La Costituzione di Cadice del 1812: Storia e Principi Liberali
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Le Cortes di Cadice e la Costituzione del 1812
Il 2 maggio 1808, il resto della famiglia reale rimasto nel palazzo si stava preparando a partire per Bayonne, dove si riteneva che Napoleone avesse rapito Ferdinando VII, secondo le voci diffuse tra la popolazione di Madrid. Una folla si riunì al palazzo per impedirne la partenza e insorse spontaneamente contro la presenza francese. La rivolta fu repressa brutalmente dalle truppe guidate dal generale Murat, ma il suo esempio si diffuse in tutto il paese e un movimento di resistenza popolare rallentò l'avanzata delle truppe imperiali.
La popolazione insorse contro l'invasione francese e sorsero Giunte di Armamento e Difesa di fronte al vuoto di potere creato dalle abdicazioni di Bayonne. Gli incontri furono prima locali, poi provinciali, assumendo la sovranità, dichiarando guerra a Napoleone e cercando l'appoggio della Gran Bretagna. Nel settembre 1808, le Giunte inviarono rappresentanti ad Aranjuez, approfittando del ritiro temporaneo dei francesi dopo la sconfitta di Bailén, per formare una Giunta Suprema Centrale per coordinare la lotta e guidare il Paese.
La Resistenza e la Convocazione delle Cortes
La Giunta riconobbe Ferdinando VII come il legittimo re di Spagna, detenendo l'autorità fino al suo ritorno. Davanti all'avanzata francese, la Giunta dovette fuggire a Siviglia e poi a Cadice (1810), l'unica città che, aiutata dai britannici, resistette all'assedio francese. La Giunta Suprema Centrale si era dimostrata incapace di condurre la guerra e decise di sciogliersi nel gennaio 1810, ma non prima di iniziare un processo di convocazione delle Cortes.
Nel frattempo, fu istituita una Reggenza composta da cinque membri che organizzò anche una "consultazione con il paese" attraverso le Commissioni Provinciali o i consigli per portare avanti le riforme. Nonostante la difficoltà nel raccogliere le risposte e l'eterogeneità degli intervistati, prevalse l'idea che le azioni disastrose dei governi di Carlo IV avessero causato la rovina della Spagna, invocando garanzie contro il potere assoluto del monarca.
L'Assemblea di Cadice e la Sovranità Nazionale
Il processo di elezione dei deputati alle Cortes e il loro incontro a Cadice fu difficile dato lo stato di guerra. L'atmosfera liberale della città influenzò gran parte degli eletti, che simpatizzavano per queste idee. Le Cortes furono aperte nel settembre 1810 e il settore liberale ottenne la sua prima vittoria, imponendo la formazione di una camera unica, rispetto alla tradizionale rappresentazione per ceti. Nella sua prima riunione fu approvato il principio della sovranità nazionale, ovvero il riconoscimento che il potere risiede in tutti i cittadini rappresentati nelle Cortes.
La Costituzione del 19 Marzo 1812
Il 19 marzo 1812 fu promulgata la Costituzione (nota come La Pepa). Era un lungo testo di 384 articoli e la sua elaborazione fu influenzata dalle vicende della guerra e dalle differenze tra assolutisti e liberali. La Costituzione contiene una carta dei diritti dei cittadini:
- Libertà di pensiero e di opinione.
- Uguaglianza davanti alla legge spagnola.
- Diritto di petizione e libertà civili.
- Diritti di proprietà.
- Riconoscimento di tutti i diritti legittimi degli individui della nazione spagnola.
La nazione fu definita come l'insieme di tutti i cittadini di entrambi gli emisferi. La struttura statale corrispondeva a una monarchia costituzionale, fondata sulla divisione dei poteri e non sul diritto divino.
Divisione dei Poteri e Organizzazione dello Stato
Il potere legislativo risiedeva nelle Cortes unicamerali, che rappresentavano la volontà nazionale e avevano estesi poteri: fare le leggi, approvare i bilanci e i trattati internazionali. Il mandato dei deputati durava due anni ed essi erano inviolabili nell'esercizio delle loro funzioni. Il sistema prevedeva il suffragio universale maschile e indiretto.
Il monarca era il capo dell'esecutivo e interveniva nella redazione delle leggi con un veto sospensivo per due anni. Le decisioni del monarca dovevano essere approvate dai ministri, responsabili penalmente. Furono fissati i principi fondamentali dello Stato di diritto: codici unici in ambito civile, penale e commerciale, con garanzie processuali.
Riforme Sociali e Fine dell'Antico Regime
Altri articoli della Costituzione riguardavano la riforma fiscale, la creazione di un esercito nazionale, il servizio militare e l'introduzione dell'obbligo dell'istruzione primaria pubblica. Il territorio venne diviso in province e comuni con cariche elettive, creando inoltre la Milizia Nazionale. La Costituzione incarnò il compromesso tra la borghesia liberale e gli assolutisti, dichiarando lo Stato cattolico confessionale.
Oltre alla Costituzione, il Parlamento di Cadice approvò leggi e decreti per eliminare l'Antico Regime:
- Eliminazione della primogenitura.
- Confisca dei terreni comunali.
- Abolizione dell'Inquisizione.
- Libertà di stampa (sebbene i temi religiosi rimanessero sotto il controllo della Chiesa).
- Libertà di lavoro e annullamento dei sindacati (corporazioni).
- Unificazione del mercato.
I legislatori di Cadice sfruttarono la situazione rivoluzionaria creata dalla guerra per sviluppare un quadro normativo molto più avanzato di quanto sarebbe stato possibile in tempi normali. Tuttavia, la situazione bellica impedì l'effettiva attuazione della legge e, al termine del conflitto, il ritorno di Ferdinando VII frustrò l'esperienza liberale, portando al ritorno dell'assolutismo.