Elementi Chiave di Linguistica e Semiotica: Segni, Comunicazione e Formazione delle Parole

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Il Segno

Il segno è una realtà che percepiamo attraverso i sensi e che rimanda a qualcos'altro, che ha un significato. Ogni segno è costituito da due elementi inscindibili:

  • Il significante: è l'elemento materiale, il fatto percepito con i sensi (un suono, un'immagine, un gesto) che viene associato mentalmente a un'altra realtà.
  • Il significato: è il concetto, l'idea o il contenuto mentale a cui il significante si riferisce e che esso evoca.

Tipi di Segni

Esistono diversi tipi di segni. Alcuni sono creati intenzionalmente dall'uomo per comunicare, altri no.

  • Le icone sono segni che presentano una relazione di somiglianza fisica o analogica con la realtà che rappresentano (es. un disegno stilizzato di un uomo per indicare il bagno maschile, il suono onomatopeico "miao" per il verso del gatto).
  • I simboli sono segni in cui la relazione tra significante e significato è convenzionale e arbitraria, stabilita da un accordo sociale, culturale o religioso (es. la colomba come simbolo della pace, il colore rosso del semaforo come simbolo di stop).
  • Gli indizi (o sintomi) sono segni che hanno un legame naturale, di causa-effetto, con l'oggetto o il fenomeno a cui si riferiscono e non presuppongono un'intenzione comunicativa, ma ci forniscono comunque un'informazione (es. il fumo è indizio di fuoco, la febbre è sintomo di malattia).

Caratteristiche dei Segni Linguistici

I segni linguistici, cioè le parole, fanno parte di un codice specifico, la lingua. Un codice è un sistema organizzato costituito da un insieme di segni e da regole di combinazione che permettono di creare e comprendere messaggi. I segni linguistici possiedono alcune caratteristiche fondamentali:

  • Convenzionalità: Sono stabiliti da un accordo implicito all'interno di una comunità di parlanti. Il legame tra significante e significato è frutto di una convenzione.
  • Linearità: Il significante linguistico si sviluppa nel tempo (se parlato) o nello spazio (se scritto), in una successione ordinata di elementi. Non possiamo pronunciare o scrivere più fonemi o grafemi contemporaneamente, ma uno dopo l'altro.
  • Arbitrarietà: Non esiste una relazione naturale, logica o di somiglianza intrinseca tra il significante (la sequenza di suoni o lettere, es. "c-a-n-e") e il significato (il concetto dell'animale cane). Il legame è immotivato e stabilito per convenzione. Fanno parziale eccezione le onomatopee.

Suoni e Fonemi

Nella lingua parlata, è importante distinguere tra suoni e fonemi:

  • I suoni (o foni) sono le realizzazioni concrete e fisiche dei suoni linguistici, prodotti dall'apparato fonatorio di un parlante in un atto comunicativo specifico. Sono infiniti e variano da parlante a parlante. La Fonetica è la scienza che studia i suoni dal punto di vista fisico e articolatorio. I suoni si trascrivono tra parentesi quadre (es. [k]).
  • I fonemi sono le unità linguistiche astratte minime dotate di valore distintivo, cioè capaci di distinguere parole con significati diversi (es. in italiano, /p/ e /b/ sono fonemi perché distinguono parole come /'pane/ e /'bane/). Ogni lingua ha un numero finito di fonemi. La Fonologia è la scienza che studia i fonemi e la loro funzione nel sistema linguistico. I fonemi si trascrivono tra barre oblique (es. /k/).

La Comunicazione

La comunicazione è un processo complesso mediante il quale un emittente (chi invia il messaggio) trasmette un messaggio (l'informazione) a un ricevente o destinatario (chi riceve il messaggio). Questo processo avviene attraverso un canale (il mezzo fisico di trasmissione, es. aria, onde radio, scrittura) e utilizzando un codice condiviso (l'insieme di segni e regole, es. la lingua italiana). Il tutto si svolge in una specifica situazione o contesto (le circostanze di tempo, luogo, culturali e sociali in cui avviene lo scambio comunicativo).

Elementi della Comunicazione:

  • Emittente: La fonte del messaggio.
  • Ricevente (o Destinatario): Colui a cui il messaggio è diretto.
  • Messaggio: Il contenuto informativo trasmesso.
  • Canale: Il mezzo fisico attraverso cui il messaggio viaggia.
  • Codice: Il sistema di segni e regole usato per formulare e interpretare il messaggio.
  • Contesto (o Situazione): L'insieme delle circostanze in cui avviene la comunicazione.

