Economia: mercati, lavoro, PIL e politiche pubbliche fondamentali
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Punto 6 — Tassi di mercato e livello della concorrenza
La concorrenza perfetta: esiste un gran numero di compratori e venditori, nessuna impresa può influenzare il prezzo; i consumatori ne beneficiano maggiormente.
Concorrenza imperfetta: i produttori dispongono di un certo potere sui prezzi.
- Oligopolio: il numero di imprese è ridotto rispetto al mercato complessivo e poche imprese detengono quote rilevanti.
- Monopolio: vi è un solo offerente che controlla i prezzi; è svantaggioso per i consumatori.
Caratteristiche
Concorrenza perfetta: le barriere all'ingresso e all'uscita sono molto basse. Ogni produttore ha una quota trascurabile del mercato. Sono disponibili tutte le informazioni; un singolo produttore non ha il potere di fissare i prezzi.
Concorrenza imperfetta (concorrenza monopolistica): basse barriere all'ingresso, grande numero di produttori, il bene è differenziato; il produttore ha un certo potere di fissare il prezzo.
Oligopolio: elevate barriere all'ingresso; poche imprese che controllano una percentuale significativa del mercato. Le decisioni prese da una impresa influenzano le scelte delle altre.
Quando si formano i monopoli?
I monopoli si verificano quando:
- una società controlla tutte le risorse necessarie per produrre un bene;
- una tecnologia è detenuta esclusivamente da un'impresa;
- lo Stato concede il diritto esclusivo di offrire un determinato prodotto o servizio.
Esistono anche monopoli naturali, ad esempio nella fornitura di acqua o energia elettrica.
T7 — Il mercato del lavoro
Offerta e domanda di lavoro
L'offerta di lavoro dipende da: il volume della popolazione attiva: se aumenta la popolazione attiva, aumenta anche l'offerta. Il numero di ore che ogni persona è disposta a lavorare: all'aumentare dei salari, le persone sono disposte a lavorare di più.
La domanda di lavoro dipende da: la volontà delle imprese di assumere più lavoratori in funzione dei benefici derivanti dall'assunzione. Se le imprese aumentano i salari, saranno meno disposte ad assumere.
Miglioramento dei salari e della produttività: se i lavoratori producono di più nello stesso tempo, gli imprenditori sono disposti a pagare di più per il loro lavoro.
Imperfezioni del mercato del lavoro
- Le imprese e i salari sono influenzati dai sindacati.
- Il lavoro non è un prodotto omogeneo: ci sono differenze di retribuzione, talento, capitale umano.
- Esistono salari di efficienza e casi di discriminazione salariale.
Cause della disoccupazione
- Teoria neoclassica: in teoria il mercato del lavoro si aggiusta se i salari sono flessibili. In realtà, la presenza di sindacati e del salario minimo impedisce spesso l'aggiustamento rapido.
- Teoria keynesiana: la causa principale della disoccupazione deriva da insufficienza della domanda aggregata di beni e servizi. Una riduzione dell'attività imprenditoriale e della domanda genera disoccupazione.
Tipi di disoccupazione
- Disoccupazione temporanea (cambiamento di lavoro)
- Disoccupazione stagionale
- Disoccupazione ciclica
- Disoccupazione strutturale: quando le posizioni offerte non incontrano la domanda di lavoro disponibile.
T8 — Economia globale
Macroeconomia: la parte dell'economia che studia i problemi economici di un paese nel suo complesso.
Problemi macroeconomici
- Crescita: l'aumento della produzione di beni è una questione chiave. La crescita crea posti di lavoro, migliora gli standard di vita e aumenta la base imponibile; è misurata tramite il PIL.
- Occupazione: la disoccupazione è uno dei problemi principali per un paese; è misurata da indagini come l'EPA (indagine sulla popolazione attiva).
- Stabilità dei prezzi: un forte aumento dei prezzi genera squilibri economici e danni al benessere della popolazione; è misurata dall'indice dei prezzi al consumo (CPI).
- Pareggio di bilancio: situazione in cui le entrate coprono i costi dello Stato.
Grandezze derivate dal PIL
Prodotto nazionale lordo (PNL): mentre il PIL riflette la produzione interna di un paese, il PNL si riferisce alla produzione ottenuta dai fattori di produzione nazionali anche se residenti all'estero. Formula: PNL = PIL + RFN - RFE.
PIL nominale e PIL reale: il PIL nominale è calcolato ai prezzi correnti di mercato che variano nel tempo; per distinguere la crescita reale dall'aumento dei prezzi si usa il PIL reale.
Aspetti che il PIL non comprende: lavoro domestico non retribuito, volontariato, baratto e attività illegali; tutte queste componenti non vengono registrate nel PIL.
Punto 9 — Sistemi economici e fallimenti del mercato
I sistemi economici prevalenti sono quelli di economia mista, che cercano di combinare i vantaggi del mercato con interventi statali.
Fallimenti del mercato
- Cicli economici: la crescita è ciclica, con fasi di espansione e recessione.
