La Crisi della Restaurazione in Spagna: Marocco, Settimana Tragica e il 1917

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Il Conflitto Coloniale in Marocco

A partire dal 1900, la Spagna consolidò la sua penetrazione in Africa, istituendo un protettorato franco-spagnolo in Marocco. Per la Spagna, il territorio del Rif rappresentava un'area di grande interesse, sia per i potenziali benefici economici sia per il ripristino del prestigio dell'esercito.

Nel 1909, le tribù del Rif inflissero una pesante sconfitta alle truppe spagnole, spingendo il governo a decidere di aumentare il numero di soldati nella regione, il che scatenò un vasto movimento di protesta popolare.

La Settimana Tragica di Barcellona

Il 18 luglio 1909, nel porto di Barcellona, la mobilitazione contro la guerra in Marocco sfociò in una rivolta popolare nota come la Settimana Tragica. Gli incidenti si moltiplicarono per le strade, con scontri con le forze dell'ordine e la diffusione di un forte sentimento anticlericale.

Le autorità risposero dichiarando lo stato di guerra e inviando rinforzi. Gli eventi violenti si conclusero il 2 agosto. La repressione che seguì fu molto dura da parte del governo di Antonio Maura: si tennero 216 consigli di guerra che coinvolsero 1700 persone e furono emesse 17 condanne a morte, tra cui quella del pedagogista Francisco Ferrer y Guardia.

La repressione della Settimana Tragica sollevò un'ondata di proteste. Liberali e repubblicani si unirono per ottenere le dimissioni del governo conservatore.

L'Impatto della Grande Guerra

Nel 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale, che vide contrapposte Germania e Austria-Ungheria contro Gran Bretagna, Francia e Russia. In questo conflitto, la Spagna si dichiarò neutrale. Questa neutralità rappresentò una straordinaria opportunità per l'economia del paese, che poté esportare prodotti industriali e agricoli a prezzi molto elevati.

Tuttavia, l'aumento delle esportazioni causò un rincaro dei beni di prima necessità, come pane e riso, peggiorando le condizioni di vita delle classi popolari. Il malcontento sociale crebbe, e le organizzazioni sindacali guidarono una protesta che culminò nello sciopero generale del 1917.

La Triplice Crisi del 1917

Nel 1917, in un contesto europeo segnato da conflitti politici e sociali, anche la Spagna fu travolta da una grave crisi. Le difficoltà del sistema politico della Restaurazione, il malcontento militare e la crescente tensione sociale provocarono una vasta protesta pubblica di carattere antigovernativo.

La protesta militare

L'esercito spagnolo aveva un eccesso di ufficiali e l'inflazione aveva eroso il potere d'acquisto dei loro salari. Questo malcontento portò alla creazione delle Giunte di Difesa (Juntas de Defensa), associazioni militari che chiedevano aumenti salariali e si opponevano al sistema di promozioni per meriti di guerra. Il governo cedette alle loro richieste, dimostrando la propria debolezza.

La crisi politica

Il governo conservatore era stato sostituito da un gabinetto liberale che, tuttavia, perpetuò la corruzione politica e decise di chiudere le Cortes (il Parlamento). Nel 1917, Eduardo Dato assunse nuovamente la guida del governo e si rifiutò di riaprire il Parlamento. L'opposizione chiese la formazione di un governo provvisorio e la convocazione di nuove Cortes costituenti per riformare il sistema politico e attuare il decentramento dello Stato. Le forze monarchiche non sostennero il movimento parlamentare e le stesse Giunte di Difesa si opposero a questa iniziativa, facendola fallire senza che si arrivasse alla riforma costituzionale.

Lo sciopero generale rivoluzionario

Nel 1917, i principali sindacati, la CNT e l'UGT, minacciarono di indire uno sciopero generale. La tensione esplose a seguito di un conflitto nel settore ferroviario, portando alla proclamazione dello sciopero generale. Le forze operaie chiesero la fine della monarchia, la convocazione di Cortes costituenti e il passaggio a un sistema repubblicano. Si verificarono gravi incidenti, e il governo dichiarò la legge marziale, inviando l'esercito a reprimere duramente il movimento.

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