Evoluzione del gold standard e crisi economiche (1870–1930): politiche, effetti e risposte governative
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Gold standard incompleto: l'inizio
Gold standard incompleto: l'inizio
Lo scoppio della guerra richiese un aumento della spesa pubblica; di conseguenza il bilancio non sarebbe più stato in pareggio annuale e il finanziamento delle spese fu coperto con maggiori imposte o stampando moneta. Per evitare un eccessivo deflusso di oro, i governi adottarono due misure estreme: il divieto di esportazione di oro senza autorizzazione e la sospensione della convertibilità. Questo segnò il crollo del gold standard in funzione.
La crisi di fine secolo
La «fin de siècle» (crisi di fine secolo): a partire dal 1870 si sviluppò una fase che viene spesso definita come la crisi di fine secolo. La produzione industriale e agricola era aumentata, insieme ai valori fondiari, agli affitti e ai salari. Questa fase si sviluppò fino a quando l'espansione economica europea e la crescente quantità di importazioni di prodotti agricoli e materie prime provenienti dai paesi d'oltremare, a prezzi molto competitivi, misero il settore agricolo di fronte a una forte concorrenza.
Di conseguenza si verificò un trend di calo dei prezzi che determinò la diminuzione del valore dei terreni, la riduzione dei redditi agricoli e la compressione dei prezzi di settore.
Azione dei governi nel 1914–1918 per mantenere il valore delle valute
Interventi durante la Prima guerra mondiale (1914–1918): la Prima guerra mondiale fu un conflitto in cui l'economia ebbe un ruolo centrale e le grandi potenze industriali furono direttamente coinvolte. Ci furono impatti economici diretti e indiretti, tensioni socio-politiche tra paesi e la ridefinizione dell'ordine economico mondiale: tutto ciò rese necessario ripensare i sistemi monetari e le politiche economiche.
- Costo della guerra: i paesi sostennero ampi disavanzi di bilancio e, per finanziare l'aumento della spesa, dovettero aumentare le imposte o contrarre debito.
- Inflazione e offerta di moneta: l'aumento dell'offerta di moneta, collegato alla sospensione della convertibilità e alle tensioni sulle riserve metalliche e sui crediti esteri, contribuì a fenomeni inflazionistici e a pressioni sui tassi di cambio.
Persistenti squilibri dopo la crisi del 1930
Ci furono persistenti squilibri nell'economia di mercato dopo la crisi del 1930: come risposta a questa situazione si propose un modello di economia mista, in cui coesistono settore pubblico e privato. Questo modello era visto come un rimedio ai fallimenti del capitalismo: lo Stato doveva intervenire per riorganizzare le fondamenta del sistema economico e mitigare gli effetti depressivi.
Attraverso politiche monetarie e fiscali, lo Stato poteva eliminare o attenuare gli ostacoli al benessere generale, controllare e garantire risultati economici desiderati. Tra gli obiettivi perseguiti da queste politiche si possono elencare:
- Piena occupazione
- Pieno utilizzo del capitale produttivo
- Stabilità dei prezzi
- Aumento della produzione con ricadute positive sull'occupazione
- Equilibrio della bilancia dei pagamenti