Il Decennio Moderato e il Biennio Progressista: Evoluzione Politica e Costituzionale della Spagna (1844-1856)
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Il Decennio Moderato (1844-1854)
La Costituzione del 1845 | L'Azione Legislativa Moderata o Conservatrice |
La Costituzione del 1845 - è il prototipo di una costituzione moderata o conservatrice. È una delle costituzioni più efficaci nella storia del costituzionalismo spagnolo, ma, pur ispirandosi a quella del '37, risulta molto più conservatrice. Le caratteristiche più importanti di questa Costituzione sono:
| Per i moderati, le riforme amministrative sono un prerequisito per il buon governo. Essi sostengono uno stato centralizzato e gerarchico di influenza francese. Il centralismo si consolida con la divisione provinciale di Javier de Burgos nel 1834 (che è ancora in vigore oggi). Vengono attuate la riforma delle finanze, l'organizzazione dell'istruzione pubblica (Legge Moyano), la creazione della Guardia Civil (Duque de Ahumada) e la firma de il Concordato con la Santa Sede - nel 1851, al fine di ripristinare i rapporti con la Chiesa, relazioni notevolmente peggiorate dopo la confisca di Mendizábal del 1836. Si assiste anche alla Seconda Guerra Carlista (1846-1849), con il ruolo di Cabrera, e i progressisti vedono una scissione, che porta alla nascita del Partito Democratico. |
III.3 Il Biennio Progressista (1854-1856)
Nel 1854, in un clima di grande instabilità politica, O'Donnell attua un colpo di Stato, la Vicalvarada, e i liberali salgono al potere con il ruolo di Espartero, leader del Partito Progressista, e O'Donnell, leader dell'Unione Liberale. Questa è un'altra caratteristica della politica del diciannovesimo secolo: poiché il dominio del Partito Conservatore è così schiacciante, le poche volte in cui i progressisti arrivano al potere devono farlo attraverso colpi di Stato militari.
I liberali creano una nuova Costituzione nel 1856, che però non verrà promulgata (Costituzione non nata).
La Costituzione del 1856 è di stampo progressista:
- La sovranità nazionale non è condivisa.
- Il potere della Corona è piuttosto limitato.
- Entrambe le Camere sono elettive.
- La dichiarazione dei diritti è più completa.
- Prevede le elezioni comunali e la Milizia Nazionale.
Le misure legislative più importanti sono di natura economica, come la Confisca di Madoz, la creazione del sistema finanziario o le nuove norme per la costruzione delle ferrovie (sistema radiale, scartamento, possibilità di investimenti stranieri e importazione di materiali senza dazi doganali).
L'instabilità politica aumenta, si verificano frequenti scioperi (assistiamo alla nascita del movimento operaio spagnolo), O'Donnell stringe un patto con la Corona e passa al conservatorismo.
Confronto tra le Fazioni Liberali Spagnole
Moderati, Conservatori o "Mild" | Esaltati o Progressisti | Democratici | |
Contesto Storico | È il partito dominante del periodo, al potere in Spagna eccetto durante il Biennio Progressista. Nasce dalla scissione del Triennio Liberale. Il suo leader principale è Narváez. | È l'alternativa al Partito Moderato. Governa durante il Biennio e nel "Sexenio Democrático" (Sei Anni Democratici), spesso arrivando al potere tramite colpi di Stato militari. I loro capi sono Espartero e Serrano. L'Unione Liberale di O'Donnell è un partito di centro. | Appaiono alla fine del regno di Isabella II come una propaggine dei progressisti. Governano nel "Sexenio Democrático". |
Programma Politico | Sono caratterizzati da riforme amministrative e statali. Difendono strenuamente la proprietà, l'ordine e un suffragio censitario molto restrittivo. Sostengono la sovranità condivisa, attribuendo grandi poteri all'esecutivo e al Re. Preferiscono limitare i diritti individuali, specialmente quelli collettivi (libertà di stampa, di opinione, di riunione e di associazione). Sono i liberali più clericali, difendendo il peso e l'influenza della Chiesa cattolica. | Sono caratterizzati da riforme economiche e sostengono il cambiamento e la riforma. Promuovono il suffragio censitario, ma con l'obiettivo di ampliare la base elettorale. Optano per la sovranità nazionale, limitando ulteriormente il potere del Re e dando preponderanza al potere legislativo rappresentato dalle Cortes. Sono a favore del rafforzamento degli organi di rappresentanza (Comuni, Milizia Nazionale, Giuria, ecc.) e dell'estensione dei diritti individuali e collettivi. Sono meno clericali dei conservatori e optano per la laicità. | Sostengono il suffragio universale e la necessità di un cambiamento sociale. Sono sostenitori della sovranità popolare; il Re deve avere solo un ruolo onorifico. Optano per l'intervento dello Stato in materia di istruzione, assistenza sociale e fiscale. Sono anti-clericali e danno grande importanza all'uguaglianza. |
Base Sociale | Gruppo eterogeneo composto da proprietari terrieri, imprenditori e intellettuali conservatori, insieme ai resti della vecchia nobiltà, l'alto clero e l'alto comando militare. | Gruppo eterogeneo dominato dalla media e piccola borghesia industriale e finanziaria, dalle classi medie e dagli artigiani, da alcuni ufficiali medi e inferiori dell'esercito, e dai professionisti. | Estrazione sociale simile a quella dei progressisti, ma con un orientamento più popolare e rivoluzionario. |
Costituzioni di Riferimento | Costituzione del 1845 | Costituzione del 1837 e 1856 | Costituzione del 1868 |