Crisi della monarchia spagnola nel XVII secolo: Olivares, rivolte e perdita di controllo
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Il valido: i favoriti della corona
I validi: i favoriti della corona o privati furono diffusi durante il XVII secolo in diversi paesi europei. Il valido non era un'istituzione ufficiale, ma il risultato di una nomina: il suo potere stava nella fiducia che il re riponeva in una persona. Quando questa fiducia diminuiva, il favorito perdeva ogni potere. Questo sistema determinò una grande spaccatura tra il re e i suoi sudditi. Il primo di questa serie fu Francisco de Sandoval y Rojas, duca di Lerma, il principale leader politico durante la maggior parte del regno di Filippo III.
Il conte-duca di Olivares: la crisi del 1640 e le sue conseguenze
Le riforme di Olivares: il conte-duca di Olivares promosse una riforma fiscale ambiziosa che cercò di imporre in modo autoritario. Il suo obiettivo era aumentare il reddito della Corona per finanziare la costosa politica estera. Tra le misure principali vi era l'intento di ottenere maggiori contributi dai diversi regni, evitando che il carico fiscale gravasse quasi esclusivamente sulla Castiglia. Una delle proposte più controverse fu il progetto noto come Unione delle Armi, che avrebbe creato un esercito di 140.000 uomini, reclutati e mantenuti da ogni regno in proporzione alle proprie risorse economiche e demografiche.
La rivolta della Catalogna
Scoppio del conflitto: l'inizio della guerra con la Francia nel 1635 fu l'innesco del conflitto tra il monarca e i regni. La frontiera dei Pirenei era in pericolo e Olivares ritenne che fosse una buona ragione per costringere Barcellona a contribuire con truppe e denaro. Anche i soldati dei tercios entrarono in Catalogna. Nel maggio del 1640 scoppiò una rivolta contadina che degenerò rapidamente.
Questa ribellione sfociò in una guerra civile. Infine, dopo dodici anni di conflitto, Barcellona riuscì a ottenere una situazione di fatto che ne segnò la secessione dalla Corona spagnola.
La rivolta del Portogallo e la caduta di Olivares
L'effetto a catena: l'esempio di Barcellona indebolì l'autorità della Corona e incoraggiò il Portogallo a ribellarsi. Il Portogallo si sentiva scarsamente protetto dalla Spagna; nel 1640 numerosi soldati e nobili portoghesi si sollevarono contro il dominio spagnolo. Il conflitto tra Spagna e Portogallo si protrasse fino al 1668, quando la Corona spagnola riconobbe l'indipendenza del regno portoghese.
Olivares, sopraffatto dalla crisi, richiese l'aiuto dei nobili dei vari regni, ma la maggior parte di essi abbandonò la corte. Nel 1643 Filippo IV fu costretto a dimettere il conte-duca di Olivares.
Gli ultimi sommovimenti
Dopo la rimozione di Olivares, i disordini non terminarono. Nel 1643 si verificarono tumulti nella Corona d'Aragona e a Valencia, con la nobiltà preoccupata per la stabilità di questi regni. Nel 1647 vi fu la rivolta di Palermo e, pochi mesi dopo, anche Napoli si sollevò.
Infine, tra il 1647 e il 1652, scontri e sommosse si registrarono in vari luoghi dell'Andalusia: le proteste erano dirette contro la nobiltà, il sistema fiscale e l'aumento del prezzo del pane.
L'indebolimento del potere monarchico
Nonostante questi sconvolgimenti, la monarchia sopravvisse. Durante la reggenza di Maria d'Austria e il regno di Carlo II, l'aristocrazia riacquistò influenza: privilegi e autonomie territoriali si rafforzarono. Si instaurò un accordo non scritto tra i nuovi forali dei regni e la Corona per limitare l'estensione delle tasse; si sviluppò così un fenomeno che si può definire come neoforalismo o neo-feudalesimo.
La figura che incarnò in parte questo ritorno dei privilegi fu Giovanni Giuseppe d'Austria, figlio illegittimo di Filippo IV, che tentò un colpo di stato, proclamandosi primo ministro e segnando la fine dell'epoca dei validi.
La fine del governo asburgico e i tumulti finali
Nell'ultimo decennio del XVII secolo i disordini sociali riemersero. In Catalogna si verificarono nuove rivolte contadine; a Valencia scoppiarono tumulti contro i signori e i loro privilegi. Nel 1699 ci furono sommosse a Valladolid per la scarsità di pane. A Madrid si ricordano i moti noti come l'"ammutinamento dei gatti", che portarono alle dimissioni di Oropesa.
Carlo II, infine, lasciò la successione alla Casa di Borbone, indicando Filippo di Borbone (Filippo V) come erede. Con questa decisione il re cercò di garantire l'unità della monarchia spagnola, ponendo le basi per una nuova fase politica.
Punti chiave e cronologia sintetica
- XVII secolo: diffusione della figura del valido come centro del potere.
- Inicio della guerra con la Francia (1635) e crescente pressione fiscale.
- Proposta dell'Unione delle Armi e riforme fiscali impopolari.
- Rivolta della Catalogna (1640) e secessione de facto di Barcellona.
- Rivolta del Portogallo (1640) e riconoscimento dell'indipendenza nel 1668.
- Serie di sommosse in Italia e in Andalusia (1647–1652).
- Indebolimento della monarchia asburgica e ritorno di privilegi aristocratici.
- Fine della dinastia asburgica e avvento dei Borboni con Filippo V.
Riflessione finale
Le riforme centralizzatrici e fiscali, insieme all'affidamento del potere a singoli favoriti, produssero un effetto destabilizzante che si manifestò in una lunga stagione di rivolte e frammentazione del potere. Questi eventi segnarono il tramonto di un modello politico e l'apertura di un nuovo capitolo nella storia della monarchia spagnola.