Don Chisciotte: Le Prime Avventure e l'Investitura a Cavaliere (Capitoli I-VII)

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Le Prime Uscite di Don Chisciotte: Follia e Incontri Iniziali

1. Il Racconto degli Eventi della Prima Uscita di Don Chisciotte (I, II, III) senza Sancho

Don Chisciotte decise di intraprendere il viaggio all'alba, senza che nessuno lo vedesse. Indossò la sua armatura, prese le sue armi e si diresse verso Ronzinante. Tuttavia, pensò che non essendo stato nominato cavaliere, non poteva combattere. Cominciò a camminare attraverso i Campi di Montiel, gridando il nome della principessa Dulcinea, e ricordando una follia dopo l'altra.

Quel giorno faceva molto caldo. Camminò per tutto il giorno e la notte, finché il cavallo non ne poté più. Don Chisciotte vide una locanda e si diresse verso di essa. Alla porta c'erano due prostitute e due cameriere, ma a lui apparve come un castello. Quando pensò di essere arrivato, credette di vedere un nano che annunciava il suo arrivo, ma in realtà era un guardiano di porci che suonava il corno per radunare i maiali, e il cui suono fu interpretato da Don Chisciotte come un annuncio solenne.

Le donne si spaventarono nel vederlo, ma lui le trovò così belle che quasi si mise a ridere. Poi arrivò il locandiere e gli chiese se cercasse un letto, ma il cibo non era così buono. Don Chisciotte smontò e chiese che si prestasse molta attenzione al cavallo, che era il migliore del mondo. Il cameriere lo aiutò a disarmarsi, ma non riuscì a togliergli l'elmetto, che era fissato molto bene.

Gli misero un tavolo vicino alla porta della locanda e gli servirono del merluzzo mal bagnato e poco cotto. Ma Don Chisciotte non poté mangiare perché aveva la celata abbassata e, non potendo sollevarla, non poteva mettere nulla in bocca.

2. L'Episodio di Marcela e Grisóstomo (Capitolo IV)

Don Chisciotte, in una delle sue tante avventure, incontrò alcuni caprai che lo invitarono a pernottare e a cenare. Quando ebbero finito di cenare, arrivò un altro pastore a dire loro che Grisóstomo era morto a causa dell'amore non corrisposto di una pastorella chiamata Marcela, e che tutti dovevano andare al funerale.

La mattina dopo, Don Chisciotte sellò Ronzinante e si avviò verso il funerale. Sulla strada incontrò due signori, uno dei quali, chiamato Vivaldo, chiese a Don Chisciotte perché portasse quell'armatura. Egli rispose che la sua professione era quella di cavaliere errante, un mestiere che tutti ritenevano folle.

Il Dialogo con Vivaldo e la Dedica a Dulcinea

Vivaldo chiese che tipo di gentiluomo fosse. Don Chisciotte rispose: «Coloro che aiutano i bisognosi». Vivaldo rispose: «Sono molto felice. La vostra professione è una delle più difficili sulla terra.» Don Chisciotte confermò, dicendo che i cavalieri erranti sono sempre esposti a disagio, sete, fame, ecc.

Vivaldo osservò che c'era solo una cosa che non andava bene: che ogni volta che intraprendeva un'avventura pericolosa, non la dedicava al giorno, ma alla sua signora. Don Chisciotte rispose: «Questo è impossibile, signore. Ogni cavaliere ha la sua dama.»

«Allora vi prego di dirmi il nome della vostra dama,» chiese Vivaldo. Don Chisciotte rispose: «Dulcinea, e la sua bellezza è sovrumana: i suoi capelli d'oro, la sua guancia onesta e il suo candore.» Sentendo ciò, tutti compresero la follia del nostro Don Chisciotte.

L'Arrivo al Funerale e il Discorso di Marcela

Arrivati dai pastori, videro il corpo di Grisóstomo, coperto di fiori. Un amico del defunto disse che Grisóstomo aveva dichiarato qui il suo amore per Marcela, e che questo era il luogo in cui la tragedia della sua vita doveva finire.

Improvvisamente, apparve una visione: la pastorella Marcela, lasciando tutti ammirati. L'amico di Grisóstomo la accusò: «Dio, quanto è crudele questa donna!»

Marcela rispose con grande discrezione:

  • «Non sono da biasimare. Dio mi ha fatto bella, ma perché dovrei amare chi mi ama?»
  • «Io sono nata libera e vivo libera. Ho scelto la solitudine dei campi.»
  • «Chi ama la vista, e si disillude con le parole.»
  • «Non ho mai dato speranze a nessuno. Se qualcuno è stato ucciso, è stata la sua insistenza, non la mia crudeltà.»
  • «Oggi è qui dove mi seppellite che voleva vivere in solitudine.»

Don Chisciotte, ammirato per la sua discrezione, disse che nessuno doveva seguire la pastorella. Poi si congedò dal suo amico Vivaldo e dai caprai e si mise in cammino per trovare la pastorella Marcela, e per mettersi al suo servizio.

3. Spiegare cosa è successo nel primo incontro con la serva Maritornes (Capitolo VII)

Don Chisciotte arriva in un albergo pieno di lividi. Nella stanza accanto alla sua c'era un vetturale. L'asturiana di nome Maritornes aveva promesso al vetturale che sarebbe venuta nel suo letto. Entrò di notte, ma Don Chisciotte, credendo che lei fosse la figlia del proprietario del castello e volesse dormire con lui, le disse che non poteva, perché aveva la sua signora Dulcinea e doveva esserle onesto.

Il vetturale, sentendo il trambusto e credendo che Maritornes volesse stare con Don Chisciotte, si infuriò. Ne seguì una rissa che coinvolse il vetturale, Don Chisciotte e, infine, il locandiere, che sospettava del trambusto. Tutti finirono coinvolti in scontri e botte, che si estesero anche a Sancho Panza, che era arrivato nel frattempo.

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