Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino (1789): principi, diritti e eredità nella Rivoluzione francese

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Situazione spazio-tempo e riferimenti

Data: 26 agosto 1789
Contesto: Rivoluzione francese — Libro: Posizione — Autore: Sconosciuto

Idee principali

La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino enuncia i principi che stanno alla base della legittimità della nuova società. Ogni articolo condanna le istituzioni, i principi e le pratiche dell'Antico Regime. In particolare è affermato che:

«Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione.»

La Dichiarazione considera legittima la rivolta dei cittadini contro la monarchia, riconoscendo come diritto inalienabile dell'uomo la resistenza all'oppressione. Si tratta di un documento generale e lungimirante.

  • Diritti fondamentali: Vi sono elencati i «diritti intrinseci della natura umana», che non sono diritti creati dai rivoluzionari, ma diritti naturali.
  • Limiti: Non si parla, però, in modo esplicito di diritti sociali, che derivano da una diversa definizione del termine «diritto»: la Dichiarazione determina la legittimità degli atti, mentre i diritti sociali sono garanzie di natura materiale.
  • Dimensione teorica: I membri della Costituente hanno trattato idee generali e concetti teorici, ma non hanno definito le condizioni specifiche necessarie per stabilire il governo del popolo. Sono stati sollevati principi trascendentali, ma non è stata specificata la loro applicazione pratica.
  • Influenza storica: Questo testo è servito da base per numerosi regimi che rientrano nella tradizione repubblicana.

La Dichiarazione del 1789 ha ispirato una serie di testi simili in Europa e in America Latina. La tradizione ereditata dalla Rivoluzione francese è presente anche nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo, firmata a Roma il 4 novembre 1950.

Idee secondarie

L'articolo 2 elenca i diritti naturali e inalienabili dell'uomo, che precedono il potere costituito e sono considerati applicabili in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento:

  • Libertà
  • Proprietà
  • Sicurezza
  • Resistenza all'oppressione

Molti articoli sono dedicati alla libertà e ai suoi limiti:

  • Articolo 1: «Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti.»
  • Articoli 4 e 5: In questi articoli si tenta di definire e circoscrivere la libertà: essa è intesa come «ciò che non nuoce a nessuno» e solo la legge può porre dei limiti.
  • Articoli 7, 8 e 9: Questi articoli precisano le caratteristiche della libertà individuale, tra cui la presunzione di innocenza e il principio di non retroattività della legge.
  • Articoli 10 e 11: Si riferiscono alla libertà di parola, di stampa e di coscienza.

Il principio di uguaglianza è previsto dall'Articolo 1, mentre l'Articolo 13 tratta questioni fiscali (in risposta ai reclami più ripetuti nella Gazzetta dei Reclami). L'Articolo 6 sancisce l'uguaglianza davanti alla legge e l'accesso alle cariche pubbliche esclusivamente sulla base delle capacità individuali.

La proprietà è definita un diritto inviolabile e sacro (Articolo 17). Secondo l'articolo: «Nessuno può esserne privato se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga, e a condizione di un giusto indennizzo».

Gli elementi che definiscono la città nell'organizzazione del sistema politico sono meno precisi e sono condizionati dal sospetto nei confronti dell'Antico Regime.

Articolo 6 stabilisce che la legge è l'espressione della volontà generale, l'espressione della sovranità e la fonte del potere politico.

Articolo 16 prevede la separazione dei poteri.

Ai sensi dell'Articolo 15, i funzionari pubblici sono responsabili della loro gestione e la società ha il diritto di richiedere che essi siano ritenuti responsabili per essa.

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