La Costituzione di Cadice del 1812: Principi, Riforme e Impatto del Liberalismo Spagnolo

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Le Cortes di Cadice e la Costituzione del 1812

A. Il Contesto Costituzionale Precedente e la Redazione a Cadice

La redazione del testo costituzionale spagnolo avvenne a Cadice, preceduta dallo Statuto di Bayona. Si trattava di un testo lungo, con **384 articoli**, alcuni dei quali trattavano aspetti in modo esaustivo, come, ad esempio, il processo elettorale. Inizialmente, non vi fu una dichiarazione espressa dei diritti, forse per evitare la possibile influenza della Costituzione francese del 1791.

A Cadice, si decise di redigere una Costituzione. Fu nominata una commissione per la stesura del testo costituzionale, composta da cinque deputati **assolutisti**, quattro **liberali** (tra cui Argüelles e Pérez de Castro), tre americani e il presidente, il liberale **Muñoz Torrero**. Il testo fu presentato per la discussione il 18 agosto 1811. Non tutti gli articoli suscitarono gli stessi dibattiti; molti furono approvati senza discussione. In sette mesi, l'articolato fu approvato e la conferma e la firma di tutti i deputati avvenne il **19 marzo 1812**. Essendo il giorno di San Giuseppe, la Costituzione è nota popolarmente come *«La Pepa»*.

B. La Costituzione del 1812: Principi Fondamentali

Il principio cardine della Costituzione si fonda sulla **sovranità nazionale**, definita dall'articolo 3 come "essenzialmente ed esclusivamente" appartenente alla Nazione. Questo fu un articolo molto dibattuto tra liberali e assolutisti, i quali rifiutavano l'idea di sovranità nazionale poiché metteva in discussione la divisione sociale del patto con il sovrano. La Costituzione incluse per la prima volta l'**uguaglianza politica** per il popolo americano, un tema già discusso nelle normative precedenti.

La Divisione dei Poteri e il Sistema Elettorale

La Costituzione stabilì per la prima volta la **divisione dei poteri**, cercando di definire chiaramente le responsabilità di ciascuno. Fu istituito un sistema rappresentativo dettagliato per l'elezione del potere legislativo (le Cortes).

  • Gli elettori erano tutti i maschi di età superiore ai 25 anni.
  • Fu istituito il voto individuale e **indiretto**, strutturato su tre livelli: parrocchiale, distrettuale e provinciale.
  • Per essere eletti deputati era richiesto un requisito di **reddito** (*criterio censitario*).

Il potere legislativo (le Cortes) aveva il compito di fare le leggi e controllare l'esecutivo, lavorando per "la felicità di tutti gli individui". Le Cortes assumevano la direzione della politica militare, l'approvazione di alleanze e accordi commerciali, la definizione del bilancio ed erano responsabili in materia di politica monetaria, sanità, **libertà di stampa** e istruzione. Le Cortes non potevano essere sciolte o sospese dal Re. Fu anche istituito un Consiglio permanente per i periodi di inattività parlamentare.

Potere Esecutivo e Giudiziario

Al Re fu conferito il **potere esecutivo** attraverso la direzione del governo, l'approvazione delle leggi e il diritto di veto (massimo due anni), ma con limiti alla possibilità di estendere i propri poteri. Il Re era il Capo di Stato, e la proprietà della Corona divenne "patrimonio nazionale".

La giustizia era riservata esclusivamente ai giudici, che avevano il potere assoluto di "rispettare le leggi in materia civile e penale", vietando la partecipazione del Re in ambito giudiziario.

Aspetti Economici, Diritti e Doveri

L'articolo 4 stabilì il concetto di **piena proprietà** e la rimozione della proprietà vincolata (*propiedad vinculada*). Questo è considerato il grande contributo economico del liberalismo.

Sebbene non vi fosse una dichiarazione esplicita dei diritti della persona, questi si riflettevano in vari articoli: la **libertà di stampa**, l'inviolabilità del domicilio e la proprietà individuale.

Tra i doveri dei cittadini figuravano:

  • L'amore per la patria.
  • Il contributo fiscale per la spesa pubblica (furono eliminate le tasse feudali).
  • Il servizio militare.

Fu creata la **pubblica istruzione**, con una teoria universale dell'istruzione infantile, e fu regolamentata anche l'istruzione secondaria e superiore.

La Costituzione riconobbe il **cattolicesimo** come unica religione, una forma di compromesso (*transazione*) con la Chiesa spagnola.

Organizzazione Territoriale e Militare

Altri articoli prevedevano l'organizzazione dell'amministrazione provinciale con una gestione centralizzata dello Stato. Fu istituita la **Milizia Nazionale** (volontari civici in difesa del sistema liberale) e fu previsto il servizio militare obbligatorio.

