Cristianesimo e Islam: diffusione, istituzioni e dottrine nell'Impero e oltre
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Una religione per tutti
Una religione per tutti
L'espansione del cristianesimo nel bacino del Mediterraneo comportò il contatto con il mondo romano. Il cristianesimo offriva un'alternativa rispetto a credenze condizionate da fattori di tipo magico-astrale: si proponeva come una religione rivolta a tutti gli uomini considerati, indipendentemente dalle origini, come figli di Dio.
I cristiani e il potere politico
Nel messaggio di Gesù e nella predicazione degli apostoli non si trova alcuna presa di posizione negativa nei confronti dell'Impero romano. Le comunità non erano ancora stabilmente organizzate quando, a partire da Nerone, cominciarono le persecuzioni nei confronti dei cristiani, alternate a periodi di tolleranza e di pace. Tra le più aspre persecuzioni ricordiamo quelle di Domiziano (verso il 90), di Decio (249-250) e di Diocleziano (303).
Le persecuzioni nei confronti dei cristiani
L'ostilità nei confronti dei cristiani derivava dal loro disinteresse per la vita civile e politica, elementi centrali per i cittadini romani. La loro vita riservata e il mistero riguardo ai loro culti, celebrati prima nei cenacoli e poi successivamente nelle domus ecclesiae, alimentarono dicerie e racconti macabri sui loro riti.
Le apologie per difendere la religione
I cristiani cominciarono a reagire e a replicare all'opinione pubblica pagana, alle autorità governative e agli intellettuali pagani. Nacque una letteratura difensiva, detta apologetica.
Il contenuto era vario e comprendeva:
- la polemica contro i denigratori;
- la critica al paganesimo;
- la descrizione del modo di vivere cristiano;
- l'esposizione articolata della fede cristiana.
Costantino e l'editto di Milano
Già l'imperatore Galerio, poco prima di morire, aveva ordinato di mettere fine alle persecuzioni con l'editto di Serdica (311), riconoscendo l'inutilità delle vessazioni contro i cristiani e accordando loro piena libertà di culto e di riunione.
Nel 313, con l'editto di Milano, Costantino concesse ai cristiani piena libertà di culto e di predicazione, restituendo alle chiese i beni che erano stati loro confiscati.
Il cristianesimo religione dell'Impero
La politica di Costantino fu proseguita dai suoi successori e, alla fine del IV secolo, con l'imperatore Teodosio, il cristianesimo divenne la religione ufficiale dello Stato.
In ogni provincia dell'Impero il vescovo della città capoluogo ebbe funzioni di sorveglianza e di controllo su quelli delle città minori, diventando metropolita della sua provincia. Tra questi emersero per prestigio i patriarchi legati a quattro sedi:
- Roma, il cui vescovo venne chiamato patriarca d'Occidente;
- Alessandria (patriarcato d'Egitto);
- Gerusalemme;
- Antiochia (patriarcato d'Oriente).
L'ortodossia e le prime eresie
Mentre il cristianesimo si affermava e si diffondeva, entrava in contatto con nuovi modelli culturali, perdendo l'omogeneità e l'armonia che lo avevano caratterizzato nei primi secoli. In particolare il dibattito riguardò la dottrina della Trinità.
- Si affermarono infatti modi diversi di intendere la persona di Gesù e la sua natura, definiti eresie.
- Si opposero i sostenitori dell'ortodossia che si attenevano alla tradizione e sostenevano di seguire i fedeli «giusti». Essi si adoperarono per la salvaguardia del messaggio biblico nel corso dei Concili, in cui si affermarono i dogmi di fede.
Nel IV secolo l'eresia che si diffuse maggiormente fu l'arianesimo.
La questione ariana venne dibattuta nel I Concilio di Nicea (325), convocato dall'imperatore Costantino sotto papa Silvestro I, in cui l'arianesimo venne condannato e la Chiesa venne autorizzata a espellere gli eretici.
Poco tempo dopo, in occasione del Concilio di Costantinopoli (381), venne elaborato il Credo niceno-costantinopolitano, che è la professione di fede della Chiesa cattolica.
Il simbolo niceno-costantinopolitano
La riflessione dei Padri della Chiesa, operata nei primi secoli del cristianesimo e determinata dal diffondersi delle eresie sul mistero cristiano, confluì nel testo che ancora oggi si recita.
Il testo è articolato in due sezioni:
- si confessa l'uguaglianza di Gesù rispetto al Padre sul piano dell'essere divino, la sua preesistenza e il suo ruolo nella creazione;
- viene ripresa la storia dell'Incarnato, crocifisso e risorto, secondo uno schema presente nei simboli più antichi.
Il crollo dell'Impero romano
Nello stesso secolo in cui si diffuse il cristianesimo, l'Impero romano d'Occidente stava attraversando un periodo di crisi.
Nel 476 l'Impero d'Occidente cadde, perché le truppe romane non riuscivano più a contrastare le popolazioni barbariche.
La figura del vescovo come capo della comunità
In questo periodo di crisi emerse la figura del vescovo — capo carismatico cui faceva riferimento tutta la comunità.
