L'Egemonia Spagnola nel XVI Secolo: Da Carlo V a Filippo II e l'Impatto Americano

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L'Impatto dell'America sulla Spagna nel XVI Secolo

Sfruttamento Commerciale e Rivoluzione dei Prezzi

Fin dall'inizio della scoperta, questi territori offrirono grandi possibilità di sfruttamento commerciale. La Conquista americana permise uno scambio di prodotti agricoli finora sconosciuti a entrambi i lati dell'Atlantico. Mais, patate, cacao, tabacco e arachidi furono i contributi più rilevanti dall'America. L'oro e l'argento furono le maggiori ricchezze estratte dal continente.

Il nuovo territorio fu una delle principali fonti di reddito per la Castiglia, e soprattutto per la Corona, che controllava il traffico commerciale e si riservava un quinto (il *Quinto Real*) di tutti i prodotti importati. Tuttavia, il forte indebitamento della Corona di Spagna per finanziare l'espansione, da un lato, e il mantenimento dell'Impero, dall'altro, fece sì che gran parte di questo tesoro venisse speso rapidamente non appena acquisito.

Durante la prima metà del XVI secolo si registrò una crescita significativa nella Penisola, in parte dovuta alla colonizzazione dell'America: i coloni richiedevano ogni tipo di prodotto, il che aumentò la produzione, il commercio e l'attività portuale. D'altra parte, l'arrivo di metalli preziosi dall'America fece aumentare i prezzi, soprattutto nelle città del sud e nei porti dove attraccavano le flotte cariche d'oro e d'argento. Sebbene in teoria l'oro o l'argento non potessero uscire dai regni della penisola, questo divieto non fu rispettato, portando al contrabbando di metalli preziosi con cui venivano acquistate merci europee. La Corona iniziò anche a ripagare i prestiti (ottenuti principalmente per sostenere le guerre europee) che i banchieri europei avevano con l'argento americano. A poco a poco si formò un circuito che portava l'argento dalla Castiglia in Europa. Il rapido aumento della quantità di metallo in circolazione, sia in Spagna che in Europa, a fronte di una gamma di prodotti che cresceva più lentamente, promosse l'aumento sostenuto dei prezzi che portò a un fenomeno noto come la Rivoluzione dei Prezzi.

Dal punto di vista demografico, si stima che circa 150.000 spagnoli emigrarono in America durante tutto il secolo. Sebbene si trattasse per lo più di giovani uomini, ciò ebbe un impatto sia sulla popolazione peninsulare che sul continente americano.

La Spagna del XVI Secolo: L'Era degli Asburgo

L'Impero di Carlo V e i Conflitti Interni: *Comunidades* e *Germanías*

Con Carlo I, nipote dei Re Cattolici (RRCC), la corona spagnola passò nelle mani della dinastia degli Asburgo, detti anche Austriaci. Il re arrivò in Spagna nel 1517. La nomina di nobili stranieri ad alte cariche, come Adriano di Utrecht, reggente del regno, e la sua partenza per essere incoronato imperatore nel 1520, dopo aver richiesto tagli finanziari per il viaggio, guidarono la rivolta delle principali città castigliane, con Toledo in testa.

In queste città il potere comunale fu sostituito dalle *Comunidades* (da cui il nome di *Comuneros*), formate da artigiani, mercanti e membri della piccola nobiltà e del basso clero. Tra le loro denunce vi erano:

  • Il ritorno di Carlo in Spagna;
  • L'esclusione degli stranieri dalle cariche politiche;
  • Il rafforzamento del ruolo dei giudici;
  • Riforme fiscali.

Il conflitto si radicalizzò in una ribellione anti-aristocratica, così la nobiltà, che si era tenuta a distanza, unì le forze con il re. I *Comuneros* furono sconfitti a Villalar (1521) e i loro leader – Padilla, Bravo e Maldonado – furono giustiziati. Nonostante la vittoria, Carlo si sbarazzò della cricca fiamminga e prestò maggiore attenzione agli affari castigliani.

Il movimento delle *Germanías* (1519-1522) fu lanciato a Valencia e Murcia e si diffuse a Maiorca. Fin dall'inizio ebbe un carattere sociale. Il re aveva concesso agli artigiani il permesso di formare una milizia, la *Germania*, in caso di attacco da parte dei pirati. Dopo essersi riuniti in consiglio, proposero di ridurre i privilegi dei nobili. Il conflitto si radicalizzò fino alla ribellione, quando molti nobili lasciarono la città a causa di un focolaio di peste e le *Germanías* presero il potere locale. L'esercito imperiale, con l'appoggio della nobiltà, pose fine alla ribellione. Come in Castiglia, l'alleanza tra monarchia e nobiltà fu consolidata.

