Esperpento e rottura teatrale in Valle-Inclán: grottesco, linguaggio e decadenza
Classificato in Lingua e Filologia
Scritto il in
italiano con una dimensione di 5,41 KB
Caratteristiche principali dell'esperpento
- Il grottesco come mezzo di espressione. Vi è un mix di generi e caratteristiche in cui convivono tragedia e commedia. Questo provoca distorsioni della scena, che viene contemplata in modo tale che il lavoro non può essere attribuito a nessuno dei generi stabiliti del dramma. Ciò rafforza l'idea del nuovo sottogenere che rappresenta l'assurdo: dramma e commedia nello stesso momento, ma nessuno dei due in particolare.
- Distorsione sistematica della realtà. Si selezionano le caratteristiche più rilevanti di un contesto sociale e, attraverso i personaggi, la loro messa in scena contrasta con ciò che ci si poteva aspettare da loro. Questo divario tra ciò che è previsto e ciò che avviene crea una nuova realtà, non solo, ma anche una caricatura deforme.
- Disumanizzazione dei personaggi. I personaggi sono talmente condizionati dalla realtà che perdono le caratteristiche che li definiscono come esseri umani e diventano, a volte, caratterizzati da comportamenti animaleschi o assurdi.
- Doppio codice. Da un lato si cerca di deridere la realtà; dall'altro, vi è uno sfondo satirico. A prima vista l'opera sembra solo prendere in giro la situazione presentata, ma al di sotto del primo livello si nasconde una critica feroce verso ciò che sta avvenendo, in primo luogo la società spagnola dell'epoca. Talvolta questo produce risate, ma si tratta di un riso amaro, una risata che richiama la tragedia e la riflessione.
- Il linguaggio utilizzato. È lacerato e violento, con una larga base popolare, soprattutto degli ambienti marginali; uno slang tipico di Madrid. Il linguaggio chiamato 'cheli' si mescola con termini gergali e colloquiali, senza dimenticare, soprattutto nelle scene e nei discorsi più solenni, un registro alto di certo gusto postmoderno. Ma in generale il suo linguaggio è ruvido e asciutto, suscitando nello spettatore quella sensazione di commozione emotiva per la situazione prevista da Valle.
- Si presenta lo straordinario come ordinario e plausibile. Alla radice dell'assurdo, ciò che viene presentato come routine è in realtà totalmente anormale. Per raggiungere questo obiettivo, l'autore usa riferimenti specifici — persone, date, eventi — che conferiscono al testo veridicità.
- Distanziamento tra autore e opera. Corrisponde al concetto di 'guardare' e 'sentirsi superiori ai personaggi creati'. Dalla distanza, l'autore non si coinvolge con i personaggi, li osserva impassibile, relegandoli alla condizione di burattini farsa.
Prima fase e evoluzione di Valle-Inclán
Nel suo primo periodo Valle-Inclán va considerato come un drammaturgo di rottura: ossia uno che scrive un teatro che rompe con i temi e le forme precedenti. La sua produzione drammatica è caratterizzata da un costante rinnovamento: formalmente si osserva una trasformazione delle strutture e tematicamente i suoi pezzi incorporano elementi nuovi che in precedenza erano esclusi dal dramma.
Questo desiderio di innovazione è accompagnato da una continua evoluzione, sia sul piano letterario sia personale. Non va dimenticato che i suoi primi lavori sono completamente modernisti (Sonate), mentre egli termina la carriera dedicandosi al nuovo genere da lui creato, l'esperpento. I suoi primi testi appartengono ai drammi della corte decadente, cioè pezzi che incorporano elementi del modernismo e della decadenza. Questa prima fase è quindi molto vicina al dramma in versi.
Tuttavia, Valle si allontana gradualmente da questo modello drammatico per incorporare nei suoi personaggi un linguaggio popolare e l'ironia come mezzo espressivo. Nel suo primo lavoro, Il deserto dell'anima, affronta il problema dell'adulterio, un soggetto tipico del teatro del suo tempo — la cosiddetta 'commedia alta'. Valle offre però una nuova prospettiva sul tema, attenuando i carichi etici che, per esempio, gravano sui drammi di Benavente.
La decadenza si riflette nella figura del protagonista — spesso un'eroina — attraverso cui Valle descrive lo stato d'animo. L'intera impostazione drammatica mostra una sorta di stallo esistenziale che, secondo i temi modernisti, mette in crisi il mondo stabilito a favore di nuove forze esterne. Questa impostazione è comune in tutta la prima produzione di Valle fino alla rottura che si verifica con le Luci bohémien.
Un altro lavoro di questa fase è il dramma decadente Bradomin Il marchese, ispirato a Autumn Sonata. Il passo intermedio si individua nei drammi di ambientazione galiziana, soprattutto in Parole divine, il cui linguaggio asciutto, le repliche rapide e la profonda base popolare continueranno poi in La Conca.
La decadenza è una tendenza estetica che mira a riflettere l'esaurimento di un modo di vita — prevalentemente quello aristocratico e bohémien — destinato a scomparire di fronte al trionfo sociale della borghesia. È un movimento laconico, intriso di tristezza, che cerca il proprio apice nell'esaltazione dei sentimenti, tanto che il mondo esterno viene spesso mostrato come una forza negativa, nemica dell'anima umana. In Valle ciò si mostra perfettamente nella descrizione delle zone rurali della Galizia.