La Costituzione Spagnola del 1869: Principi, Diritti e Struttura dei Poteri
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La Costituzione Spagnola del 1869: Principi Fondamentali e Struttura Istituzionale
Contesto Storico e Principi Ispiratori
La Costituzione del 1869, convocata dalle Cortes Costituenti, si basava su due principi fondamentali proclamati nel Manifesto di Topete a Cadice: il suffragio universale e la libertà di espressione.
Il Dibattito sulla Forma di Stato
Durante la campagna elettorale, si sollevò la discussione sulla forma che lo Stato avrebbe assunto: monarchia o repubblica. A favore della monarchia si definirono gli unionisti e i progressisti, mentre i democratici finirono divisi:
- Fazione Monarchica (Cimbri): Coloro che favorivano la monarchia, come proclamato attraverso il manifesto detto dei Cimbri (Cristino Martos, Manuel Becerra).
- Fazione Repubblicana: Coloro che favorivano l'opzione repubblicana, guidati da Figueras, Pi y Margall e Fernando Garrido.
Esito Elettorale
Le elezioni si svolsero in modo abbastanza regolare, sebbene l'analfabetismo prevalente nelle zone rurali influenzasse notevolmente le autorità locali. La vittoria andò ai monarchici progressisti, anche se i repubblicani vinsero nelle grandi città, ad eccezione di Madrid.
Caratteristiche della Costituzione del 1869
Le Cortes svilupparono una Costituzione caratterizzata dalla sua ideologia liberal-democratica, basata su:
- Suffragio universale.
- Sovranità nazionale.
- Divisione dei poteri.
La Dichiarazione dei Diritti
Oltre a sancire l'unità e il codice di competenza, la Costituzione forniva una dichiarazione dei diritti che includeva:
- L'inviolabilità del domicilio.
- Libertà di espressione (era espressamente vietata la censura preventiva e il vincolo sulla stampa).
- Libertà di riunione e associazione.
- Libertà di culto (lo Stato si impegnava a coprire le spese di culto e del clero).
- I diritti di proprietà privata.
La Divisione dei Poteri Costituzionali
Gli organi costituzionali stabilivano la monarchia come forma di Stato, in conformità con la volontà della maggioranza.
Potere Esecutivo
Il Potere Esecutivo è presieduto dal re, che lo esercita attraverso i suoi ministri, nominati o rimossi dalla carica dal monarca. Il re convoca, sospende e scioglie le Cortes, e sanziona e promulga le leggi, pur necessitando dell'autorizzazione legale. Il Governo è diretto dal Presidente, che propone al re la nomina dei suoi ministri. I parlamentari che erano ministri non potevano partecipare alle Cortes, il che portò a nominare i ministri tra i giudici.
Potere Legislativo (Le Cortes Bicamerali)
Le Cortes sono bicamerali, composte dalla Camera e dal Senato.
Il Congresso dei Deputati
- Composto da deputati eletti (uno ogni 40.000 abitanti).
- Elettori: uomini di età superiore ai 25 anni.
Il Senato
- Eletto a suffragio universale per gli uomini oltre i 25 anni, ma indirettamente attraverso gli elettori.
- Requisiti per essere Senatore: doveva essere tra i maggiori contribuenti (candidatura basata sul censo) o far parte degli alti gradi delle istituzioni statali, dell'Esercito o della Chiesa.
Potere Giudiziario
Il Potere Giudiziario è esercitato da giudici e tribunali, che introduce il nuovo processo con giuria per i reati politici. Anche i Consigli Provinciali venivano eletti a suffragio universale.