Evoluzione delle Politiche Migratorie Europee: Dal Programma di Stoccolma al Patto Europeo
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III. Programma di Stoccolma (2010-2014)
A) Le Priorità della Politica Europea per Cinque Anni
- Promozione della cittadinanza e dei diritti: L'obiettivo è rendere la cittadinanza europea una realtà e garantire pienamente il diritto di libera circolazione all'interno della Comunità. Questo è riconosciuto come "uno dei principi fondamentali alla base dell'Unione e una delle libertà fondamentali dell'Unione europea".
- Europa del diritto e della giustizia: Assicurare che tutte le persone possano far valere i propri diritti in tutti gli Stati dell'UE. Questo include il miglioramento della sicurezza delle persone, in particolare attraverso il rafforzamento della gestione delle frontiere, l'accesso in Europa in un mondo globalizzato in modo più efficace ed efficiente, combinato con una gestione integrata delle frontiere e la politica dei visti.
- Rafforzamento della dimensione esterna dell'UE: Maggiore integrazione delle politiche in materia di libertà, sicurezza e giustizia nella politica generale dell'UE.
- Sviluppo di una politica migratoria europea globale: Basata sulla solidarietà e responsabilità. L'attuazione di tale politica deve considerare le priorità e le esigenze degli Stati membri e, al contempo, permettere di sviluppare pienamente il potenziale dei migranti.
Il legame tra immigrazione e mercato del lavoro è una delle caratteristiche più significative della politica comunitaria dell'immigrazione.
Gli obiettivi devono essere a medio termine e non devono essere guidati esclusivamente dalla situazione nel breve termine (poiché, in tal caso, la politica rischia di essere troppo restrittiva in termini di ammissione di cittadini di paesi terzi). L'Europa, sia per ragioni demografiche sia per ragioni puramente economiche, avrà comunque bisogno di un afflusso di immigrati. Sebbene vi sia un ampio dibattito sulle qualifiche professionali richieste, esiste la convinzione che vi sia un grande bisogno di personale con un alto livello di abilità, come dimostra l'adozione della direttiva sui lavoratori altamente qualificati.
Si raccomanda di rafforzare i meccanismi per favorire l'immigrazione legale, permettendo così di rispondere alle (mutevoli) esigenze di ogni Stato per gli immigrati in termini di corretto utilizzo delle loro capacità e competenze.
II. Programma Comunitario: Patto Europeo Immigrazione e Asilo (Ottobre 2008)
A) Organizzazione dell'Immigrazione Legale
L'organizzazione deve tenere conto delle esigenze, priorità e capacità d'accoglienza stabilite da ciascuno Stato membro e favorire l'integrazione. Il Consiglio invita tutti gli Stati membri ad attuare una politica di immigrazione selettiva, soprattutto in termini di esigenze del mercato del lavoro e concordata, tenendo conto del possibile impatto sugli altri Stati membri. La politica di immigrazione stabilita da ciascuno Stato deve rispettare il principio della preferenza comunitaria per l'occupazione.
B) Lotta contro l'Immigrazione Illegale
Questa lotta include l'assicurare il ritorno nel paese di origine o di transito per coloro che si trovano in situazione irregolare. Si prevede che ogni Stato riconosca le decisioni di rimpatrio adottate da un altro Stato membro, il che solleva la necessità di accordi di riammissione, comunitari o di ogni Stato, con i paesi da cui proviene il maggiore flusso di immigrazione irregolare.
C) Rafforzamento dei Controlli alle Frontiere
Si sottolinea la necessità di una solidarietà di tutti gli Stati verso coloro la cui situazione geografica comporta un maggiore flusso di immigrati nel loro territorio. Si continua a sottolineare il miglioramento dei mezzi dell'agenzia Frontex.
D) Costruire un'Europa dell'Asilo
Si sta avviando una politica europea comune d'asilo nel contesto dello sviluppo del Programma dell'Aia (2004-2009) e ora del Programma di Stoccolma (2010-2014). La concessione di protezione, soprattutto per lo status di rifugiato, rimane responsabilità di ciascuno Stato membro.
E) Partenariato Globale con Paesi di Origine e Transito
Creare un partenariato che favorisca le sinergie tra migrazione e sviluppo. La migrazione dovrebbe essere una componente importante delle relazioni esterne degli Stati membri e dell'Unione europea, il che significa "considerare, nelle relazioni con i paesi terzi, la qualità del dialogo che esiste con loro sui temi dell'immigrazione".