Evoluzione Politica, Amministrativa e Giuridica di Al-Andalus

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Sezione 2: Lo Stato islamico di Al-Andalus

La storia di Al-Andalus attraversa diverse fasi cruciali: il Valiato, l'Emirato, il Califfato e, infine, la frammentazione nei Regni di Taifa.

Il Valiato

L'invasione della Spagna fu favorita dal sostegno di alcuni settori ebraici e visigoti (legati a Witiza). Fino al 756, il territorio fu governato da un Wali, nominato dal governatore del Nord Africa o dal Califfo di Damasco. Abd Al-Aziz, nominato da Musa, sposò Egilona, vedova di Don Rodrigo. La capitale fu inizialmente Siviglia, per poi essere trasferita a Cordova. La caratteristica principale di questo periodo fu l'instabilità politica.

L'Emirato (756-929)

Durante questo periodo, l'emirato divenne indipendente sul piano politico, pur mantenendo il riconoscimento religioso verso l'Oriente. Si consolidò la dinastia degli Omayyadi e si perfezionò il sistema amministrativo di stampo siriano.

Il Califfato (dal 930)

Con Abd al-Rahman III, il Califfato raggiunse il suo apice, riconoscendo la superiorità culturale del Medio Oriente. Il Califfo deteneva un potere assoluto, non solo politico ma anche religioso. Durante questo periodo dominò la scuola giuridica Malequita.

  • Hajib: Magistrato di alto livello, braccio destro del Califfo.
  • Katib: Responsabile del Ministero degli Esteri, esperto in retorica e cultura coranica.
  • Amministrazione: La burocrazia raggiunse il massimo splendore con Al-Hakam II, includendo servizi postali, controllo stradale e riscossione delle imposte.

Sezione 4: I Regni di Taifa

Dopo la caduta del Califfato nel 1031, Al-Andalus si frammentò in piccoli regni indipendenti chiamati Taifa. Le cause di tale crollo furono l'inimicizia, gli intrighi politici e la mancanza di unità.

  • Espansione: Siviglia, Toledo, Valencia, Saragozza, Denia e Granada furono le potenze più influenti.
  • Pressione cristiana: I regni cristiani sfruttarono le divisioni interne, imponendo pesanti tributi economici (parie) che strangolarono l'economia delle Taifa.
  • Eredità culturale: Nonostante la crisi politica, le Taifa furono centri di grande sviluppo per la filosofia, la matematica, l'astronomia, la botanica e l'arte.

Sezione 5: La giustizia musulmana

L'amministrazione della giustizia era una prerogativa del principe, che delegava le sue funzioni ai Cadì.

  • Cadì: Giudice supremo con giurisdizione civile e penale, basata sul Corano e sul Fiqh (scienza del diritto).
  • Hakim e Mussaddid: Giudici minori operanti in centri abitati più piccoli.
  • Sahib Al-Mazalim: Il "signore delle ingiustizie", incaricato di risolvere denunce contro abusi di potere o violenze.

Sezione 6: Finanza musulmana

Il sistema fiscale si basava su criteri religiosi e civili, gestito attraverso il Diwan.

Imposte canoniche

  • Zakat: Elemosina obbligatoria (2,5% su beni e bestiame).
  • Imposta fondiaria: Decima parte della produzione agricola.
  • Tributo di protezione: Versato da cristiani ed ebrei.
  • Quinto: Parte del bottino di guerra.

Imposte non canoniche

Si trattava di tributi privi di base formale, come la decima sulle merci dei mercanti stranieri e imposte indirette sui consumi. L'amministrazione finanziaria era suddivisa in dipartimenti che gestivano il censimento, le statistiche, le spese militari e la riscossione delle tasse provinciali.

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