Evoluzione Culturale e Scontri di Mentalità nella Spagna del XIX Secolo
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La Trasformazione Culturale in Spagna (XVIII-XIX Secolo)
Il mondo che si viveva in Spagna negli ultimi anni del XVIII secolo e nel primo terzo del XIX secolo era un mondo in profondo cambiamento. Le idee che avevano guidato i rivoluzionari francesi attraversarono i Pirenei e, sebbene si cercò di evitarne la diffusione nel continente, fu impossibile. Circolavano libri e opuscoli con le idee che alla fine avrebbero distrutto l'***Antico Regime***. Queste idee guadagnarono presto popolarità negli ambienti intellettuali. Di fronte a esse, la maggior parte dei privilegiati e la grande massa della popolazione rurale e analfabeta preferirono mantenere le idee e i valori tradizionali. Dopo la ***Guerra d'Indipendenza***, l'arrivo di Ferdinando VII radicalizzò la situazione. Non si trattava solo di una lotta di idee politiche, ma di uno scontro di mentalità.
Lo Scontro di Mentalità nel Primo Terzo del XIX Secolo
La Spagna nel primo terzo del secolo XIX rimase essenzialmente rurale. La popolazione contadina dominava le città. La società era ancora dominata da una mentalità di gruppo privilegiato che imponeva costumi e credenze, che per molti versi coincidevano con i valori dell'***Antico Regime***: la proprietà terriera rimaneva uno status symbol, così come i titoli di nobiltà, e si disprezzava il lavoro manuale. Gli spagnoli di quegli anni erano legati alle loro credenze religiose, alla loro passione per le corride e, in misura minore, al loro gusto per il teatro.
Il Regno di Isabella II: Urbanizzazione e Nuovi Costumi
Ma lo sviluppo economico che si verificò durante il ***Regno di Isabella II*** e l'espansione di molte città a seguito dell'esodo rurale fecero sì che la vita urbana prevalesse sull'ambiente rurale. Le mura della città vennero abbattute, e la città crebbe. Madrid si espanse con il quartiere di Salamanca e Barcellona con la Diagonal. Lo stesso accadde a Bilbao, Valencia, San Sebastián... Le città inaugurarono l'***illuminazione a gas*** nelle strade principali. Gradualmente, le grandi invenzioni irruppero nella vita quotidiana: il telefono, il tram... La ferrovia accorciò le distanze. Ciò portò alla standardizzazione dei costumi, dell'abbigliamento, dei divertimenti e degli spettacoli.
Società e Intrattenimento
I caffè, i salotti, l'Ateneo e i casinò divennero il punto d'incontro delle ***classi medie***. Le classi superiori, invece, frequentavano l'opera e il teatro. Sebbene le corride rimanessero una grande passione, furono regolamentate, portando alla costruzione di grandi arene e facendo sì che i toreri qualificati diventassero idoli delle folle.
Credenze e devozioni continuarono a essere importanti; le processioni e le feste della Settimana Santa attiravano grandi folle di fedeli. Tuttavia, un'ondata di ***anticlericalismo*** cominciò a scuotere la società isabellina, specialmente tra le classi inferiori, gli operai e importanti settori del mondo intellettuale. Nonostante ciò, la Chiesa rimase una forza molto influente nella vita sociale spagnola. In alcuni ambienti, l'idea della Chiesa di accogliere la nuova era diede vita ai primi segni del ***pensiero sociale cattolico***, di cui il gesuita Antonio Vicent fu la figura più rappresentativa.
Istruzione e Correnti Intellettuali
Nel campo dell'istruzione, i risultati dei diversi governi del periodo furono molto scarsi, nonostante le dichiarazioni dei testi costituzionali. Nel 1860 studiavano poco più di 20.000 studenti. Sebbene vi fosse una tendenza a sistematizzare l'insegnamento, si temeva che le masse acquisissero un minimo di istruzione.
I pericoli che sembravano provenire da una crescente classe operaia e dal socialismo come ideologia emergente fecero crescere il ***pensiero conservatore***. In questa corrente spicca Donoso Cortés. Le fonti liberali derivarono verso posizioni più conservatrici. In questo filone si distinse anche Jaime Balmes, con il suo "Il Criterio", che faceva appello al senso comune ed era chiaramente identificato con la borghesia catalana dell'epoca. Ma gli enormi sviluppi intellettuali nella Spagna isabellina vennero dal ***Krausismo***. Il suo promotore fu Sanz del Río, che era venuto a contatto con la filosofia di Krause in Germania. Il suo messaggio di libertà, tolleranza e dialogo fu raccolto da discepoli come Francisco Giner de los Ríos e Nicolás Salmerón.
