Evoluzione della Lirica Spagnola: Dalle Origini Medievali ai Maestri del Quattrocento

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Panorama della Poesia Lirica Spagnola

Lirica Popolare o Tradizionale

  • Jarchas (composizione mozarabica): Scritti d'amore, grido per la donna amata o parenti cari.
  • Cantigas de Amigo (gallegoportoghese - XII, XIII, XIV sec.): Caratterizzate dal parallelismo. Lamento d'amore rivolto a qualsiasi elemento della natura.
  • Poesie Carolingie: Brevi, arte minore, caratterizzate dalla ripetizione di parole e idee (matrimoni, feste, 1. vendemmia, 2. estivali).
  • Romances: Lirica ottonaria, serie illimitata, rima assonante a coppie, lasciando liberi i dispari. Raccolti in canzonieri tradizionali o vecchie ballate.

Lirica Imparata (Dalla metà del XIV secolo)

Caratterizzata da indottrinamento e filosofia morale:

  • Moaxajas (arabo o ebraico): Cinque o sette strofe, con la jarcha finale.
  • Poesia Trovadorica (XII e XIII secolo): Di origine provenzale (lingua romanza parlata nel sud della Francia). Si distinguono tre tipi:
    1. Canso: Tema d'amore.
    2. Pastoreles: Soggetti campestri.
    3. Sirventés: Tema aneddotico e satirico.
  • Poesia Gallego-portoghese: Si distinguono due tipi:
    1. Cantigas de amor (XII e XIV secolo): L'amante si rivolge alla sua amata; non hanno una struttura fissa.
    2. Cantigas de desprezo e maldizer: Qualsiasi soggetto, ma con intenti satirici o burleschi.

Dal XV secolo inizia a svilupparsi la lirica colta, promossa dal clero e dalla nobiltà.

La Lirica Cortigiana

Amore di un poeta per una donna sposata, il cui amato è considerato il suo proprietario (clero e nobiltà). Amore platonico, impossibile, con stile complesso e metriche elaborate. Primo autore:

Autori Principali del Quattrocento

- Íñigo López de Mendoza (Marchese di Santillana)

  • Nato a Carrión de los Condes, in una famiglia nobile coinvolta nei disordini di Castiglia.
  • Si ritirò nei suoi palazzi di Guadalajara, dove si dedicò alla letteratura.
  • Le sue opere includono temi grecolatini e le serranillas (incontro tra un signore e una pastorella, giudicato con grande eleganza, sull'amore di un cavaliere per una pastorella).
  • Il Marchese di Santillana cercò di acclimatare il sonetto italiano nel castigliano, come si vede nella strofa 42 delle sue poesie.
  • Morì a Guadalajara.

"Juan de Mena"

  • Nato a Cordova, laureato in Arte a Salamanca.
  • Giovanni II lo nominò segretario cronista reale. Morì a Torrelaguna.
  • Scrisse poesie d'amore artificiose, di tono intellettuale e stile elevato.
  • Influenzato da Dante, poeta italiano.
  • L'opera più popolare è Laberinto de Fortuna, che tratta del presente e del passato di Castiglia, scritta in versi dodecasillabi con sintassi e glossario elaborati.

"Jorge Manrique"

  • Nipote dello scrittore Gómez Manrique e membro di una famiglia coinvolta in politica e militare.
  • È il più alto rappresentante della poesia spagnola del secolo quindicesimo (Cancioneril).
  • Poeta di corte, si rivolge a un organo giurisdizionale, tratta la poesia d'amore di corte e quella burlesca.
  • Uomo colto, lavorò in tutti i generi. È più conosciuto per i versi sulla morte di suo padre, composti da quaranta strofe, chiamate Coplas a la muerte de su padre, strutturate in distici di ottonari e tetrasillabi (schema metrico: 8a8b4c8a8b4c8d8e4f8d8e4f).
  • Riflette su come la vita sia fugace e si debba vivere giorno per giorno, poiché la morte rende tutti uguali.
  • Le opere sono divise in due parti:
    • La prima (strofe I-XXIV), generale, comprende la dottrina del disprezzo del mondo e la caducità delle cose terrene.
    • La seconda (strofe XXV-XL), esalta la figura del padre, Don Rodrigo Manrique.

Struttura delle Coplas

PARTE PRIMA
  • Coplas I-III: Dottrina del disprezzo del mondo, che incoraggia il disprezzo della vita terrena.
  • COPLA IV: Invocazione a Dio, in linea con la tradizione cristiana.
  • Coplas V-VII: Alterate; guida alla conquista della vita eterna partendo dalla vita terrena.
  • Coplas VIII-X: Descrizione delle tre attività che l'uomo ha perso per avidità: la giovinezza, la nobiltà e il potere.
  • Coplas XI-XIII: Riferimento alla caducità delle cose terrene.
  • COPLA XIV: Reiterazione del concetto di morte come equalizzatore, come accennato nella copla III.
  • COPLA XV-XXIV: Ubi sunt? Nuovo riferimento alla vanità e alla morte inevitabile.
PARTE SECONDA
  • Coplas XXV-XXVI: Enumerazione delle virtù del Maestro Don Rodrigo.
  • Coplas XXVII-XXVIII: Esaltazione di Don Rodrigo Manrique, paragonato ai prototipi dell'antichità.
  • Coplas XXIX-XXXII: Sintesi della vita militare del Maestro.
  • Coplas XXXIII-XL: Dialogo con la morte del Maestro, invocazione a Dio e strofa di chiusura che racconta come morì Don Rodrigo.

STILE

Lo stile impiegato da Manrique nelle Coplas è caratterizzato dalla sua naturalezza ed è innovativo. Il poeta sostituisce lo stile elevato della grande poesia del XV secolo con uno stile umile, utilizzando frasi semplici. Utilizza la metafora e le immagini per rompere con la poesia del tempo. Sono presenti le domande retoriche tipiche dell'ubi sunt?. L'autore cerca di raggiungere tutti gli spettatori con il suo stile semplice.

TEMI delle Coplas

MORTE

Il tema della morte è descritto come vendicativo e spietato, in possesso di un potere di compensazione contro il quale è impossibile resistere. Nelle Coplas, Manrique descrive la morte con caratteristiche orribili, ma la presenta anche come ministro di Dio. La morte va in cerca di Don Rodrigo, lo invita a realizzare la sua vittoria finale e gli annuncia la sua ricompensa. Egli non reagisce contro di essa, ma implora in silenzio il perdono di Cristo.

FAMA E LA VITA ETERNA

Nelle Coplas appare l'uso del concetto di fama, nel senso in cui era usato in Italia in quel secolo: essere famoso per le azioni compiute in questa vita ha un effetto favorevole sul beato che potrà godere degli altri. Grazie alle buone azioni compiute da Don Rodrigo nella sua vita terrena e alla fama acquisita, Don Rodrigo sconfigge la morte e raggiunge, così, la vita eterna.

Voci correlate: