Europa 1919–1939: Origini dei totalitarismi, crisi del '29 e avvicinamento alla Seconda Guerra Mondiale

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Europa 1919–1939: contesto, totalitarismi e tensioni crescenti

Raccordo tra le guerre e quadri tematici

Raccordo tra le guerre: dopoguerra in Europa; totalitarismi: fascismo, nazismo, stalinismo; crisi del '29; Giappone e Cina; Europa anni '30 e guerra civile spagnola.

1919–1939. Pace fragile

Dopo quattro anni di guerra, ne occorsero cinque (1918–1923) per concludere sedici trattati di pace, che sono all'origine di tensioni che porteranno alla Seconda Guerra Mondiale. La sconfitta degli imperi tedesco, ottomano e austro-ungarico e la fine dell'Impero russo fecero nascere nuove nazioni e determinarono una ridefinizione della geografia europea (nuovi stati e frontiere), origine delle crisi degli anni '20 e '30.

Le nuove frontiere lasciarono popolazioni diverse per lingua e religione all'interno degli stati, soprattutto in Germania, che subì misure più punitive territoriali, economiche e militari. Questo alimentò il sentimento nazionalistico che, insieme al razzismo antisemita, porterà Hitler al potere (1933).

Si manifestò una deriva autoritaria già negli anni '20: in diversi paesi europei si affermarono regimi autoritari (con eccezione di Francia e Inghilterra). Un esempio è la Repubblica socialdemocratica di Weimar, con una costituzione avanzata (voto alle donne e vita artistica, culturale e scientifica di grande rilievo), ma dalle basi fragili, esposta all'opposizione di destra e di sinistra e colpita da gravi crisi economiche. Dopo la guerra, la situazione appariva instabile anche per il timore che la rivoluzione sovietica si diffondesse: in diversi paesi si verificarono agitazioni sociali, riassunte nel periodo del "biennio rosso".

1929. Data spartiacque

La crisi finanziaria di Wall Street sconvolse l'economia mondiale, contagiando i paesi che avevano rapporti economici con gli Stati Uniti. Vennero a mancare i prestiti americani alla Germania, necessari per far fronte alle riparazioni di guerra. La contrazione della produzione e l'aumento della disoccupazione colpirono larghi strati della popolazione; la piccola borghesia e i coltivatori agricoli costituirono una parte della base di consenso del Partito nazionalsocialista dei lavoratori, che nel luglio 1932 divenne il primo partito in Germania.

Il precipizio: 1933 e l'ascesa del nazismo

Il 30 gennaio 1933 Hitler fu nominato cancelliere del Reich. Il 28 febbraio, dopo l'incendio del Reichstag, furono sospese alcune libertà costituzionali; il 14 luglio 1933 il Partito nazionalsocialista divenne l'unico partito legale. La nazificazione investì tutti i campi della vita nazionale e culturale, accompagnata dall'avvio di una campagna antiebraica, culminata nelle leggi di Norimberga (1935).

La presa del potere di Hitler si basò anche sul terrore esercitato dalle SA, il primo gruppo paramilitare del partito nazista, capeggiato da Ernst Röhm. Le ambizioni delle SA di trasformarsi in una vera e propria forza armata conflissero con gli obiettivi di Hitler, che aveva bisogno di un controllo gerarchico più serrato. Nel giugno 1934, con l'intervento delle SS, fu disposta l'uccisione dei capi delle SA nella celebre Notte dei lunghi coltelli, atto che segnò la stabilizzazione del regime e in parte ridusse la preoccupazione dei paesi esteri per la violenza che aveva accompagnato la presa del potere. Seguì un periodo di apparente espansione economica.

Unica opzione: guerra (1938)

Nel 1938 un'altra crisi mondiale ridusse le esportazioni tedesche e influì negativamente sull'occupazione. L'alternativa a una politica aggressiva poteva essere il rallentamento del riarmo o una politica di diminuzione dei consumi, ma Hitler rifiutò entrambe le soluzioni, temendo di perdere il consenso ottenuto con il miglioramento generale del livello di vita. Per il regime, la guerra appariva l'unica opzione possibile: una rapida conquista dell'Europa avrebbe garantito stabilità al regime grazie all'acquisizione di materie prime, beni alimentari e manodopera.

Eventi che prefigurano i futuri schieramenti

Il 25 novembre 1936 la Germania stipulò il Patto anti-Comintern con il Giappone; l'Italia aderì nel 1937. (Il patto verrà successivamente ridefinito nel contesto delle alleanze europee e delle relazioni con l'Unione Sovietica.) L'avvicinamento dell'Italia alla Germania si concretizzò nell'asse Roma–Berlino del 1936, conseguenza anche della guerra d'Etiopia e delle sanzioni comminate all'Italia dalla Società delle Nazioni. Tra le misure interne vanno ricordate le leggi per la difesa della razza, annunciate da Mussolini il 18 settembre 1938 a Trieste.

La guerra civile spagnola (1936–1939)

La guerra civile spagnola (1936–1939) mise in luce gli schieramenti che si delineavano: Germania e Italia sostennero il generale Francisco Franco contro i repubblicani; l'Unione Sovietica fornì aiuti alla Repubblica. Il Regno Unito e la Francia rimasero ufficialmente neutrali, nonostante la presenza di volontari provenienti da vari paesi che combatterono a fianco della Repubblica. La partecipazione delle Brigate Internazionali alla difesa della Repubblica prefigurò forme di resistenza al nazifascismo che sarebbero emerse più tardi.

Eventi premessa alla guerra

L'annessione dell'Austria (marzo 1938) e l'occupazione della Cecoslovacchia (primavera 1939) furono segnali evidenti dei progetti espansionistici di Hitler.

La conferenza di Monaco, alla quale parteciparono Hitler, il primo ministro britannico Neville Chamberlain, il primo ministro francese Édouard Daladier e Mussolini come mediatore, fu interpretata come un tentativo di preservare la pace. Si concluse con la ratifica del passaggio di territori alla Germania (data riportata nelle fonti dell'epoca). Tuttavia non fu affrontata adeguatamente la questione delle persecuzioni antiebraiche.

Sei mesi dopo, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, con l'invasione della Polonia il 1° settembre 1939.

Riflessioni conclusive

  • Trattati e frontiere: la ridefinizione dell'Europa del dopoguerra lasciò ferite politiche e sociali che favorirono spinte revisioniste.
  • Crisi economica: la crisi del 1929 indebolì le democrazie e favorì il consenso verso soluzioni autoritarie e nazionaliste.
  • Alleati e schieramenti: le sperimentazioni militari e politiche negli anni '30 (Spagna, interventi esteri, patti) anticiparono le alleanze della guerra vera e propria.
Termini chiave

Totalitarismi, crisi del 1929, ascesa di Hitler, Leggi di Norimberga, asse Roma–Berlino, guerra civile spagnola, annessione Austria, invasione della Polonia.

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