Validità Storica

La validità della Costituzione fu limitata: fu soppressa nel **1814**, recuperata durante il *Triennio Liberale* (**1820-1823**) e successivamente in vigore dall'agosto 1836 al giugno 1837. Nonostante ciò, la Costituzione di Cadice è rimasta un costante esempio di **liberalismo** avanzato.

Contesto Storico: La Crisi del 1808 e la Nascita delle Juntas

La crisi dell'Antico Regime (AR) scoppiò nel maggio 1808. Carlo IV e Ferdinando VII lasciarono la Spagna per incontrare Napoleone, il quale decise di trasferire la corona al fratello **Giuseppe I**. In Spagna, un comitato direttivo, presieduto dal Principe Don Antonio, era affiancato dal Consiglio del generale francese Murat. La **rivolta del 2 maggio** segnò l'inizio delle operazioni militari e della riorganizzazione politica che portò alla convocazione delle Cortes di Cadice.

La Creazione delle Juntas Locali e Provinciali

Sorsero le *Juntas* (circa 18, con diverse aree territoriali) come forma di organizzazione politica e, soprattutto, per dirigere la guerra. L'idea di un cambiamento politico radicale era inizialmente minoritaria. Tuttavia, in alcune regioni, in particolare nelle Asturie, si affermò l'idea che "la **sovranità risiede nel popolo** da sempre".

La Formazione della Junta Centrale e la Reggenza

La **Junta Centrale** si formò ad Aranjuez il 24 settembre 1808. Successivamente, fuggì a Siviglia e infine a Cadice, lasciando la gestione a una Reggenza. All'interno di questi organismi, si confrontavano diverse visioni: **Floridablanca** (sostenitore del riformismo amministrativo), **Jovellanos** (favorevole a forme parlamentari sul modello inglese, con una doppia camera) e il gruppo di Calvo de Rozas e Quintana (sostenitori delle riforme liberali).

L'azione più decisiva fu la convocazione del Parlamento (Cortes), sebbene il modello e la destinazione non fossero ancora chiaramente definiti. Mentre Florez Estrada sosteneva che "Nessuna legge [è valida], se non espressa e pubblicata dalla Nazione stessa", altri, come Jovellanos, erano a favore di un progetto di riforma bicamerale.

Il Processo Elettorale e la Composizione delle Cortes

Il sistema di elezione dei deputati alle Cortes era complesso e indiretto, strutturato su tre livelli. Inizialmente, si contavano circa 208 deputati, rappresentanti dei consigli provinciali, delle città con diritto di voto parlamentare e una piccola quota di spagnoli americani. Il numero totale raggiunse circa **300 deputati**.

La composizione sociale vedeva:

  • Circa un terzo appartenente al **clero**.
  • Una percentuale significativa di funzionari e avvocati.
  • La classe mercantile in minoranza.

Politicamente, i deputati erano divisi tra **liberali** e *«servili»* (assolutisti). Le prime elezioni regolari si tennero nel 1810. Nelle seconde elezioni del 1813, il numero di membri assolutisti aumentò.

L'Opera Legislativa delle Cortes di Cadice (1810-1813)

Principi Iniziali e Riforme Sociali

La sessione inaugurale del Parlamento si tenne il **24 settembre 1810**. Il presidente, **Muñoz Torrero**, enunciò chiaramente nel suo discorso i principi di **sovranità nazionale** e di **separazione dei poteri**, fondati sul diritto naturale. Questi due principi costituirono la prima sentenza delle Cortes.

Presto iniziarono i dibattiti sulla libertà di stampa. Fu riconosciuta la **libertà di stampa** e di pensiero politico (mentre il pensiero religioso rimase sotto la censura della Chiesa). I liberali, tra cui Argüelles, García Herrero e Manuel José Quintana, proponevano una società **meritocratica**, basata sul merito e non sull'uguaglianza giacobina della Rivoluzione francese.

Le Riforme Strutturali

Fondamentale fu l'**abolizione del sistema signorile**. Si discusse l'eliminazione della giurisdizione signorile, ma non della proprietà territoriale. Il potere politico fu nazionalizzato con l'abolizione della servitù della gleba e dei servizi personali dovuti ai titoli giurisdizionali, sopprimendo i diritti dei signori.

I nobili beneficiarono della conferma dei loro diritti sul reddito e sulla ricchezza, che fu convertita in **piena proprietà** (previa presentazione di certificati), causando lotte contadine e problemi legali.

Si manifestarono anche tendenze alla *desamortización* (svincolo dei beni) di edifici della Corona, conventi soppressi e beni vincolati (*mayorazgos*).

Un altro colpo all'organizzazione sociale fu l'**abolizione delle corporazioni** e l'istituzione della **libertà di lavorare**, insieme all'abolizione dei dazi doganali interni e alla parità fiscale tra le province, segnando l'inizio del mercato nazionale.

Infine, l'eliminazione dell'**Inquisizione** provocò numerose reazioni, sia all'interno che all'esterno delle Cortes, soprattutto nel settore ecclesiastico.

Voci correlate: