Evoluzione Istituzionale Francese: Dal Direttorio all'Impero Napoleonico

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Fasi Istituzionali Post-Rivoluzionarie

Il Direttorio (1795-1799)

Con una nuova costituzione, viene istituita questa nuova forma di governo, caratterizzata dalla presenza di cinque direttori. Il potere legislativo era affidato a due camere:

  • Il Consiglio dei Cinquecento
  • Il Senato

In questo periodo inizia a distinguersi la figura di Napoleone Bonaparte.

Il Consolato (1799-1804)

Napoleone partecipò attivamente alla campagna d'Italia e a quella d'Egitto, ottenendo grandi vittorie e subendo una sconfitta per mano di Nelson. Il Consolato era formato da tre membri.

Come Primo Console, Napoleone accentrò il potere. Il potere legislativo spettava a:

  • Il Consiglio di Stato
  • I Tribuni
  • Il Legislativo

Nel 1802, Napoleone fu dichiarato Console a vita.

L'Impero (1804-1815)

Nel 1804, il Senato proclamò Napoleone Imperatore. Tra le sue opere più significative si annovera:

  • La redazione del Codice Civile.

Le sue campagne militari miravano ad espandere i territori e ad arricchire le casse francesi. La coalizione europea si organizzò per fronteggiare la Francia. Nonostante molti successi, vi furono anche fallimenti e insuccessi, come la battaglia di Trafalgar, il Blocco Continentale e la disastrosa campagna di Russia.

Napoleone fu sconfitto a Lipsia (1813) ed esiliato all'Isola d'Elba. Rilasciato, tornò a governare per i famosi Cento Giorni, prima di essere definitivamente sconfitto a Waterloo (1815). Morì prigioniero a Sant'Elena nel 1821.

In questo periodo, in Europa proliferarono le idee nazionaliste e liberali, che avrebbero innescato grandi rivoluzioni nel XIX secolo.

Interpretazioni della Rivoluzione Francese

Diverse personalità storiche e pensatori hanno offerto interpretazioni variegate sugli eventi rivoluzionari:

Visioni Critiche e Conservatrici

  • Burke: Sosteneva che la Rivoluzione fosse un tradimento, basato sulla speculazione e sulla ragione, che non riconosceva il legalismo tradizionale e respingeva la sentenza (tradizione).
  • Barruel: La considerava il frutto di una cospirazione internazionale volta alla distruzione della Chiesa e della Monarchia.
  • H. Taine: Riteneva che gli eventi dell'ultimo decennio del Settecento fossero da biasimare per i conflitti e i mali della Francia alla fine del XIX secolo.
  • Gaxotte: La definì come uno sfortunato incidente, risultato della perversità di alcuni e dell'esagerazione di altri.
  • Aubry: Individuò nella fine della monarchia uno degli elementi più negativi del processo.

Visioni Teologiche e Storico-Necessarie

  • Maestro: La interpretò come un piano della Provvidenza, orrore per l'elezione.
  • Barnare: Affermò che non fosse casuale, ma corrispondesse a una necessità storica dovuta ai molteplici e profondi mutamenti della società.

Visioni Liberali e Popolari

  • L. Thiers: La vide come la lotta per l'uguaglianza davanti alla legge e una maggiore libertà.
  • Lamartine e Michelet: Esaltarono il popolo francese come grande eroe degli eventi rivoluzionari.
  • Aulard: Collegò le idee repubblicane alle grandi figure del processo.

Visioni Socialiste e di Classe

  • L. Blanc: Assunse un taglio più socialista, esaltando il periodo del Terrore come anticipatore di caratteristiche utopiche della società futura.
  • Jaurès: Sottolineò l'importanza della lotta e del conflitto di classe come motori del processo, considerando gli aspetti economici e sociali come argomenti centrali.
  • Mathiez: Considerò Robespierre una figura centrale ed emblematica, che, nonostante il Terrore, ebbe una visione più aperta della rivoluzione sociale e cercò di approfondire le linee di cambiamento.

Visioni Storiografiche Moderne

  • Carlyle: Adottò un tono essenzialmente narrativo, piuttosto che interpretativo.
  • Tocqueville: Sostenne che la Rivoluzione fosse iniziata già al tempo della monarchia, e che molti obiettivi riformisti monarchici fossero all'ordine del giorno dei primi rivoluzionari (continuità).
  • Lefebvre: Collegò l'esperienza napoleonica all'intero processo rivoluzionario, tenendo in considerazione più variabili interpretative.
  • Palmer e Godechot: Videro la Rivoluzione come parte di una serie di rivolte e rivoluzioni che colpirono il mondo occidentale, con forti legami con l'Atlantico.
  • Vovelle: Analizzò la storia da un punto di vista culturale, studiando la fantasia dei rivoluzionari e controrivoluzionari e i loro veicoli di espressione.
  • Richet e Furet: La definirono una rivoluzione frustrata che deviò dal percorso costituzionale di radici inglesi, attribuendo la responsabilità ai gruppi più radicali.

Voci correlate: