L'Eterno Ritorno e l'Übermensch: La Rivoluzione Filosofica di Nietzsche
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La Filosofia di Nietzsche: Fasi, Temi e Critica Radicale
Le Fasi del Pensiero di Nietzsche
1. Il Periodo Romantico (Filosofia della Notte)
Questo periodo corrisponde alla filosofia della notte. Nietzsche è interessato ai classici ed è ispirato dalla musica di Schopenhauer e Wagner.
- Opera Principale: La nascita della tragedia dallo spirito della musica (Positività).
2. Il Periodo Illuministico (Filosofia del Mattino)
Inizia con i primi viaggi e segna una rottura con il periodo precedente. Esprime un atteggiamento positivo, ma condanna la metafisica (Platone), l'arte e la religione.
- Opere Principali: Umano, troppo umano (che denuncia tutti gli ideali della cultura occidentale), Aurora, Gaia Scienza.
3. Il Periodo di Zarathustra (Filosofia del Mezzogiorno)
Il messaggio centrale è l'eterno ritorno, che Nietzsche considera la più alta formula di affermazione. Zarathustra incarna il concetto dionisiaco e la sua personalizzazione sarà l'Übermensch (Oltreuomo).
- Opera Principale: Così parlò Zarathustra.
4. Il Periodo Critico (Filosofia della Sera)
In questo periodo si intensificano il rifiuto e la critica (il nichilismo). La critica si abbatte contro la morale, la filosofia e la religione.
I Grandi Temi della Filosofia
Il Contrasto Dionisiaco e Apollineo
Con La nascita della tragedia, ispirato da Schopenhauer e dedicato a Wagner, Nietzsche esplora il contrasto tra due elementi fondamentali dello spirito greco: il Dionisiaco e l'Apollineo.
- Dioniso: Dio greco del vino, dell'ebbrezza e della vegetazione (Bacco). I culti dionisiaci (orge mistiche) permettevano l'unione con il divino attraverso il furore bacchico.
- Apollo: Dio dell'Olimpo, della luce, del sole e della chiarezza.
Nietzsche sostiene che il fondamento della tragedia greca risiede nel coro dionisiaco, che si scarica in un mondo apollineo di immagini. La tragedia iniziò a declinare con i personaggi di Euripide, che ne banalizzò l'importanza del coro. Questo portò alla scomparsa dell'equilibrio tra Dioniso e Apollo, lasciando spazio al pensiero socratico, che Nietzsche definisce il "grande corruttore". L'uomo teorico trionfa sull'uomo tragico. Il dialogo di Platone sostituisce la tragedia greca.
Grazie alla musica e alla filosofia tedesca, il tragico-dionisiaco trionfa nuovamente. Nietzsche mantiene questa predilezione per il dionisiaco, nonostante la successiva rottura con Wagner. In Così parlò Zarathustra, il tratto dionisiaco è trasfigurato. Nietzsche sostituisce Dioniso con Zarathustra per eliminare ogni consolazione metafisica, poiché Dioniso era stato identificato con la metafisica di Schopenhauer, che egli rifiuta nella terza fase. Zarathustra è scelto perché visto come una figura storica capace di superare la morale convenzionale, vivendo "al di là del bene e del male", affermando la vita e la volontà di vivere. Zarathustra è l'equivalente di Dioniso, ma spogliato della metafisica di Schopenhauer. Il peggior nemico, tuttavia, rimane la civiltà cristiana.
1. Nihilismo e la Morte di Dio
La filosofia presocratica era più dionisiaca, non si curava dei valori morali e ammetteva la forza della vita. Socrate e Platone, al contrario, valorizzano l'importanza della conoscenza. La vecchia morale aristocratica, nata dall'uomo felice che afferma la propria forza e le proprie passioni, viene sostituita da una negazione di queste forze (considerate immorali) e dall'affermazione dei valori dei deboli, i valori degli schiavi.
Il nichilismo si rafforza con l'arrivo dell'Illuminismo e della filosofia idealistica tedesca, quando viene proclamata la Morte di Dio. Questa è la morte dei valori assoluti e implica il superamento dell'idea di un trascendente. Nietzsche riflette sul fatto che il mondo delle idee ha perduto il ruolo di guida esercitato sulle nostre vite. Nichilismo significa la perdita di fede in ciò che fino ad oggi era considerato vero e ora si rivela falso, rendendo la cultura priva di significato.
Le Due Forme di Nichilismo
- Nichilismo Attivo: È un segno della volontà di potenza. La persona supera il disagio iniziale causato dalla morte di Dio. Distrugge i vecchi valori ed è in grado di sostituirli con i propri.
- Nichilismo Passivo: È il declino della persona che sprofonda nell'assenza di riferimenti, vivendo senza scopo e senza abbracciare i valori della vita.