La Monarchia Spagnola di Filippo II e l'Unità Iberica

Filippo II ricevette solo una parte dell'eredità paterna. Carlo V, consapevole della difficoltà di governare territori così diversi, dopo il ritiro a Yuste nel 1556, lasciò il titolo imperiale e la corona d'Austria a suo fratello Ferdinando. Tuttavia, Filippo II riunì nella sua persona un impero più vasto di quello di suo padre, poiché ai territori di Castiglia (inclusi il Nuovo Mondo e il Pacifico), Aragona, Italia e Paesi Bassi, si aggiunsero il Portogallo e il suo impero d'oltremare, eredità ricevuta da sua madre, Isabella del Portogallo.

L'Unione Dinastica con il Portogallo

Nel 1578 morì il re Sebastiano I del Portogallo senza discendenti diretti. Il trono passò al suo prozio, il cardinale Enrico, che morì due anni dopo, anch'egli senza discendenti. Seguendo la linea di successione, il legittimo erede era Filippo II, il che significava l'unione dinastica delle due corone e, di conseguenza, l'Unità Iberica. Una parte significativa della nobiltà e dei grandi commercianti portoghesi riteneva che l'unione potesse portare importanti benefici politici ed economici. Le *Cortes* portoghesi, tuttavia, non videro di buon occhio l'annessione alla Spagna. Infine, Filippo II decise l'invasione del Portogallo, affidata al Duca d'Alba. Le truppe spagnole arrivarono a Lisbona senza molta resistenza. Le *Cortes* portoghesi proclamarono re Filippo II nel 1581.

Politica Interna ed Estera

Dopo l'abdicazione del padre, Filippo II stabilì la sua corte a Madrid, ponendo fine alla tradizionale corte itinerante. Questo lo allontanò dai suoi possedimenti europei e conferì alla sua monarchia un carattere più ispanico. I suoi collaboratori più stretti erano per lo più spagnoli, e la politica internazionale e i suoi matrimoni tenevano maggiormente in considerazione gli interessi della Castiglia, che era la regione che finanziava la maggior parte della sua politica.

La politica estera di Filippo II si ispirò agli stessi principi del padre: la difesa del Cattolicesimo e la lotta contro i Turchi (*Lepanto 1571*). Ma sorsero nuovi problemi, come la Rivolta dei Paesi Bassi (1548-1668) e la rivalità con l'Inghilterra, che portò alla sconfitta dell'Invincibile Armada nel 1588. Il fallimento di questa politica e gli alti costi portarono Filippo II alla bancarotta per tre volte. Alla fine del suo regno, la Spagna era esausta e il suo impero era sull'orlo della disintegrazione.

Il Modello Politico degli Asburgo: Il Sistema Polisinodale

Nel XVI secolo, la monarchia spagnola doveva governare territori con leggi, istituzioni e tradizioni diverse, mentre i poteri continuavano a esistere in parallelo alla Corona: la nobiltà, la Chiesa, le città o le *Cortes*. Su entrambi i fronti, gli Asburgo (gli Austriaci) proseguirono la politica dei Re Cattolici, affermando la loro autorità attraverso un crescente controllo di questi poteri e adottando un governo basato sui sinodi (Sistema Polisinodale) o Consigli.

La nobiltà fu sostituita nei compiti di governo da uomini formati nelle università, e nelle azioni militari da eserciti mercenari. Essa divenne gradualmente una nobiltà di corte. Allo stesso tempo, la necessità di ottenere benefici ecclesiastici permise un maggiore controllo sulla Chiesa.

Le *Cortes* (Tribunali) non furono più convocate frequentemente, poiché la Corona aveva altre risorse, come i prestiti dei banchieri o l'argento americano. I consigli comunali furono sempre più controllati dai magistrati reali.

Struttura del Sistema Polisinodale

Il sistema di governo era costituito da sinodi o Consigli:

  • Il Consiglio di Stato: presieduto dal re, affrontava temi di politica estera e questioni di stato.
  • I Consigli territoriali: Castiglia, Aragona, Italia, Indie, Portogallo e Fiandre.
  • I Consigli consultivi: che avevano giurisdizione su tutti i regni: il Consiglio del Tesoro (o *Hacienda*), dell'Inquisizione, degli Ordini Militari e della Guerra (separato da Filippo II dal Consiglio di Stato).

Territorialmente la diversità era grande, anche se alcune istituzioni erano simili nei vari settori: i *Viceré*, che rappresentavano il monarca in alcuni territori, e le *Audiencias*, che operavano come corti di giustizia. Ma secondo il concetto di monarchia patrimoniale esistente nel XVI secolo, ognuno di questi territori manteneva le proprie leggi, istituzioni governative, lingua, confini, ecc.

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