La Costituzione Spagnola del 1812: Storia e Principi della Pepa

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Classificazione della Costituzione del 1812

La natura del testo presenta una selezione di frammenti, ovvero 11 articoli della prima Costituzione spagnola, che ha stabilito un modello di liberalismo in Spagna: la Costituzione di Cadice, nota anche come "La Pepa". Per la sua natura legale, si evince che si tratta di un testo d'origine e carattere giuridico.

L'autore è un soggetto collettivo, le Cortes di Cadice, rappresentanti della nazione spagnola e di tutti gli spagnoli di entrambi gli emisferi. Il target comprende tutte le persone soggette al governo stabilito dalla legge. Il documento fu emesso il 19 marzo 1812 (da qui il soprannome di "La Pepa"). Fu sviluppato in una Spagna in guerra e occupata dalle truppe di Napoleone; la sede fu Cadice poiché questa città, insieme a zone limitrofe, fu l'unica a non essere occupata dalle truppe francesi, sebbene fosse sotto assedio. Le Cortes furono convocate dal Supremo Consiglio Centrale a causa dell'impossibilità di condurre la guerra, riorganizzando la nazione come ultimo tentativo di riorientare l'incerto futuro della Spagna.

Analisi del Testo

La Nazione e la Cittadinanza

In particolare, l'Articolo 1 definisce la nazione spagnola, notando che in questo appellativo sono compresi anche gli abitanti delle colonie americane (spagnoli dei due emisferi). Si riteneva che la Costituzione potesse servire a placare le rivendicazioni liberali degli indigeni e il loro desiderio di indipendenza; tuttavia, è degno di nota che mulatti, meticci, indiani e neri non avessero lo stesso diritto di elezione dei deputati e la percentuale di rappresentanza delle province latino-americane fosse inferiore rispetto a quelle della penisola e delle isole.

Sovranità e Crisi Dinastica

L'Articolo 2 chiarisce l'assoluta libertà e l'indipendenza della nazione spagnola, che aveva subito una crisi dinastica: Ferdinando VII aveva usurpato il potere reale a suo padre Carlo IV durante i fatti della ribellione di Aranjuez, e successivamente il popolo assistette all'abbandono dei re che abdicarono in favore di Napoleone (Abdicazioni di Bayonne). Napoleone, come detentore di gran parte del potere in Europa, delegò il trono reale al fratello Giuseppe I, nuovo re di Spagna.

L'Articolo 3 difende uno dei principi fondamentali del liberalismo politico: la Sovranità Nazionale, il cui precedente risiede nel pensiero di Rousseau. L'autorità nazionale risiede nel potere di emanare leggi tramite i legittimi rappresentanti, fondamento di ogni democrazia, con precedenti nel sistema parlamentare inglese e nella creazione di stati liberali come nel caso degli Stati Uniti e della Francia.

Diritti, Libertà e Religione

L'Articolo 4 mira a garantire i diritti individuali, tra cui la libertà civile, di movimento, di espressione, di pensiero ed economica. Tuttavia, la libertà di culto è vietata: come concessione ai deputati assolutisti, lo Stato viene dichiarato confessionale cattolico, proibendo il culto pubblico di altre fedi. Nonostante ciò, le libertà civili agiscono contro la monarchia assoluta e contro i vecchi diritti feudali della nobiltà e dell'alto clero.

Un altro diritto fondamentale per la borghesia capitalistica è la proprietà privata. La legislazione delle Cortes punta a trasferire al mercato gli immobili precedentemente vincolati o impossibili da compravendere, come le proprietà nobiliari (maggiorasco), delle comunità religiose o comunali. Con la fine del maggiorasco e le successive confische, la proprietà privata della borghesia risulterà rafforzata.

Identità Nazionale e Difesa

L'Articolo 6 parla dell'amor di patria. Nel corso del XVIII secolo, dal centralismo borbonico, nacque l'idea della Spagna come un'unica nazione unificata da leggi emanate dal monarca. Questa idea si rafforzò davanti all'invasione francese, sollevando un forte senso di nazionalismo. In questo contesto apparvero contingenti dell'esercito nazionale e fu creata la Milizia Nazionale per difendere l'ordine costituzionale.

Infine, il valore dell'uguaglianza, motore della Rivoluzione Francese, si riduce qui alla raccomandazione di essere "giusti e benefici".

Organizzazione dei Poteri dello Stato

  • Articolo 12: Lo Stato dichiara il cattolicesimo come fede assoluta, vietando altre religioni (concessione alla fazione "servile" guidata dal Vescovo di Orense).
  • Articolo 15: Il potere legislativo spetta alle Cortes. A differenza del passato, non sono divise per ceti ma elette dal popolo tramite suffragio universale maschile indiretto. Il re mantiene il potere di sanzionare le leggi o di esercitare un veto sospensivo di due anni.
  • Articolo 16: Il potere esecutivo risiede nel Re, che nomina e revoca i ministri e dirige l'amministrazione dello Stato con l'aiuto di un Consiglio di Stato. Si configura una monarchia costituzionale, con meccanismi per escludere l'erede in caso di indegnità o per nominare una reggenza.
  • Articolo 17: Il potere giudiziario risiede nei tribunali. Si garantisce lo Stato di diritto con un codice unico (salvo per clero e militari) e garanzie per la sicurezza dei cittadini.

L'Articolo 27 definisce le Cortes come l'istituzione centrale del nuovo regime, rappresentante della volontà nazionale con poteri ampi: legislazione, successione della corona, trattati internazionali e tassazione. I membri sono eletti per due anni con un sistema indiretto a quattro gradi (vicini, parrocchia, elettori e deputati).

L'Articolo 172 pone limiti al monarca, ispirati dalla diffidenza verso un possibile ritorno dell'assolutismo, specificando la regolamentazione della famiglia reale per evitare eventi come quelli di Aranjuez e Bayonne.

Commento Storico e Contestualizzazione

Nel 1812, durante la Guerra d'Indipendenza, parte della penisola era occupata dalle truppe francesi. Le Cortes rappresentavano la resistenza politica. Mentre il re legittimo (secondo i francesi) era Giuseppe Bonaparte, una parte della nazione spagnola non riconobbe il trasferimento di sovranità e prese le armi dopo gli eventi del 2 maggio 1808 a Madrid.

Si formarono Consigli Provinciali e una Giunta Centrale Suprema che coordinò lo sforzo bellico, portando alla vittoria di Bailén e alla nascita della "guerriglia" (con figure come l'Empecinado). Questo vuoto di potere portò alla convocazione delle Cortes a Cadice, città protetta dalla marina britannica e caratterizzata da una forte borghesia liberale e mercantile.

L'obiettivo era diffondere idee liberali che rompessero con l'Antico Regime, influenzati dalla Rivoluzione Francese del 1789. Tuttavia, alla fine della guerra, con il Trattato di Valençay, Ferdinando VII fu restaurato sul trono. Al suo ritorno dall'esilio, la sua prima azione fu annullare la Costituzione per ripristinare l'assolutismo, in linea con l'Europa della Restaurazione.

In conclusione, i frammenti della Costituzione del 1812 sono cruciali per lo sviluppo del diritto in Spagna. Molti dei suoi principi, come la sovranità nazionale, la separazione dei poteri e l'importanza dell'istruzione, rimangono pilastri fondamentali della democrazia spagnola moderna.

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