La Costituzione di Cadice del 1812: Pilastro del Liberalismo Spagnolo
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Contesto e Convocazione delle Cortes
Il Supremo Consiglio Centrale si era dimostrato incapace di condurre la Guerra d'Indipendenza spagnola, il che ne causò lo scioglimento. Prima di questo, nel 1810, si avviò un processo per invitare i giudici a incontrare un rappresentante di ciascun consiglio provinciale e decidere l'organizzazione e il destino finale del Consiglio di Amministrazione Centrale. In quel momento, fu organizzata una consultazione nel Paese "attraverso le autorità provinciali o locali sulle riforme che avrebbero dovuto effettuare le Cortes". I risultati richiesero una limitazione del potere del monarca assoluto a causa della cattiva gestione operata da Carlo IV.
Le Cortes di Cadice e la Costituzione del 1812
La prima riunione si concluse con l'apertura delle Cortes stesse a settembre 1810, e i sostenitori del liberalismo ottennero la loro prima vittoria con la formazione di una camera unica. Nella prima sessione fu approvato il principio della sovranità nazionale, che riconosceva che il potere risiede in tutti i cittadini rappresentati dalle Cortes. Una commissione di queste Cortes stava preparando un progetto di costituzione che avrebbe cominciato a essere discusso nell'agosto 1812 e fu finalmente promulgato il 19 marzo di quell'anno, giorno di San Giuseppe, per cui ricevette il nome popolare di "La Pepa". Era un testo lungo circa 384 articoli che conteneva sia idee assolutiste che liberali, e fu influenzato dal conflitto ancora in corso in quel momento, la Guerra d'Indipendenza.
Principi e Diritti Fondamentali
La Costituzione del 1812 conteneva una carta dei diritti dei cittadini, affermando che l'individuo è libero nel pensiero e nell'opinione, che tutti gli spagnoli sono uguali davanti alla legge, dichiarando il diritto alla proprietà privata e il riconoscimento di tutti i diritti legittimi delle persone nella nazione spagnola. La nazione era anche definita come l'insieme di tutti i cittadini dei territori peninsulari e delle colonie.
Struttura dello Stato e Divisione dei Poteri
La struttura dello Stato doveva essere basata su una monarchia costituzionale e sulla divisione dei poteri, e non sul diritto divino, come nel caso dell'assolutismo. Il potere legislativo risiedeva nelle Cortes monocamerali, che rappresentavano la volontà nazionale e possedevano competenze come fare le leggi, approvare i bilanci, controllare l'esercito e così via. Si creò un sistema molto più liberale di quello che avrebbe potuto essere realizzato se non ci si fosse trovati in una situazione di guerra.
Il mandato dei deputati durava 2 anni ed era riservato solo agli uomini; non poteva essere nelle mani delle donne. Il potere esecutivo risiedeva nel monarca, che guidava il governo e prendeva parte allo sviluppo e all'adozione delle leggi. La decisione del re doveva essere confermata dai ministri, i quali erano sottoposti a responsabilità penale. L'ultimo dei poteri era la magistratura, che era esclusiva dei giudici e che stabiliva i principi fondamentali dello Stato di diritto: i codici civile, penale e commerciale erano di competenza esclusiva dei giudici, ecc.
Riforme e Abolizione dell'Antico Regime
Alla fine, la Costituzione fu respinta dal re Ferdinando VII al suo ritorno al trono, che ristabilì l'assolutismo fino al 1820.
Altri articoli della Costituzione prevedevano la riforma fiscale e del Tesoro, la creazione di un esercito nazionale, l'arruolamento e l'introduzione dell'istruzione primaria pubblica e obbligatoria. Inoltre, il territorio venne diviso in province, ciascuna gestita dai consigli provinciali, e fu stabilita la costituzione di un consiglio in ogni provincia, creando a livello nazionale una milizia locale e provinciale. La Costituzione sanciva, inoltre, una scelta tra assolutisti e liberali con la firma dello stato confessionale cattolico, dove si affermava che la religione cattolica era ed è l'unica religione di Stato, e qualsiasi altra era contro la legge.
Oltre a questa serie di diritti e di strutture di governance, le Cortes di Cadice adottarono una serie di leggi e decreti finalizzati all'eliminazione del vecchio regime e a configurare lo Stato come liberale. Si procedette alla sospensione dei tribunali feudali, che divennero proprietà privata dei signori. Ciò indicava un tipo di riforma agraria, che però liquidò il regime feudale trasformando i vecchi signori in proprietari terrieri, ma non a beneficio degli agricoltori. Inoltre, si procedette all'eliminazione della primogenitura, al fine di raccogliere fondi per contribuire a pagare il debito pubblico. Fu votata l'abolizione dell'Inquisizione, che scomparve nonostante la forte opposizione da parte degli assolutisti e del clero, e fu approvata la libertà di stampa per commentare liberamente, almeno sotto l'aspetto religioso, poiché era sotto il comando della Chiesa e condizionata da una commissione di censura. Infine, furono annullati i mestieri e si procedette all'unificazione del mercato.
L'Eredità del Primo Liberalismo
Il primo liberalismo segnò le linee fondamentali di quella che sarebbe dovuta essere la modernizzazione della Spagna.