Le Cortes di Cadice e la Costituzione Spagnola del 1812: Contesto e Riforme
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Le Cortes di Cadice e la Costituzione del 1812
Durante la guerra emersero due modelli politici contrapposti: quello riformatore francese, incarnato da Giuseppe Bonaparte, e quello liberale spagnolo, che guadagnò forza durante il conflitto e culminò con le Cortes di Cadice.
Il Modello Politico di Giuseppe Bonaparte
Il progetto politico di Giuseppe Bonaparte era sostenuto da una fazione illuminata spagnola ed europea, che cercava di conferire legittimità al suo regno, sebbene carente di essa. Inizialmente, fu convocata una riunione di notabili spagnoli a Bayonne per approvare la legge fondamentale, nota come lo Statuto di Bayonne (luglio 1808).
Caratteristiche dello Statuto di Bayonne
- Era una carta octroyée (concessa), di stampo riformista moderato, mai pienamente attuata a causa della guerra.
- Istituiva un regime autoritario basato sul potere quasi assoluto del re.
- Riconosceva alcuni diritti individuali e libertà economiche.
- Proclamava il Cattolicesimo come unica e ufficiale religione del regno.
- Istituiva un parlamento rappresentativo dei tre stati (ceti).
Furono intraprese diverse riforme che perpetuavano parte dello spirito del dispotismo illuminato borbonico:
- Abolizione dei diritti feudali e dell'Inquisizione.
- Soppressione degli ordini religiosi maschili e degli ordini militari.
- Eliminazione della maggior parte dei Consigli.
- Divisione del paese in distretti e prefetture.
- Confisca di proprietà, in particolare quelle del clero e della nobiltà, che si opponevano al regime di Giuseppe I.
Nota: Tutte queste misure furono revocate da Ferdinando VII dopo la guerra.
Il Modello Politico Nazionale: Le Cortes
Durante la guerra si stava preparando un nuovo sistema politico promosso dagli spagnoli che non accettavano né sostenevano Giuseppe Bonaparte, né le istituzioni dell'Ancien Régime che collaboravano con lui. Si verificò una vera e propria rivoluzione politica, che portò alla creazione di nuove istituzioni che affermavano di agire in nome del re, ma la cui unica legittimità derivava dal popolo spagnolo che le aveva create e sostenute. Le istituzioni più importanti furono le Giunte, organismi a livello locale e provinciale, composti da militari illuminati, membri del clero e altri leader politici eletti dai cittadini.
Dalle Giunte alla Suprema Centrale
La necessità di coordinare le politiche e le azioni militari portò alla formazione di Giunte Provinciali supreme e, successivamente, nel settembre 1808, a una Giunta Suprema Centrale ad Aranjuez, di cui fece parte Jovellanos. La Suprema Giunta fu trasferita a Cadice per sfuggire alle truppe francesi, ed è da lì che si decise di convocare un Parlamento, la cui prima riunione si tenne nel settembre 1810.
Le Cortes di Cadice riunirono tutti i deputati o rappresentanti giunti dalle diverse parti della Spagna nello stesso organismo (incluse le province occupate dagli invasori, rappresentate dai cittadini di quei territori che si trovavano a Cadice in quel momento).
Composizione e Fazioni delle Cortes
Le Cortes lavorarono fino al settembre 1813; il numero dei membri aumentò costantemente, raggiungendo i 223. Erano prevalentemente costituiti da ecclesiastici, avvocati, funzionari civili o militari; vi erano pochi nobili, mercanti e proprietari terrieri. Mancavano artigiani, operai e contadini. Si può affermare che la classe media urbana fu la protagonista delle Cortes di Cadice.
I membri si divisero in tre gruppi ideologici:
- Estrema Sinistra (Liberali): Sostenitori della sovranità nazionale e del potere dell'Assemblea, una proposta che alla fine trionfò.
- Centro (Jovellanosiani): Sostenevano un compromesso tra la nazione e il re attraverso una Cortes con poteri limitati, ritenendo che questa formula rispondesse alla costituzione storica del regno. Sebbene sconfitti alle Cortes di Cadice, la loro posizione influenzò la Spagna nel XIX secolo e molte costituzioni successive.
- Estrema Destra (Assolutisti): Nemici della riforma e sostenitori del sistema tradizionale, secondo cui la sovranità del re emanava direttamente da Dio.
La Costituzione del 1812: Principi Fondamentali
Tra le riforme politiche promosse, la più importante fu l'adozione della Costituzione del 1812, la prima legge fondamentale approvata da un parlamento nazionale nella storia della Spagna. I suoi principi base furono ispirati dalla Costituzione francese del 1789:
Principi Chiave
- Sovranità Nazionale: La sovranità risiede nella Nazione, intesa come l'«Unione dei popoli spagnoli, compresi quelli d'oltremare».
- Divisione dei Poteri:
- Il potere legislativo risiedeva nelle Cortes monocamerali, il cui mandato era di due anni.
- Il potere esecutivo era detenuto dal Re, il quale possedeva un veto sospensivo di due anni; le sue decisioni dovevano essere controfirmate dai ministri.
- La magistratura era indipendente.
- Riconoscimento dei Diritti Individuali: Furono riconosciute libertà fondamentali come la libertà personale, la proprietà, l'uguaglianza fiscale e giuridica, l'inviolabilità del domicilio e la libertà di stampa. Fu introdotta una dichiarazione dei diritti individuali, sul modello della Rivoluzione francese.
- Religione: Proclamazione del Cattolicesimo come unica e ufficiale religione dello Stato, vietando la pratica di qualsiasi altra religione, affermando così l'intolleranza religiosa.
- Sistema Elettorale: Approvazione del suffragio universale maschile indiretto. Gli elettori di base eleggevano i compromissari, i quali a loro volta nominavano i deputati.
Altre Riforme Istituzionali ed Economiche
Altri articoli della Costituzione prevedevano:
- Riforma della fiscalità e delle finanze.
- Creazione di un esercito nazionale permanente.
- Introduzione dell'istruzione primaria, pubblica e obbligatoria.
- Divisione del territorio in province per il governo interno.
- Istituzione di consigli distrettuali e creazione di comuni con cariche elettive per il governo locale.
Interventi Sociali ed Economici
Furono approvati anche importanti interventi sociali ed economici:
- Abolizione del Regime Feudale (1811): Vennero aboliti i diritti feudali, ovvero la dipendenza personale dei contadini dai loro signori e la giurisdizione feudale. Tuttavia, i domini territoriali rimasero ai signori, che divennero proprietari terrieri; la struttura della proprietà fondiaria cambiò poco.
- Nuova Incamerazione (1813): Venne applicato un nuovo sequestro sui beni dei sostenitori di Giuseppe Bonaparte (i cosiddetti"traditor").
- Soppressione degli ordini militari, dei conventi e dei monasteri distrutti dalla guerra, e di metà dei beni comunali. Tali beni (dichiarati nazionali) sarebbero stati venduti all'asta pubblica, ammettendo il debito pubblico come forma di pagamento.
- Abolizione dell'Inquisizione, delle dogane interne e delle corporazioni di mestiere.
Le riforme approvate dal Parlamento riuscirono a essere applicate solo parzialmente a causa della guerra, ma per decenni costituirono il programma fondamentale dei liberali spagnoli.