La Crisi del 1808 e la Guerra d'Indipendenza Spagnola
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La crisi del 1808: La Guerra d'Indipendenza e gli inizi della rivoluzione liberale
Carlo IV, figlio e successore di Carlo III, cercò di dare continuità alla linea riformista moderata e a una politica autoritaria. Tuttavia, il monarca non ebbe la personalità del suo predecessore e fu molto meno attivo nel governo. Il suo regno segnò l'inizio della crisi dell'Antico Regime (Antiguo Régimen). Carlo IV optò presto per la figura di un valido, Manuel Godoy, che divenne il principale esecutore della politica della monarchia. Questa scelta indebolì drasticamente il potere e l'immagine del re di fronte ai suoi sudditi e alle potenze straniere.
La Rivoluzione francese pose la Spagna in una posizione goffa e confusa: oscillò tra il mantenimento degli accordi con la Francia rivoluzionaria e l'alleanza con l'Inghilterra per contrastare il pericolo rivoluzionario. La sconfitta contro la Francia nel 1795 e quella contro l'Inghilterra a Trafalgar nel 1805, dopo un cambio di alleanze, aumentarono l'impopolarità di Godoy. Egli divenne sempre più dipendente dal governo francese, ormai nelle mani di Napoleone Bonaparte.
Nel 1807, Napoleone decise di utilizzare la Spagna come ponte per invadere il Portogallo (alleato del Regno Unito). A tal fine, introdusse truppe in posizioni strategiche della penisola. I debiti ereditati dal regno di Carlo III e le costanti guerre contro gli inglesi portarono la Corona sull'orlo della bancarotta.
L'opposizione politica e il Mutuamento di Aranjuez
Godoy dovette affrontare una crescente opposizione politica:
- A sinistra: i nemici dell'assolutismo.
- A destra: i sostenitori della caduta di Godoy. Questo gruppo era molto più numeroso, composto da aristocratici e illustrati esclusi dal monarca.
Questa fazione era guidata dal Principe delle Asturie ed erede, Ferdinando, che insieme ai suoi sostenitori diffuse voci contro i sovrani e il loro favorito. Sebbene il complotto dell'Escorial fallì, il Mutuamento di Aranjuez (1808) fu un successo. Godoy, sospettoso delle intenzioni di Napoleone, intendeva trasferire i reali in Andalusia. Quando il progetto trapelò, scoppiò una rivolta ad Aranjuez: Godoy fu imprigionato e Carlo IV fu costretto ad abdicare in favore di suo figlio Ferdinando.
Il fatto che un monarca legittimo fosse stato rovesciato da una rivolta popolare rivelò il grado di degrado politico raggiunto dalla corona spagnola. In questa situazione, Napoleone decise di creare una monarchia satellite della Francia, ponendovi a capo un membro della sua famiglia.
Lo scoppio della Guerra d'Indipendenza (1808-1814)
Il conflitto fu innescato dalle azioni di Napoleone, che attirò Carlo IV, Ferdinando VII e Godoy a Bayonne, una città francese vicino al confine. Lì, Napoleone riuscì a ottenere la rinuncia di entrambi i monarchi alla corona spagnola, offrendola a suo fratello Giuseppe Bonaparte affinché attuasse riforme nel paese e rafforzasse l'alleanza con la Francia.
Nel frattempo, a Madrid, si registravano costanti incidenti tra la popolazione e le truppe francesi, che occupavano la città da marzo. Questa tensione portò alla sommossa popolare del 2 maggio 1808: la notizia della partenza della famiglia reale alimentò la voce di un tradimento francese. Le classi popolari di Madrid combatterono spontaneamente i francesi alla Puerta del Sol. Agli scontri parteciparono anche alcuni militari spagnoli, come gli ufficiali della Caserma d'Artiglieria di Monteleón.
L'esercito regolare rimase inizialmente consegnato nelle caserme per ordine del ministro della guerra, mentre l'aristocrazia e i leader religiosi rimasero inibiti. Fu, inizialmente, una rivolta puramente popolare.
Natura del conflitto
La Guerra d'Indipendenza fu un processo complesso che comprese diverse dimensioni:
- Conflitto internazionale: La guerra coinvolse Francia, Spagna, Portogallo e il Regno Unito. Le truppe britanniche, guidate dal Duca di Wellington, sbarcarono nella penisola utilizzando il Portogallo come base operativa.
- Guerra civile: Le truppe napoleoniche non erano viste solo come invasori, ma anche come portatrici delle idee della Rivoluzione francese (uguaglianza, libertà, modernizzazione). Molti intellettuali spagnoli, chiamati afrancesados (come Goya o Fernández de Moratín), collaborarono con i francesi.
- Crisi politica: L'assenza del monarca legittimo causò un vuoto di potere. Si creò un'alternativa politica che agiva in nome del re, portando alla convocazione delle Cortes di Cadice e alla redazione della Costituzione del 1812.
Fasi militari della guerra
Maggio - Ottobre 1808
L'esercito francese non riuscì a dominare rapidamente la penisola. Città come Saragozza e Gerona resistettero agli assedi. Le truppe francesi furono sconfitte nella battaglia di Bailén dal generale Castaños, segnando la prima grande sconfitta napoleonica in campo aperto.
Ottobre 1808 - Luglio 1812
Nonostante la presenza personale di Napoleone in Spagna, rimasero sacche di resistenza come Cadice e Lisbona. In questa fase divenne fondamentale la guerriglia: piccoli gruppi di soldati, civili e persino religiosi che boicottavano le linee di comunicazione francesi con attacchi a sorpresa, minando il morale dell'esercito invasore.
Luglio 1812 - 1814
Una grande offensiva alleata, guidata da Wellington, approfittò del ritiro di truppe francesi per la disastrosa campagna di Russia. Le vittorie nelle battaglie di Arapiles, Vitoria e San Marcial portarono all'espulsione dei francesi. Con il Trattato di Valençay, Napoleone riconobbe Ferdinando VII come re di Spagna.
Modelli politici contrapposti
Il regime di Giuseppe Bonaparte
Giuseppe I cercò di dare legittimità al suo regno circondandosi di afrancesados. Promulgò lo Statuto di Bayonne (1808), una carta concessa che istituiva un regime autoritario ma con alcune riforme liberali, come l'abolizione dei diritti feudali e dell'Inquisizione. Tuttavia, la dipendenza militare dalla Francia e lo stato di guerra ne limitarono l'applicazione.
La rivoluzione liberale e le Juntas
Parallelamente, nacque un nuovo sistema politico basato sul concetto di Nazione. Furono create le Juntas (locali e provinciali), coordinate poi dalla Suprema Junta Central, presieduta inizialmente dal Conte di Floridablanca e successivamente influenzata da Jovellanos. La Giunta si rifugiò a Cadice, dove decise di convocare le Cortes nel 1810, dando inizio al processo che avrebbe trasformato la Spagna in uno Stato liberale.