La chiave per differenziare i due è la volontà di potenza: dove questa si abbassa, appare il nichilismo passivo. Il nichilismo attivo, distruggendo i valori, porterà Nietzsche a sviluppare una critica radicale ai due pilastri dell'Occidente: la filosofia e la morale.
La Critica Radicale di Nietzsche
La Critica della Filosofia Occidentale
Per Nietzsche, la filosofia occidentale, da Socrate a Platone, è viziata. Socrate ha fatto trionfare il razionale (Apollineo) sul vitale (Dionisiaco). Platone ha inventato un "altro mondo" (le Idee), svalutando il mondo reale. Dietro l'idealismo socratico-platonico si nasconde lo spirito di decadenza, l'odio per la vita e per il mondo, e il terrore dell'istinto.
Dalla sua critica alla filosofia occidentale sembra escludere Eraclito, che sosteneva che solo il divenire è reale. Nietzsche considera i principali concetti metafisici come fuorvianti. Il concetto ontologico (l'Essere) è visto come la peggiore delle finzioni vuote. Rifiuta anche il concetto di Sé (Cartesio), della Cosa in Sé (Kant), ecc. Tutti questi concetti scaturiscono da un disprezzo per il valore dei sensi e da una sopravvalutazione della ragione.
Nietzsche propone invece di accogliere la testimonianza dei sensi: il reale è divenire (Eraclito), è fenomeno o apparenza. L'errore principale della metafisica è stato quello di sostenere un mondo reale in contrapposizione a un mondo apparente, negando che quest'ultimo sia reale. La storia della filosofia, quindi, dovrebbe essere intesa come una storia di liberazione dai fantasmi del mondo reale.
Prospettivismo e Verità
In ambito epistemologico (la verità), Nietzsche critica aspramente. Il suo pensiero può essere considerato un fenomenismo, ma egli sostiene anche che la verità ha un valore pragmatico. La volontà di verità non è altro che Volontà di Potenza. È vero solo ciò che aumenta la potenza, ciò che serve la vita. Contro la metafisica dogmatica, egli auspica il prospettivismo: "Non ci sono fatti, solo interpretazioni". Non esistono cose in sé, ma solo prospettive. La domanda "Che cos'è questo?" significa in realtà "Che cos'è per me?". E la prospettiva è già una valutazione da parte della volontà di potenza.
Nietzsche critica anche la religione (il Cristianesimo è "Platonismo per il popolo" e merita le stesse critiche rivolte a Platone) e la scienza, intesa nel suo tempo con una mentalità positivista e meccanicistica. Per Nietzsche, non tutto è meccanico e movimento di campo: ci sono forze (il vitalismo dionisiaco).
La Critica della Morale (Genealogia)
In Genealogia della morale, Nietzsche intraprende una critica della morale indagando l'origine dei pregiudizi morali. Impiega un metodo genealogico, studiando la storia e l'evoluzione etimologica dei concetti morali.
Il trattato più interessante è intitolato "Bene e male, buono e cattivo". Nietzsche rileva che in tutte le lingue "buono" (gut) in origine significava "nobile e aristocratico", in contrapposizione a "cattivo" (schlecht), inteso come semplice, comune e plebeo, senza connotazione morale. Ne consegue che "buono-cattivo" erano aggettivi creati dai nobili e dai potenti, gli unici che avevano il potere di dare i nomi.
Successivamente, subentra un'altra opposizione: "buono" contro "il male" (böse), che ha carattere morale e soppianta la precedente. L'origine di questo cambiamento è spiegata così: quelli che erano considerati "cattivi" (i plebei) si ribellano, si definiscono "buoni" e chiamano "male" (böse) ciò che i nobili chiamavano "buono".
In breve, la morale è il risultato della ribellione degli schiavi ed è il prodotto di un atteggiamento reattivo di risentimento. Il risentimento ha plasmato i valori morali dell'Occidente ed è responsabile dell'emergere di una civiltà ostile alla vita e di un uomo irrimediabilmente mediocre. Il nichilismo è la minaccia che ne deriva.
Nietzsche auspica un giorno in cui si possa vivere al di là del bene e del male, recuperando l'innocenza originale, un giorno annunciato dall'Übermensch (Oltreuomo) di Zarathustra.
I Due Tipi di Moralità
Nietzsche distingue due tipi di moralità:
- Moralità dei Signori: Una morale di alto spirito cavalleresco, che afferma la vita, la potenza, la grandezza e il piacere. È la morale dell'auto-affermazione dell'Übermensch, che desidera la morte di Dio.
- Moralità degli Schiavi: Il rovesciamento dei valori: dolore, piccolezza, pazienza. Lo schiavo non crea questi valori, ma li accetta passivamente. Rappresenta il sovvertimento dei valori ereditati dall'Ebraismo e dal Cristianesimo.