- Esternalità: molte attività producono effetti negativi su terzi non compensati dal mercato.
- Beni pubblici: il mercato non fornisce adeguatamente beni pubblici non escludibili e non rivali.
- Mancanza di concorrenza: situazioni in cui la concorrenza è insufficiente e il potere di mercato danneggia la collettività.
- Equità: il mercato può generare una distribuzione del reddito fortemente diseguale.
Le funzioni dello Stato in un'economia mista
- Regolare l'attività economica: lo Stato stabilisce le regole che organizzano l'attività degli operatori economici.
- Produrre e fornire beni e servizi: servizi come istruzione, sanità, sicurezza sono forniti dall'intervento pubblico.
- Imposizione fiscale: la spesa pubblica è finanziata in gran parte dalle imposte.
- Ridistribuzione del reddito: con l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze.
- Stabilizzazione dell'economia: pianificazione e misure volte a contenere fluttuazioni che aumentano disoccupazione o inflazione.
Politiche cicliche o di breve periodo
- Fiscale: lo Stato può aumentare l'attività economica aumentando la spesa pubblica o riducendo le tasse, e viceversa.
- Monetaria: la politica monetaria regola l'attività tramite i tassi di interesse e il controllo della quantità di moneta in circolazione.
- Politica commerciale: lo Stato può incentivare le esportazioni con misure di politica esterna.
- Redditi: lo Stato può intervenire sui redditi e sulla loro evoluzione per contenere l'inflazione e mantenere la stabilità dei prezzi.
Politiche strutturali e di lungo periodo
Si tratta di interventi per l'ammodernamento e la riorganizzazione di settori dell'economia o per creare condizioni di sviluppo regionale attraverso investimenti in infrastrutture, trasporti ecc. Queste misure richiedono più tempo per produrre gli effetti desiderati.
Welfare State
Concetto che attribuisce allo Stato la responsabilità di perseguire la piena occupazione, un sistema di sicurezza sociale che copra la popolazione, l'istruzione di base e la salute, garantendo un tenore di vita dignitoso per tutti.
Punto 10 — Consumo, investimenti e domanda aggregata
Il consumo dipende da: il reddito disponibile delle famiglie, i tassi di interesse per il credito e il ciclo di vita (i giovani e gli anziani tendono a risparmiare di meno).
Indicatori delle tendenze di consumo
- Indagine continua sui bilanci delle famiglie: raccoglie le aspettative di spesa e l'ottimismo per il futuro.
- Immatricolazioni di auto: indicatore affidabile delle tendenze di consumo duraturo.
- Vendite nei supermercati: forniscono dati utili per misurare il consumo alimentare e dei consumatori.
- Altri indicatori: consumo di carburante, indagini sul commercio.
Investimenti
Gli investimenti comprendono: l'acquisizione di beni strumentali per produrre altri beni. L'investimento è composto da: investimenti in impianti e attrezzature e abitazioni per uso delle famiglie.
Gli investimenti dipendono da: il tasso di interesse (più è alto, minore è l'investimento), dalla capacità produttiva utilizzata e dalla fiducia nel futuro. Un investimento sarà redditizio quando il rapporto tra profitto atteso e costo dell'investimento è favorevole.
Domanda aggregata e offerta aggregata
Domanda aggregata: il totale di beni e servizi che gli operatori economici sono disposti ad acquistare a diversi livelli di prezzo in un dato periodo.
Offerta aggregata: il totale di beni e servizi che le imprese sono disposte a produrre e vendere a prezzi diversi.
Economia informale
L'economia sommersa: quella parte dell'economia non dichiarata ai fini fiscali e quindi non inclusa nel PIL. Rappresenta una quota rilevante e per questo riduce le entrate del governo; l'occupazione è spesso precaria. Il lavoro nero può sottrarre opportunità ad altri lavoratori e creare rischi per la sicurezza e la salute pubblica.
Voce 11 — Il settore pubblico
Composizione del settore pubblico
Il settore pubblico è costituito da: sicurezza sociale, governo centrale, governi regionali e locali, autorità pubbliche, imprese pubbliche e istituzioni dell'Unione Europea.
Pareggio di bilancio
I bilanci sono equilibrati quando le entrate sono pari alle spese. Quando le entrate non coprono le spese si genera un disavanzo di bilancio. Si parla di surplus nel caso contrario. Il disavanzo può essere ciclico (legato a recessioni); se persiste nel tempo si definisce disavanzo strutturale.
Spesa pubblica: la spesa totale sostenuta dal governo.
Imposta sul reddito
L'imposta sul reddito è una tassa riscossa direttamente sul reddito dei cittadini.
- Imposta regressiva: incide in modo proporzionalmente maggiore sui redditi più bassi rispetto a quelli più alti.
- Imposta proporzionale: applica la stessa aliquota a tutti i redditi; chi ha di più paga di più in termini assoluti ma la stessa percentuale.
- Imposta progressiva: applica aliquote crescenti a scaglioni di reddito, tassando maggiormente i redditi più elevati.