Evoluzione dell'Economia: Dal Liberalismo al Welfare State e la Teoria degli Investimenti
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L'Evoluzione del Liberalismo Economico e l'Intervento Statale
Fino alla Prima Guerra Mondiale, il liberalismo economico prevalse come sistema dominante, sostenendo il non intervento statale. Il suo motto era: "lasciar fare, lasciar passare: il mondo funziona da solo". Tuttavia, lo Stato ha sempre svolto un ruolo cruciale a causa di tre fattori fondamentali:
- L'iniqua distribuzione iniziale della proprietà.
- L'esistenza di bisogni collettivi di base.
- L'esistenza di monopoli naturali.
I liberali chiamarono lo Stato "Stato custode", il cui scopo era garantire il funzionamento del sistema, impedire interferenze esterne e mitigare alcune delle conseguenze più critiche. Keynes, tuttavia, riteneva che in una situazione di crisi economica diffusa, non fosse prevedibile che i meccanismi di mercato producessero un naturale recupero. Lo Stato, dunque, doveva intervenire attraverso la spesa pubblica o agendo per stimolare le prestazioni di imprese e consumatori.
Lo Stato del Benessere (Welfare State)
Questa concezione ritiene che sia responsabilità dello Stato conseguire la piena occupazione, un sistema di sicurezza sociale per l'intera popolazione, la generalizzazione dell'istruzione e dei servizi sanitari, garantendo un equo tenore di vita. I beneficiari sono suddivisi in tre categorie:
- Coloro che hanno contribuito tramite i contributi previdenziali (pensioni, disoccupazione o invalidità).
- Beneficiari universali (sanità e istruzione).
- Prestazioni di compensazione per i più svantaggiati.
Il futuro del Welfare State solleva due questioni critiche: l'aumento del tasso di dipendenza (un numero elevato di persone sopra i 65 anni che dipendono dallo Stato) e l'aumento dei bisogni sanitari legati all'invecchiamento della popolazione.
Le chiavi per mantenere questo sistema sono la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, poiché ogni nuovo contratto rappresenta un contributo allo Stato sotto forma di tasse.
La Teoria degli Investimenti
L'investimento consiste nell'acquisizione di beni strumentali per produrre altri beni. Esistono tre tipi di investimento:
- Sostituzione: quando si sostituiscono attrezzature e macchinari usurati.
- Di rinnovo: quando si sostituiscono macchinari funzionanti ma tecnologicamente obsoleti con modelli più moderni.
- Espansione: quando si acquistano nuove attrezzature per aumentare la capacità produttiva.
Variabili che influenzano la domanda di investimento
La domanda di investimento dipende da tre variabili principali:
- Tassi di interesse: se è necessario un prestito per investire, bisogna valutare i tassi di interesse per determinare la redditività dell'operazione rispetto all'aumento di produzione previsto.
- Utilizzo degli impianti: se non si sfrutta tutto il potenziale dell'attività, è illogico investire. Ad esempio, se si possiedono tre macchine per il caffè e nelle ore di punta ne funzionano solo due, non ha senso acquistarne una quarta.
- Fiducia nel futuro: la certezza che in futuro i tassi non aumenteranno e che l'investimento sarà ripagato è fondamentale per chi decide di investire.
L'Effetto Moltiplicatore
L'effetto moltiplicatore si verifica quando un investimento genera effetti positivi a catena. Se la spesa iniziale produce reddito per il destinatario, questi a sua volta consumerà, alimentando il ciclo. Per esempio, se si spendono 100 euro in patate, l'agricoltore userà parte di quel denaro (es. 90 euro) per acquistare fertilizzanti; il produttore di fertilizzanti userà a sua volta quel guadagno per i propri acquisti, e così via, producendo un valore complessivo molto superiore all'investimento originario.