Il Discobolo di Mirone: Movimento e Perfezione nella Scultura Greca

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Il Soggetto e l'Innovazione Artistica

Il soggetto è un giovane atleta, forse Giacinto, che secondo il mito morì in una gara dedicata al dio Apollo. L'atleta viene rappresentato nel momento di massima concentrazione prima di lanciare il disco. Mirone lo raffigura nella seconda metà del movimento, quando, in equilibrio, il corpo compie una torsione completa. A questo si aggiunge la tensione muscolare dovuta al peso del corpo, in preparazione al lancio.

Nell'antica Grecia, gli atleti godevano di grande fama e venivano presentati come modelli di bellezza ideale. Mirone colse nel tema degli atleti l'opportunità di esprimere tutta la forza del movimento. Per quanto riguarda i modelli e le influenze, si deve segnalare l'impatto esercitato dalle ceramiche dipinte e dalle piccole statuette in bronzo. La resa della tensione muscolare e l'interazione dell'opera con lo spazio circostante sono innovazioni che furono decisive per il futuro della scultura.

Il Discobolo di Mirone

Scheda Tecnica

  • Autore: Mirone
  • Cronologia: 460 a.C. circa
  • Tipologia: Scultura a tutto tondo
  • Materiali: Copia romana in marmo dell'originale perduto in bronzo
  • Dimensioni: 1,55 m
  • Stile: Greco classico (Stile Severo)
  • Soggetto: Ideale atletico e anatomico

L'Autore: Mirone

Mirone è uno dei più importanti scultori dell'età classica greca. Il suo lavoro è caratterizzato dal naturalismo, dall'equilibrio delle proporzioni e dal dinamismo delle figure.

Descrizione Formale e Stilistica

Rompendo con i principi di frontalità e rigidità tipici della scultura arcaica, l'opera riflette la preoccupazione dell'artista di rappresentare il movimento attraverso la complessa posizione del personaggio. Visto di profilo, il corpo descrive una sinuosa curva a "S". La figura è costruita dall'alto verso il basso e si combina con l'arco descritto dalle braccia tese.

La straordinaria capacità di Mirone di equilibrare la composizione fa sì che il braccio che tiene il disco funga da contrappeso alla gamba opposta, mentre l'altro braccio contribuisce a creare un ritmo di linee mobili (rhythmos). L'anatomia è resa accuratamente, evidenziando tutti i muscoli coinvolti nella tensione dello sforzo atletico. Questa tensione, tuttavia, non si riflette nel volto, che ricorda ancora la fase precedente per la sua espressione ieratica e per la geometrizzazione dei capelli.

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