Evoluzione del Postgravettiano: Culture e Ambiente nel Paleolitico Superiore
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Fase recente del Paleolitico Superiore: Il Postgravettiano (20.000 - 10.200 B.P.)
Il Pleniglaciale comincia circa 20.000 anni B.P. Il frazionamento dell’abitato umano mise in crisi la rete di rapporti tra i gruppi di cacciatori instauratasi con l’Aurignaziano e sviluppatasi nel Gravettiano. Si osserva una netta differenziazione culturale tra le diverse aree geografiche:
- Regioni occidentali atlantiche: Solutreano e Maddaleniano.
- Regioni mediterranee: Gravettiano occidentale ed Epigravettiano meridionale.
- Regioni orientali: Gravettiano centro-orientale ed Epigravettiano orientale.
Le condizioni ambientali e le migrazioni
Le condizioni ambientali erano spesso incompatibili con l’insediamento umano stabile. I gruppi di cacciatori della tundra che popolavano l’area migrarono verso la tundra, la steppa-tundra e le steppe dell’Europa orientale. Si formarono aree con un'alta densità di gruppi umani dove le risorse alimentari non mancavano, come nelle regioni mediterranee e nelle regioni occidentali atlantiche. In particolare, si svilupparono importanti gruppi di cacciatori di mammut nell’Europa orientale.
Il Solutreano (21.000 - 18.000 B.P.)
Tra il Belgio e la Spagna, il Solutreano si sviluppa tra 21.000 e 18.000 anni B.P. Le industrie solutreane sono caratterizzate dal ritocco plano. H. Breuil ha suddiviso il Solutreano in tre livelli principali:
- Solutreano inferiore: caratterizzato da punte a faccia piana.
- Solutreano medio: caratterizzato da punte a foglia di lauro.
- Solutreano superiore: caratterizzato da punte a foglia di salice e punte à cran.
Molti studiosi ritengono che il Solutreano costituisca un fenomeno intrusivo nel Paleolitico superiore occidentale, derivante da migrazioni di gruppi nord-orientali, meridionali o mediterranei. Secondo G. Laplace, invece, il Solutreano deriverebbe direttamente dal Gravettiano occidentale.
Il Maddaleniano e l'Aziliano
Nello schema di H. Breuil, il Maddaleniano è un'entità molto omogenea, caratterizzata sia da specifici tipi di strumenti litici sia da strumenti in osso e avorio. Nel sud-ovest della Francia, la sequenza maddaleniana copre l’intervallo tra l’interstadio di Lascaux (18.000-16.500 B.P.) e l’interstadio di Allerød (11.700-10.800 B.P.), ed è seguita dall’Aziliano (10.200 B.P.), che rappresenta la fase terminale del Maddaleniano.
Suddivisione del Maddaleniano
- Maddaleniano antico o inferiore: è caratterizzato nell’industria litica da raclettes, lamelle a dorso (spesso con l’altro margine denticolato) e triangoli scaleni; nell’industria su osso compaiono punte di zagaglia a base sbiecata e aghi.
- Maddaleniano recente o superiore: è caratterizzato dalla presenza di bulini a becco di pappagallo, bulini a becco di flauto, punte di Laugerie Basse e piccole punte à cran lungo.
La sequenza maddaleniana si chiude con l’Aziliano, dove compaiono grattatoi molto corti, punte aziliane, segmenti e triangoli ottenuti con la tecnica del microbulino. Nell’industria su materie dure animali, molto più povera di quella maddaleniana, compare un arpone corto, tozzo e piatto, e pochi denti.
Paesaggio e sussistenza nelle regioni occidentali
Nelle regioni occidentali atlantiche, il paesaggio vegetale del II Pleniglaciale würmiano e del Tardiglaciale antico è dominato dalla foresta-tundra e dalle steppe; sono tuttavia numerose le aree con paesaggio a parco e le aree di rifugio nelle valli più riparate. Il cibo più frequente è costituito da renna, antilope saiga, stambecco, camoscio, cavallo e dalla pesca ai salmoni.
I cacciatori di renna maddaleniani si spostavano ciclicamente dalla costa atlantica al Massiccio Centrale. Le abitazioni sono rappresentate da tende con una struttura di legno a livello del suolo. Sono inoltre caratteristici i grandi prenuclei maddaleniani della Francia.
I complessi Epigravettiani
I complessi epigravettiani sono considerati un prolungamento del Gravettiano. L’Epigravettiano italico (presente in Provenza, Alpi meridionali, Val Padana, Carso, Penisola italica e Sicilia) presenta una fase antica (pleniglaciale) e una fase recente (tardiglaciale).
- Epigravettiano antico: si articola in due livelli caratterizzati dalle punte a faccia piana e dalle punte à cran.
- Epigravettiano recente: mostra fenomeni diffusi in corrispondenza degli interstadi temperati del Tardiglaciale, come l’intenso sfruttamento dei nuclei, l’accorciamento dei grattatoi frontali e la comparsa di coltelli a dorso curvo su supporto laminare.
Altre caratteristiche includono la diminuzione di gravettes e microgravettes, la diffusione di lamelle e punte a dorso e troncatura, e la comparsa di segmenti e triangoli ottenuti con la tecnica del microbulino.
Clima e fauna in Italia
Durante questo periodo si registra una regressione marina. Nelle regioni tirreniche prevalsero condizioni climatiche oceaniche, mentre nelle regioni adriatiche si avverte un'influenza continentale; la Calabria e la Sicilia godono di un clima mediterraneo. La fauna cacciata comprende stambecchi, camosci e cervi nel Tirreno, mentre nell'Adriatico prevalgono stambecchi, cavalli, asini e uri. Con la deglaciazione alpina, si verificò una risalita delle fasce vegetazionali e delle faune.
L'Europa Centro-Orientale e il ruolo del Mammut
Nell’Epigravettiano dell’Europa centro-orientale il clima era rigido. I cacciatori specializzati della Pianura russa e del Danubio vivevano in accampamenti come Kostienki e Avdeevo nel Bacino del Don. In Italia, altri insediamenti rilevanti sono il Riparo Dalmeri, Monte Bordone e la Grotta di Ernesto.
Il mammut offriva la gran parte del cibo: le sue ossa venivano utilizzate come materiale da costruzione per le capanne, come combustibile per i focolari e per la creazione di strumenti, armi, ornamenti e opere d’arte. Oltre alla caccia di uccelli e alla raccolta di vegetali, si utilizzavano strumenti in pietra, materie dure animali o terracotta per la cottura.
Verso l'Olocene
Fino al Tardiglaciale würmiano l’Europa media rimase spopolata. Le acque salate del Mare del Nord entrarono nell’area del Baltico, trasformando il lago glaciale nel Mare a Yoldia (10.015 anni dal presente) e segnando l'inizio dell’Olocene. Negli interstadi di Bølling e Allerød si registra lo sviluppo delle foreste di betulla e pino nelle regioni settentrionali, con essenze termofile nelle regioni meridionali e orientali.