Cristianesimo a Bisanzio: Evoluzione, Eresie e Scismi
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Religione Cristiana a Bisanzio: Un'Analisi Storica
I persecutori pagani si convertirono in perseguitati. Si produce un’affermazione del cristianesimo, con fioritura delle eresie: concili ecumenici contro l’eresie. Il primo è in Nicea (325), che condanna l’arianesimo. Nel V secolo c’è un’eresia cristologica: il nestorianesimo (Cristo ha natura umana), condannato a Efeso nel 431 ed il monofisismo (Cristo ha natura divina), liquidato a Calcedonia nel 453. Alle eresie religiose corrisponde una situazione politica concomitante: le dottrine sono sostenute dalle sedi patriarcali, ed i credenti identificano la diversità religiosa nella posizione politica. I germani (ariani) sono convertiti al cristianesimo, con integrazione.
Cristianizzazione e Clericalizzazione
La cristianizzazione dell’impero si consolida nel secolo VI/VII, con la clericalizzazione della vita pubblica. Bisanzio si presenta come uno stato profondamente cristiano, e c’è complementarietà tra stato e chiesa. L’impero ha un grande potere (di vigilanza ed esecuzione) nella chiesa. I concili sono regole di vita della chiesa. Il sovrano non può decidere in questioni di dogma.
Contrasti tra Chiesa e Stato
Contrasti tra chiesa e stato (matrimoni di Leone VI). La chiesa ufficiale bizantina ed il patriarcato sono infatti sottomessi all’imperatore (diritto di scelta del patriarca). Nell'epoca Paleologa sarà più indipendente. Il monachesimo è indipendente, molte volte in confronto dell’imperatore (quando Costantino VI ripudia la sua moglie per poter sposare la sua cortigiana, Teodota: i monaci radicali Zeloti, si ribellano, con disputa moicheonica, l’imperatore viene molto indebolito da questo).
Crisi Politiche e Religiose
797 Costantino VI viene deposto e accecato, regna la sua madre Irene tra 797-802 con una politica di sprechi, soprattutto al monachesimo. Colpo di stato: Costantino VI la depone e sale al potere Niceforo I, che fa una campagna contro i bulgari nell'812.
Collaborazione e Conflitti: L'Iconoclastia
Collaborazione reciproca dello stato e la Chiesa. Violazione di questo principio in epoca iconoclasta (717-843): i sovrani iconoclasti ordinano la rimozione delle immagini, e anche pretendono di avere potere in materia di dogma. Cercano di instaurare una teocrazia. Con Leone III (editto nel 730 per la distruzione delle immagini) e Costantino V l'iconoclastia si radicalizza, con distruzione di reliquie e persecuzione ai monaci, che si oppongono all’imperatore e confisca i monasteri; messo in discussione il culto dei santi. Leone IV, Irene e Costantino VI fanno una politica iconodula. Nel 786 Irene convoca un Concilio a Costantinopoli, e nel 787 convoca il II Concilio di Nicea (settimo concilio ecumenico), dove si condanna l’iconoclastia e si ritorna alla venerazione degli iconi, ma non è rispettato.
La Seconda Iconoclastia
815 Leone V revive l’iconoclastia, che non ha più l'energia di quella precedente. Teofilo è l'ultimo imperatore iconoclasta, persegue i monaci ed è ammiratore dell'arte islamica. Muore nel 842 di morte naturale. La vedova (Teodora) si decide a liquidare l’iconoclastia, ma con un compromesso. Ottiene dalla chiesa di Costantinopoli che Teofilo fosse assolto post-mortem. Nell'843 si produce la definitiva rimozione dell'iconoclastia. C’è una festa dell'ortodossia. È un periodo di grosso turbamento, e favorisce la grande ripresa di Bisanzio.
Monofisismo e Tentativi di Unione
Monofisismo 482: decreto di Zenone d’unione con Roma. Henotikon: Scisma con Roma (Scisma di Acacio). Giustiniano fa condannare 3 capitoli del Concilio. Giustiniano lascia in eredità la questione monofisista. I monofisiti sono radicali in regioni periferiche (Siria, Egitto e Palestina), ed identificano nella diversità religiosa con l’opposizione al governo di Costantinopoli. La questione riemerge in tempo di Eraclio. Arrivo degli arabi. Gli abitanti di Siria ed Egitto preferiscono la dominazione araba (più elastici in materia religiosa), e devono pagare una tassa. Eraclio inventa 2 nuove dottrine:
- Monoenergismo: Cristo ha due nature ma una unica energia.
- Monotelismo (volontà): Cristo ha due nature ma una unica volontà.
Il motivo è cercare di riconquistare la simpatia delle popolazioni monofisite. Le due sono un disastro. La chiesa romana si oppone vivacemente. Nel 638 si produce la Ekthesis di Eraclio. La controversia rimane latente, e Costante II (648) emana un editto: il Typos, che vieta le discussioni in materia di fede.
Il Pontificato e Bisanzio
Costante II figlio d’Eraclio, ed è molto feroce. Nel 661 arriva in Italia, con corte in Sicilia, dove è assassinato nel 668. Un sinodo condanna il typos; il Papa latino è rapito ed imbarcato a Costantinopoli, ed è condannato a morte nel 654.
Il VI Concilio Ecumenico e il Cesaropapismo
VI Concilio ecumenico nel 680-681 (Terzo concilio di Costantinopoli): I bizantini rinunciano a riconquistare territori. Il Cesaropapismo è la supremazia del potere religioso sopra il potere laico. Il papa Silverio è deposto nel 537, accusato di collaborazione con gli ostrogoti, e nel 545 firma l’Editto dei Tre Capitoli. Alla fine del VII secolo i bizantini arrestano il papa Sergio I. Gregorio II condanna l’iconoclastia.
Rapporti Dottrinali tra Roma e Costantinopoli
Rapporti dottrinali di Roma e Costantinopoli: Alla fine del IX secolo si produce la fine dello scisma con il patriarca Fozio, che è deposto per Basilio I. Riguarda aspetti dottrinali diversi: questione teologica: Spirito Santo. Nel 1054 si produce uno scisma. Michele Celulario, scrittore e patriarca arriva a Roma, ed i bizantini scomunicano il Papa sotto il governo di Costantino IX Monomaco.
La Divisione tra Chiesa Ortodossa e Romana
La chiesa ortodossa e romana sono divise, con tentativi di riunificazione religiosa a Lione nel 1254, a Ferrara-Firenze nel 1438-1439, con unificazioni strumentali per la situazione politica, con opposizione greca. A Lione si produce il riconoscimento della supremazia romana perché Carlo d’Anjou vuole entrare a Bisanzio. Michele VIII lo persegue, ed il Papa nega la riunificazione. Giovanni VIII viene in occidente, ed accude a un concilio a Firenze per gli occidentali oggiuteno ai bizantini con la Crociata di Varna (1444), che è l’ultima opportunità, e si produce una riunificazione fragile.