Evoluzione della poesia spagnola del Novecento: Salinas, Cernuda, Guillén e García Lorca

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Pedro Salinas

Pedro Salinas. Per Salinas la poesia è una forma di conoscenza della sostanza delle cose e delle esperienze di vita. Intende esprimere, oltre alla bellezza, l'autenticità (l'essenziale e l'intimo) e l'intelligenza (concettuale e intellettuale). Il suo stile segue le linee della poesia pura: denso e preciso, con ricorso al paradosso e alle risorse del conceptismo. Preferisce metri brevi e usa raramente la rima.

Prima fase (fino al 1931)

Periodo di poesia pura, con una significativa presenza di elementi d'avanguardia: presagi, casualità, segni e favole. Si tratta di uno stadio estetico orientato alla ricerca formale e alla densità espressiva.

Seconda fase (1932–1939)

Una poesia d'amore, concettuale e al tempo stesso umanizzata, ma priva di sentimentalismo romantico. Riflette un amore che ordina il mondo, con la voce rivolta all'altro e con un'idea di amore come ragione.

Terza fase (in esilio)

Fase caratterizzata da un maggiore impegno verso il mondo esterno e da un tono contemplativo; vi è fiducia ma anche l'angoscia dell'uomo moderno di fronte a una società disumanizzata. Tutto più chiaro.

Luis Cernuda

Luis Cernuda. Tutta la sua opera è attraversata dal conflitto romantico tra realtà e desiderio, tra aspirazioni personali e i limiti imposti dal mondo. Tale conflitto genera sensazioni di solitudine, nostalgia e il desiderio di pienezza nell'amore. Formalmente, rifiuta gli eccessi ornamentali, prediligendo un linguaggio più colloquiale e naturale. La realidad y el deseo è il titolo con cui sono raccolte molte delle sue poesie.

Fase iniziale (fino al 1928)

Ricerca di un tono personale influenzato dalla poesia pura e dalla classicità: canzone, profilo dell'aria, egloga, elegia e ode.

Fase surrealista (1929–1936)

Opere come Los placeres prohibidos e Las obras y los días (o altre raccolte intimistiche) affrontano preoccupazioni intime attraverso immagini innovative e visionarie.

Fase della guerra civile

Periodo segnato da opere come Nubes (1937–1940), con un incremento della tensione espressiva e del tema della perdita.

Fase dell'esilio

Dopo la guerra civile emergono la solitudine, l'amarezza, la nostalgia e il tema dell'esilio in raccolte come Desolación de la Quimera e Ocnos.

Jorge Guillén

Jorge Guillén. È uno dei massimi esponenti della poesia pura: tende a un'espressività disumanizzata e intellettuale, privilegiando l'elemento concettuale e formale rispetto al sentimentale ed emozionale. Il suo stile è molto elaborato, volto a eliminare il superfluo. Utilizza spesso la metrica classica (decimi e sonetti). Considera la sua opera nel suo complesso sotto il titolo Cántico e la distingue in tre cicli principali.

Ciclo del Canto

Canto alla vita e al mondo vivente: celebrazione dell'esistenza e della realtà quotidiana.

Ciclo del Clamor

Clamor coinvolge il grido di fronte alla storia: un mondo sconvolto dalla sofferenza, dalla guerra, dall'ingiustizia e dall'esilio.

Ciclo dell'Omaggio

Homenaje (Omaggio) presenta un moto evocativo e ottimista verso luoghi storici e affetti amati.

Federico García Lorca

Federico García Lorca. L'opera di García Lorca esprime una personalità vivace che spesso contrasta con l'ombra straziante della morte. I temi ricorrenti sono la passione per la vita, l'amore, la libertà in conflitto con una società repressiva o con un destino tragico. Nelle sue opere è presente frustrazione, solitudine e morte; sviluppa sia piani individuali sia riflessioni sociali. Nel teatro i personaggi si confrontano con forze che sopprimono gli istinti naturali, le passioni, le speranze e i desideri.

Prima fase

Formazione e assimilazione di diverse tendenze: tradizione popolare e arte religiosa. I primi lavori comprendono canzoni e poesie legate al canto flamenco. Romancero gitano (Gypsy Ballads) tratta l'emarginazione di chi si scontra con le norme sociali e morali, gravato da un destino tragico di solitudine, frustrazione e morte.

Seconda fase

Una nuova sensibilità sociale e preoccupazioni etiche riflettono anche una crisi personale. L'estetica evolve verso forme espressive più visionarie e surrealiste, con uso del verso libero e di versi spezzati. Tra le opere principali di questo periodo: Poeta en Nueva York, Llanto por Ignacio Sánchez Mejías, Diván del Tamarit e Sonnets del amor oscuro (Sonetos del amor oscuro).

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