Le Funzioni del Linguaggio

A seconda dell'elemento della comunicazione su cui si concentra l'attenzione, il linguaggio può svolgere diverse funzioni (secondo il modello di Roman Jakobson):

  • Funzione Referenziale (o Denotativa/Informativa): Centrata sul contesto. L'emittente fornisce informazioni oggettive sulla realtà, descrive fatti senza esprimere sentimenti o cercare di influenzare il ricevente (es. "Il treno parte alle 15:30").
  • Funzione Emotiva (o Espressiva): Centrata sull'emittente. È utilizzata per esprimere sentimenti, stati d'animo, opinioni ed esperienze personali dell'emittente (es. "Che bella sorpresa!", "Sono stanco morto").
  • Funzione Fàtica (o di Contatto): Centrata sul canale. Ha lo scopo di stabilire, mantenere, verificare o interrompere il contatto comunicativo tra emittente e ricevente (es. "Pronto?", "Mi senti?", "Capisci?", "Bene...").
  • Funzione Conativa (o Persuasiva/Appellativa): Centrata sul ricevente. I messaggi cercano di influenzare il comportamento, il pensiero o le azioni del destinatario (es. ordini: "Chiudi la porta!", preghiere, pubblicità: "Compra questo prodotto!").
  • Funzione Metalinguistica: Centrata sul codice. Il linguaggio è usato per parlare del linguaggio stesso, per spiegare o definire elementi del codice (es. "La parola 'gatto' è un nome comune di animale", "Cosa significa 'arbitrario'?").
  • Funzione Poetica: Centrata sul messaggio. Si pone l'attenzione sulla forma del messaggio, sulla sua organizzazione estetica, sul modo in cui è costruito, per ottenere effetti particolari o per valorizzare il messaggio stesso (es. giochi di parole, rime, figure retoriche, slogan pubblicitari curati nella forma).

Struttura e Formazione delle Parole

Famiglia Lessicale

Una famiglia lessicale (o campo radicale) è un insieme di parole che condividono lo stesso lessema (o radice) e, di conseguenza, un nucleo di significato comune (es. fiore, fiorista, fioriera, fiorire, sfiorire derivano tutte dal lessema di fiore).

Parole Semplici (o Primitive)

Le parole semplici o primitive sono formate da un solo lessema e da eventuali morfemi flessionali (che indicano genere, numero, tempo verbale, ecc.). Non possono essere scomposte in unità minori dotate di significato autonomo (es. bar, ieri, libro, mangi-o).

Derivazione

La derivazione è un processo di formazione di parole nuove (dette derivate) a partire da una parola base (semplice o già derivata) attraverso l'aggiunta di affissi (morfemi con significato grammaticale o lessicale). Esistono due tipi principali di derivazione:

  • Prefissazione: Si aggiunge un prefisso prima della radice o della base (es. in-utile, s-fortunato, ri-fare).
  • Suffissazione: Si aggiunge un suffisso dopo la radice o la base (es. fior-aio, giornal-ista, util-mente). La suffissazione può anche cambiare la categoria grammaticale della parola base.

Composizione

La composizione è un processo che forma una nuova parola (detta composta) unendo due o più parole autonome o due lessemi (es. capo + stazionecapostazione; pesce + canepescecane; porta + lettereportalettere).

Parasintesi

La parasintesi è un processo di formazione delle parole in cui si applica simultaneamente una prefissazione e una suffissazione a una base (solitamente un nome o un aggettivo) per creare un verbo, oppure una composizione e una suffissazione. La parola è detta parasintetica (es. da barcain-barc-are; da vecchioin-vecchi-are). Il meccanismo è unitario: non esiste *imbarc o *barcare, né *invecchio o *vecchiare.

Sigle e Acronimi

Sono modi per abbreviare nomi o espressioni complesse:

  • Le sigle (o inizialismi) sono formate dalle lettere iniziali di una sequenza di parole che designano un ente, un'organizzazione, un concetto, ecc. Possono essere pronunciate lettera per lettera (es. CGIL: C-G-I-L) o, se la sequenza lo permette, come una parola (es. ONU: Organizzazione delle Nazioni Unite; IVA: Imposta sul Valore Aggiunto; INPS: Istituto Nazionale della Previdenza Sociale).
  • Gli acronimi sono parole formate dall'unione di parti iniziali (sillabe o gruppi di lettere) di due o più parole, che si leggono e si pronunciano come una parola unica (es. informatica da INFORmazione autoMATICA; modem da MOdulatore-DEModulatore; Confindustria da Confederazione generale dell'Industria italiana; Polfer da POLizia FERroviaria).

Voci correlate: