L'Educazione Sessuale nella Scuola dell'Infanzia: Identità e Parità di Genere
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Punto 10. L'educazione sessuale nella fase infantile. Scoperta ed identificazione del sesso. Costruzione dei ruoli maschili e femminili. Tipizzazione sessuale e strategie educative per evitare la discriminazione di genere.
1. Introduzione
Il tema che tratterò riguarda l'educazione sessuale nella scuola dell'infanzia. Per lo sviluppo di questo argomento, è fondamentale partire da un concetto cardine: l'istruzione pre-primaria si propone lo sviluppo globale del bambino, coprendo tutti gli aspetti della sua personalità, tra cui la sessualità.
Questo aspetto è accentuato dalla normativa vigente, come la Legge 7/2010 dell'Istruzione in Castilla-La Mancha, che sottolinea l'importanza dell'educazione ai valori. È quindi necessario esaminare l'educazione sessuale durante l'infanzia e come il bambino scopre e si identifica con il proprio sesso, descrivendo la costruzione dei ruoli di genere e le strategie fondamentali per prevenire la discriminazione.
2. Il diritto all'istruzione e l'educazione ai valori
È importante analizzare il quadro giuridico dell'educazione ai valori, poiché la sessualità rappresenta uno di questi pilastri fondamentali. La Legge Organica 2/2006 (LOE), il Regio Decreto 1630/2006 e il Decreto 67/2007 regolano il curriculum della scuola materna, facendo riferimento esplicito o implicito agli elementi di educazione ai valori.
Questi contenuti non appaiono in un'area specifica, ma sono trasversali a tutto il curriculum. L'educazione ai valori deve basarsi sui seguenti principi:
- Deve essere presente in tutti gli elementi della formazione.
- L'educazione morale e civica è un pilastro fondamentale.
- L'educazione ai valori deve essere valutata.
- Il team di gestione deve incoraggiare il trattamento interdisciplinare.
- I consulenti possono supportare i docenti.
- I valori devono essere integrati nelle attività quotidiane.
3. L'educazione sessuale nella fase infantile
Definiamo la sessualità come l'insieme delle condizioni anatomiche e dei fattori fisiologici che caratterizzano ciascun sesso. Nello sviluppo della sessualità, l'affettività è cruciale perché si forma nel contatto con gli altri, essendo un fattore decisivo per l'accettazione del proprio corpo.
La prospettiva di Sigmund Freud
Freud è stato il primo a parlare di sessualità infantile, distinguendo tra:
- Sesso biologico: determinato al momento della fecondazione.
- Sesso psicologico: influenzato dall'ambiente familiare e sociale.
Le fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud sono:
- Fase orale (primo anno): il piacere passa attraverso la bocca.
- Fase anale (2-3 anni): legata al controllo degli sfinteri.
- Fase fallica (3-6 anni): scoperta dei genitali e curiosità sessuale.
La prospettiva di Fernández Villamarzó
Afferma che la sessualità infantile è il germe della sessualità adulta. Distingue due parametri:
- Fasi legate alla libido: orale, anale e fallica.
- Fasi legate all'oggetto della libido:
- Autoerotica: il bambino trae piacere dal proprio corpo.
- Narcisistica: il bambino prende se stesso come oggetto d'amore.
- Relazione oggettuale: l'interesse si sposta verso i genitori e gli altri.
4. Educazione sessuale e curriculum
L'educazione sessuale e la parità di opportunità sono introdotte come elementi comuni. Data l'età dei bambini, si raccomanda un trattamento globalizzato attraverso centri di interesse. Gli obiettivi generali includono:
- Scoperta e controllo del corpo, formando un'immagine positiva.
- Sviluppo dell'autonomia e della sicurezza emotiva.
- Utilizzo di un linguaggio appropriato e non sessista.
5. Scoperta ed identificazione del sesso
Il processo avviene attraverso diverse tappe:
- Preoccupazione per gli organi sessuali: intorno ai due anni.
- Interesse per le differenze di sesso: dopo i tre anni.
- Manifestazioni di curiosità: esplorazione, tendenze esibizionistiche e domande sulla relazione tra i genitori.
Tra i quattro e i sei anni si manifestano il Complesso di Edipo (attaccamento alla madre) e il Complesso di Elettra (attaccamento al padre), fasi fondamentali per il superamento delle quali sono necessari ammirazione e affetto.
6. La costruzione dei ruoli di genere (Tipizzazione sessuale)
Famiglia e scuola sono i luoghi dove il bambino acquisisce i ruoli sociali. Per promuovere la parità, la scuola deve:
- Evitare tabù e comportamenti stereotipati.
- Presentare con uguale importanza i ruoli di uomini e donne.
- Diversificare i ruoli nei giochi e nelle attività.
- Dare priorità all'autostima e al concetto di sé.
- Analizzare il curriculum nascosto (comportamenti indiretti dei docenti).
7. Strategie educative per evitare la discriminazione di genere
Secondo Smith e Mackie, è necessario combattere stereotipi, pregiudizi e sessismo. La scuola deve essere un esempio di non discriminazione attraverso:
- Situazioni miste: coinvolgere le bambine in attività tradizionalmente maschili e viceversa.
- Promozione dell'autonomia: incoraggiare tutti gli studenti a prendere decisioni indipendenti.
- Rinforzo del concetto di sé: sviluppare competenze sociali nelle bambine e competenze domestico-affettive nei bambini.
- Linguaggio inclusivo: evitare termini sessisti in classe.
La LOE 2/2006 stabilisce che il Consiglio Scolastico deve nominare una persona responsabile per favorire misure educative che promuovano la parità reale tra uomini e donne.
8. Conclusione
L'educazione sessuale è una questione di particolare importanza. La scuola deve rispondere alle esigenze sociali portando i bambini ad avere gli stessi diritti e opportunità. L'approccio deve essere co-educativo, basato sul lavoro cooperativo e sulla conoscenza reciproca per prevenire ogni forma di discriminazione basata sul sesso.
9. Bibliografia
- VILLAMARZO-FERNÁNDEZ, P. (1994). Sessualità infantile e fonte dell'età adulta: un approccio psicodinamico. Ed. Amaru, Salamanca.
- FREUD, S. (2004). Sessualità infantile e nevrosi. Ed. Alliance, Madrid.
- NAVARRO-LÓPEZ, E. e MORENO, P. (2001). Educazione sessuale. Ed. Pyramid, Madrid.
- SMITH, E. e MACKIE, D. (1998). Psicologia sociale. Ed. Pan America, Madrid.
- Quadro Giuridico: Legge 7/2010 (Castilla-La Mancha), Decreto 67/2007, Legge Organica 2/2006 (LOE), Regio Decreto 1630/2006.