L'Evoluzione del Liberalismo Spagnolo: Fazioni, Reggenze e Crisi (1837-1849)
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L'Alternanza al Potere (1837-1843)
Il periodo tra il 1837 e il 1843 fu caratterizzato dall'alternanza al potere tra i generali Espartero, Narvaez e O'Donnell.
I Moderati nel Governo (1837-1840)
Una volta approvata la Costituzione, nuove elezioni furono indette nel 1837, che furono vinte dai Moderati. Nel 1840 fu preparata una legge più restrittiva e la legge elettorale comunale, che dava al governo il potere di nominare i sindaci dei capoluoghi di provincia. Fu avviata una legislazione e fu anche preparato un progetto di reintroduzione della decima.
La legge comunale, osteggiata dai progressisti, e le misure moderate, causarono una grande insurrezione con la formazione di comitati rivoluzionari. Maria Cristina si dimise. I settori progressisti legati a Espartero diedero il loro supporto al generale, che prese il potere e divenne reggente nel 1840.
La Reggenza di Espartero (1840-1843)
Durante la sua reggenza, Espartero agì in modo forte e autoritario, governando con militari a lui connessi, noti come Ayacuchos.
Nel 1842 fu approvata una tariffa che aprì il mercato spagnolo ai tessuti di cotone inglesi. L'industria tessile catalana si sentì seriamente minacciata, e la misura provocò una rivolta a Barcellona, che coinvolse la borghesia e le classi lavoratrici.
I Moderati sfruttarono la divisione del Progressismo e l'isolamento di Espartero, aprendo una serie di cospirazioni guidate dai generali O'Donnell e Narvaez. Nel 1843 Espartero lasciò la reggenza e le Cortes proclamarono Isabella II regina a soli 13 anni.
3. Le Diverse Opzioni Politiche Liberali
I Moderati
I Moderati si definivano come il partito dell'ordine ed erano un gruppo eterogeneo formato da:
- Proprietari terrieri e commercianti.
- Intellettuali conservatori.
- Nobiltà, alto clero e alto comando militare.
Essi difendevano il diritto di proprietà come garanzia di ordine sociale e sostenevano i principi di autorità e di ordine sociale. Sostenevano il principio della sovranità condivisa fra le Cortes e la Corona, che concedeva ampi poteri di intervento al sovrano (nominare i ministri, sciogliere le Cortes, porre il veto sulle leggi, nominare i senatori). Basandosi sul suffragio censitario, erano sostenitori della limitazione dei diritti individuali, soprattutto limitando la libertà di stampa, di opinione, di riunione e di associazione (attraverso leggi organiche). Il liberalismo moderato era più clericale, difendendo lo Stato confessionale e garantendo alla Chiesa cattolica una grande influenza sociale.
I Progressisti
I Progressisti si consideravano i difensori della libertà. Tra i loro ranghi dominava la piccola e media borghesia urbana e la classe operaia. Sostenevano il principio di sovranità nazionale e il predominio delle Cortes nel sistema politico. Erano a favore del rafforzamento delle autorità locali e per garantire una maggiore ampiezza dei diritti individuali. Sostenevano un suffragio più ampio e miravano a limitare l'influenza sociale della Chiesa (Libertà religiosa). Fu istituita la Milizia Nazionale per difendere i diritti dei cittadini e la libertà.
Democratici e Repubblicani
Nel 1849, una scissione nel Partito Progressista portò alla formazione del Partito Democratico, che sosteneva:
- La sovranità popolare e il suffragio universale maschile.
- Una sola camera elettiva.
- L'espansione delle libertà civili e il riconoscimento dei diritti collettivi.
- La libertà di stampa e l'elezione dei consigli locali.
Nonostante riconoscessero il predominio sociale della Chiesa cattolica, chiedevano la libertà di culto per tutte le religioni. Le loro basi sociali erano le classi lavoratrici urbane e i gradi inferiori delle forze armate. Difendevano la repubblica, consentendo l'elezione di tutti i pubblici uffici, e avevano un forte sostegno sociale e popolare.