Evoluzione letteraria di Ramón María del Valle-Inclán: dal Mito al Grottesco
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Evoluzione Letteraria di Ramón María del Valle-Inclán
L'evoluzione letteraria di Valle-Inclán si colloca tra il Modernismo e la Generazione del '98, ma non in modo netto, bensì in un processo evolutivo. Coltiva tre generi: narrativa, poesia e dramma, ma non c'è una separazione netta tra le opere, la sua produzione è molto ampia ed è un innovatore nel teatro e nella narrativa. La sua produzione può essere suddivisa in tre cicli fondamentali:
1. Ciclo Mitico
A questo periodo appartengono due trilogie essenziali: la Commedia Barbara, dove, partendo dalla Galizia, Valle-Inclán crea un mondo mitico e senza tempo, mostrando anche personaggi strani, violenti e idioti. Usa un linguaggio straziante e brutale. La seconda trilogia è Divinas Palabras (1920), un dramma che torna all'ambiente rurale gallego, caratterizzato da deformità, brutalità e rottura; presenta elementi che la critica definisce esperpentizadores. L'opera ruota attorno all'adulterio e all'amore.
2. Ciclo della Farsa
In questo ciclo Valle-Inclán si avvicina al grottesco. Il sentimento e il grottesco si completano e compensano, ottenendo un tocco tragicomico. Appartengono a questo ciclo: La testa del drago (1909), La marchesa Rosalinda (1912), Farsa italiana della regina castiza (1920) e Divinas Palabras (1920).
3. Ciclo del Grottesco
Dal 1920 Valle-Inclán ritrae la Spagna contemporanea e inizia il ciclo grottesco. Si sviluppano principalmente: Luci di Boemia (1920-1924) e Martes de Carnaval (1921-1927).
Luci di Boemia e il Grottesco
Luci di Boemia, opera cardine del teatro spagnolo contemporaneo, definisce il grottesco. Non si tratta di imitare il mondo reale, ma di una deformazione grottesca della realtà che non può essere riflessa razionalmente. Nel caso di Valle-Inclán, l'obiettivo è presentare una realtà distorta per caratterizzarne l'iniquità e lo squilibrio. Valle-Inclán reagisce contro la realtà spagnola satirizzando un mondo marginale.
Fase Finale
Nella fase finale, Valle-Inclán esaspera quanto visto sopra: la presenza dell'irrazionale e dell'istintivo, personaggi disumanizzati e la tecnica del grottesco. Le sue opere, tra il 1921 e il 1930, sono pallide rappresentazioni di avidità, lussuria e morte.
Conclusione
In conclusione, pur con le differenze tra le opere, si notano caratteristiche comuni: il desiderio di innovare rispetto alla Generazione del '98. Valle-Inclán è il primo drammaturgo spagnolo moderno, si allontana dai teatri tradizionali e li condanna al silenzio. Sempre provocatorio, conduce una vita bohémien ed è stato dichiarato anti-borghese. È considerato uno dei più importanti rappresentanti del Modernismo e del teatro europeo dell'assurdo, ma l'estetica non gli ha mai impedito di mostrare il suo pensiero.