito liberale" (tra cui Agustín Argüelles, Calvo de Rozas, Quintana) nelle Cortes di Cadice, i quali ritenevano che la sovranità fosse stata trasferita alle giunte rivoluzionarie e che da esse derivassero i loro poteri. Le Cortes dovevano essere, quindi, la rappresentanza della sovranità nazionale e avere un potere costituente.
In generale, predominavano le idee liberali, specialmente in un primo momento, dato che a Cadice abbondavano i rifugiati favorevoli alle riforme. Il liberalismo era penetrato in Spagna dalla Francia dopo la Rivoluzione, nonostante la censura ufficiale. Ma era un fenomeno molto minoritario fino a quando la guerra fornì l'occasione a coloro che lo difendevano di poterlo propagare. L'atmosfera rivoluzionaria e patriottica di Cadice, la città più cosmopolita del paese e simbolo della resistenza, permise che gli ideali liberali potessero realizzarsi nella Costituzione del 1812. I liberali richiedevano un sistema politico libero e parlamentare, basato sulla sovranità nazionale, in contrapposizione all'assolutismo monarchico. Essendo una società organizzata in base alle diverse capacità degli individui, i liberali difendevano il diritto di prelazione dei ricchi, che avevano qualcosa da difendere, e dei più capaci, o come venivano chiamati nel linguaggio liberale spagnolo, capacidades, a intervenire nella vita politica. Questa preferenza si concretizzava, nelle loro idee, nella limitazione del diritto di voto e nella possibilità di essere eletti attraverso il suffragio censitario.