L'Evoluzione della Stampa
Per quanto riguarda la stampa, ricevette un notevole impulso grazie soprattutto alle aree di maggiore curiosità intellettuale. I giornali, poco prima del 1835, includevano informazioni politiche o scientifiche. Erano soliti avere un piccolo formato, erano scritti in una colonna e il loro aspetto era piuttosto noioso. Ma a partire da questa data si avvicinarono ad altri già esistenti. Nel 1850 uscivano 13 giornali, anche se la maggior parte erano di breve durata e a bassa tiratura. Tra questi: "La Esperanza", "Il Grido" o "Riforma".
Il Sexenio Rivoluzionario (1868-1874) e la Stampa
Il ***Sexenio Rivoluzionario*** (1868-1874) fu un periodo di ampiezza culturale del pensiero e di coscienza politica e ideologica del mondo del lavoro. Dopo il trionfo della Gloriosa, si aprirono scuole per educare le classi inferiori e apparvero i primi giornali operai. La Costituzione del 1869 riconobbe la ***libertà di stampa***. Persistettero i giornali d'opinione, sostenitori di un partito politico, ma si sviluppò una stampa che ebbe più successo tra i lettori e raggiunse tirature maggiori. L'aspetto esterno di questi giornali era più accattivante. Il loro contenuto non si limitava più alle questioni politiche, ma includeva nuove sezioni su critica letteraria, hobby, aneddoti e umorismo. Si dedicò più spazio alla pubblicità e si inserirono feuilleton (romanzi a puntate) che godevano di ampio consenso tra il pubblico dei lettori. Ma l'arrivo della ***Restaurazione*** portò a una regressione culturale e di atteggiamenti.
La Restaurazione: Regressione Culturale e Iniziative Educative
Nel 1875 il governo diede ordine di controllare l'orientamento della formazione impartita nelle università e di censurare qualsiasi dichiarazione critica contro la monarchia e il dogma cattolico. Il controllo dell'istruzione fu restituito alla Chiesa, in particolare l'istruzione primaria, dove lo Stato interveniva solo marginalmente. Questo riguardava l'istruzione secondaria, che contava circa 50 istituti nelle principali città, frequentati dai figli delle famiglie benestanti.
L'Istruzione e la Lotta all'Analfabetismo
Al di là del sistema scolastico pubblico, furono intraprese iniziative, sebbene limitate, di grande interesse educativo e sociale. Va ricordata l'***Istituzione Libera di Insegnamento*** (ILE), fondata nel 1876 per applicare i principi del Krausismo. Il suo principale fondatore fu Francisco Giner de los Ríos, professore di Filosofia del Diritto presso l'Università Centrale di Madrid, che era stato rimosso dalla sua cattedra. Contro i metodi tradizionali di insegnamento, l'organizzazione propugnava la gratuità di un'istruzione globale e attiva, che recuperava nuovi materiali e attività come l'educazione fisica, il canto, le escursioni... tutto in un clima di tolleranza e libertà di opinione. Sebbene fosse un istituto di minoranza che beneficiava solo i figli di una piccola borghesia intellettuale, le sue idee ebbero una grande influenza sulla cultura del suo tempo e anche successiva.
Furono meritevoli anche le iniziative dei "Circoli Operai Cattolici" o delle "Scuole Ave Maria", create da Padre Manjón di Granada. Sebbene l'educazione fosse basata sulla religione, adottavano approcci didattici innovativi e attivi e si concentravano sugli emarginati, soprattutto i bambini della comunità Rom. Anche i partiti operai intrapresero una campagna contro l'analfabetismo. Il PSOE creò "Le Case del Popolo" e gli anarchici promossero la lettura di giornali come "Terra e Libertà" e istituirono scuole, in particolare "La Scuola Moderna", diretta da Ferrer Guardia a Barcellona.
Ma nonostante queste iniziative, nel 1900 la percentuale di analfabeti era quasi i due terzi della popolazione, e solo in quell'anno fu creato il Ministero della Pubblica Istruzione e delle Belle Arti. Questa alta percentuale di analfabeti fece sì che la stampa rimanesse un prodotto di minoranza, pur guadagnando importanza. Oltre al suo lavoro culturale, la stampa rappresentò la lotta ideologica tra ***conservatori e progressisti***.