La Costituzione Spagnola del 1845: Pilastri e Conseguenze del Regime Moderato

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Introduzione alla Costituzione Spagnola del 1845

Il presente documento giuridico, elaborato a Madrid nel 1845, descrive la Costituzione promulgata sotto il regno della Regina Isabella II, che mirava a consolidare il potere monarchico e a limitare le spinte progressiste. Il suo scopo era quello di stabilire un ordine pubblico e universale.

La Costituzione del 1845 fu teoricamente una riforma di quella del 1837, come affermato dalla Regina Isabella II nel preambolo: "desiderio di modificare la Costituzione promulgata il 18 giugno 1837". Fu in realtà un nuovo testo, rimasto in vigore fino al 1869. I suoi contenuti principali sono:

Contenuti Principali della Costituzione del 1845

  • a) Principio di Sovranità Condivisa: La sovranità risiede nelle Cortes con il Re. Art. 12.
  • b) Dichiarazione dei Diritti: Una dichiarazione di diritti molto teorica, la cui attuazione era rimandata a disposizioni legislative, con leggi che tendevano a restringere tali diritti durante il periodo moderato.
  • c) Cattolicesimo di Stato: L'impegno esclusivo verso il cattolicesimo per mantenere lo stato della religione e del clero. Questo tema del cattolicesimo spagnolo, già presente nella Costituzione del 1837 che affermava "la religione cattolica è predominante tra gli spagnoli", nella Costituzione del 1845 è più categorico. Art. 11.
  • d) Aumento del Potere Regio: L'eliminazione dei limiti alle competenze del re che la Costituzione del 1837 aveva stabilito in modo non chiaro, aumentando significativamente il potere regio. Art. 12.
  • e) Senato Vitalizio: Un Senato vitalizio i cui membri erano nominati dalla Corona tra le più alte categorie della nobiltà, della Chiesa, dell'amministrazione militare e persone con grandi fortune. Oltre a fungere da freno su possibili riforme più radicali del Congresso, il Senato agiva come tribunale unico per giudicare i ministri e i senatori stessi. "Il numero dei senatori... il re... è a vita". Artt. 13, 14, 17.
  • f) Controllo Centrale sulle Amministrazioni Locali: I Consigli Comunali e Provinciali sottomessi al governo centrale, con sindaci e presidenti eletti dal re. La questione era stata dibattuta dai progressisti nel 1836, e la Costituzione del 1837, difesa da Espartero nel 1841 (rovesciando la Reggente Maria Cristina), prevedeva che i sindaci fossero scelti all'interno del Comune. Al contrario, la Costituzione del 1845 controlla la questione politica e decide che i sindaci siano eletti dal governatore civile e, in ultima analisi, dal re.
  • g) Potere di Scioglimento del Congresso: Il potere della Corona di sciogliere il Congresso con il compito di riconvocarlo entro 3 mesi. Già nelle Cortes di Cadice era stato concesso alla Corona il potere di sciogliere il Congresso, quindi questa non era una novità. Art. 12.
  • h) Eliminazione della Milizia Nazionale e Centralizzazione: La rimozione della Milizia Nazionale, che era stata creata nelle Cortes di Cadice affinché i rappresentanti difendessero la Costituzione con le armi. Nel 1837 la Milizia Nazionale era stata mantenuta, ma nel 1845 questa difesa militare viene eliminata per dare più potere alla Corona e per apportare modifiche costituzionali. Inoltre, il paese cercava di centralizzare, eliminando alcuni fueros, ad eccezione di quelli baschi e navarri, poiché nel 1841 era stata sottoscritta la Legge Paccionata di Navarra del 1841, che trasformò il piccolo regno in una provincia forale. La Costituzione del 1845 promuove un codice di leggi unico per l'intero regno. Questa centralizzazione creò problemi, soprattutto con i nazionalismi successivi. La Costituzione del 1845 è una dichiarazione di intenti. Essendo del 1845, la Costituzione è chiaramente conservatrice, escludendo praticamente dal potere i progressisti e beneficiando il partito moderato e l'oligarchia.

Conseguenze e Riforme del Decennio Moderato (1845-1854)

La Legge elettorale del 1846, che di fatto si materializzò, stabilì un reddito minimo e un potere di voto limitato, con un suffragio che contava solo 90.000 elettori in un paese di 12 milioni di abitanti. La Costituzione del 1845 permise la continuazione dello sviluppo conservatore moderato per il decennio successivo.

Nel 1844, le vendite dei beni desamortizzati furono sospese e i beni non venduti furono restituiti alla Chiesa. Furono stabiliti forti vincoli per la pubblicazione dei quotidiani, nel tentativo di controllare la libertà di stampa, stabilendo così la censura. Fu fondata anche la Guardia Civil con l'obiettivo di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza della proprietà.

Allo stesso modo, si tentò di unificare il Codice Penale e il Codice Civile, si rafforzò il potere dei governatori civili e militari. Fu anche positiva la riforma del sistema finanziario, che si riassumeva in quattro oggetti fiscali, molto popolari, sebbene includessero i consumi. Infine, i moderati si adoperarono per ristabilire i rapporti con la Santa Sede, tra i problemi citati la guerra dei matrimoni e la seconda guerra carlista.

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