Inoltre, officiava le funzioni liturgiche nelle principali chiese della diocesi.
Unificazione religiosa
La Chiesa conobbe una nuova stagione missionaria: portare il messaggio evangelico ai popoli con cui l'impero romano era venuto in contatto.
Alcuni popoli si erano già convertiti al cristianesimo, ma nella forma ariana.
L'evangelizzazione fu, dunque, il primo contributo per la formazione dell'unità culturale europea; le basi furono poste dall'unificazione religiosa.
Gregorio Magno
Gregorio Magno fu papa tra il 590 e il 604. Fu il vero protagonista dell'ascesa della Chiesa di Roma — unico punto di riferimento religioso, politico, sociale e culturale.
Comprendeva che l'unificazione dei popoli europei si poteva ottenere attraverso l'unificazione religiosa; ciò avveniva solo se il primato del papa veniva accettato e rispettato da tutti.
Islam
Islam
Islam è la denominazione scelta da Muhammad per la religione da lui predicata. Indica il sistema di credenze e di riti basati principalmente sul Corano, che è il libro sacro di questa religione.
Gli aderenti a questa religione si chiamano musulmani, da muslim, «il sottomesso», cioè colui che abbraccia l'islam e lo segue fedelmente.
L'islam oggi
L'islam è al tempo stesso religione e comunità temporale: una comunità che regola da un lato i rapporti del credente con Dio e dall'altro i rapporti dei credenti tra loro.
L'islam come religione e comunità è internazionale e tende a eliminare le differenze etnico-sociali. Il termine che indica questo concetto di popolo e nazione, «coloro che vogliono vivere insieme», è umma (letteralmente «comunità»).
Il fondatore
Il fondatore
Muhammad ("colui che è lodato") nacque verso il 570 d.C. alla Mecca. Rimasto orfano ben presto, dovette lavorare come pastore, finché fu assunto dalla ricca vedova Khadija come guardiano dei cammelli; più tardi, venticinquenne, egli sposò la vedova, più vecchia di lui di quindici anni.
Grazie a una serie di visioni avute in una grotta della Mecca, in cui, secondo la tradizione, gli si presentò l'arcangelo Gabriele, egli si convinse di essere stato eletto come profeta degli arabi per annunciare l'unicità di Allah. A poco a poco gli si raccolsero intorno alcune personalità influenti; però l'opposizione della maggior parte dei cittadini della Mecca contro di lui lo costrinse ad abbandonare la Mecca per recarsi a Medina.
La divinità
Allah è considerato l'unico Dio, creatore del mondo.
Egli è venerato con 99 «nomi belli».
L'islam insegna che esiste un centesimo nome che non è mai stato rivelato: Dio infatti supera ogni conoscenza umana.
L'uomo è ʿabd Allāh, dipendente dalla divinità.
Il mondo ultraterreno è popolato da esseri come i jinn (spiriti); tra gli angeli più importanti vi è Gabriele. Tra i demoni la figura di Satana è chiamata Iblīs.
Le credenze fondamentali
Sei sono gli articoli fondamentali:
- credere nell'esistenza degli angeli;
- credere nell'origine divina dei libri indicati nel Corano come provenienti da Allah;
- credere nella missione apostolo-profetica affidata a Muhammad;
- credere nella vita futura;
- credere che tutto abbia origine dalla volontà di Allah;
- credere nella predestinazione divina (talvolta inclusa nelle formulazioni tradizionali).
I cinque pilastri
I cinque pilastri dell'Islam sono:
- La testimonianza (shahādah): affermare che non vi è dio all'infuori di Allah e che Muhammad è il suo profeta.
- La preghiera (ṣalāh): compiere quotidianamente cinque preghiere, eseguite in stato di purezza rituale, ottenuto mediante le abluzioni di alcune parti del corpo. La chiamata alla preghiera (adhān) viene fatta a voce; chi la pronuncia è il muezzin, dal minareto.
- L'elemosina obbligatoria (zakāt): una pratica di solidarietà verso i poveri e i bisognosi secondo le indicazioni coraniche.
- Il digiuno (sawm): osservato durante il mese del Ramadan.
- Il pellegrinaggio (ḥajj): almeno una volta nella vita, se possibile, i musulmani devono recarsi alla Mecca.
La moschea
La moschea è l'edificio in cui si svolgono le pratiche religiose dell'islam, specialmente la preghiera collettiva.
Tipicamente è costituita da un grande ambiente centrale coperto da una cupola e da altre cupole minori; molte moschee sono caratterizzate da uno o più minareti da cui viene chiamata la preghiera.
Le persone sacre
Figure religiose e termini chiave dell'islam:
- Nabī: profeta che porta un messaggio ma non necessariamente un libro;
- Rasūl: messaggero che porta il messaggio accompagnato da un libro celeste;
- Imam: capo designato dalla comunità per la preghiera o per la guida religiosa;
- ʿUlamāʾ: studiosi e conoscitori del Corano e della legge islamica.