Evoluzione e Protezione dei Diritti Umani nel Sistema Giuridico Messicano
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I Diritti Umani nel Sistema Giuridico Messicano
Come punto di partenza, si osserva che l'essere umano, vivendo in società, ha previsto l'esistenza di norme giuridiche per regolare i rapporti sociali, al fine di cercare la pace e la giustizia sociale, ma soprattutto per fornire sicurezza e certezza legale. Nel corso della storia, molti strumenti sono stati progettati per la protezione dei diritti fondamentali delle persone; tra questi spicca la figura del mediatore e il contesto legale che ne è derivato.
L'istituto del difensore civico si è naturalizzato nei paesi latinoamericani, tra cui il Messico non fa eccezione. Tuttavia, il concetto di diritti umani è variato nel corso della storia, evolvendosi in accordo con le necessità di ciascun paese e cercando, nella maggior parte dei casi, una difesa dei diritti umani più efficace per ottenere una vita migliore nella società.
Contesto Storico: XVIII e XIX Secolo
Durante i secoli XVIII e XIX, si verificarono movimenti rivoluzionari che ebbero come asse la Francia, diffondendosi in Europa e giungendo fino alle Americhe. Da questi movimenti nacquero le lotte per l'indipendenza e la nascita delle nazioni americane stesse. I grandi principi del XVII secolo si contrapposero ai sistemi politici autoritari ed economici contro cui si reagì nel secolo successivo.
Durante il XVIII secolo, emerse chiaramente il movimento che sollevò la questione dei diritti umani, inaugurato dal Bill of Rights del 1776 in Virginia. Questi principi furono consolidati con la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino nel 1789 in Francia, incarnando le idee della Rivoluzione Francese.
Nella prima metà del XX secolo, molte costituzioni svilupparono il campo dei diritti umani includendo dati economici, culturali e sociali. È il caso della Costituzione Messicana del 1917, la prima costituzione politico-sociale al mondo, seguita dalla Costituzione di Weimar del 1919, dalla Costituzione di Spagna del 1931 e, successivamente, da quella dell'URSS del 1936, che sancì i diritti economici e sociali pur trascurando quelli civili e politici.
Riconoscimento Internazionale
A livello internazionale, questi diritti furono menzionati per la prima volta nella Società delle Nazioni, attraverso il Trattato di Versailles del 28 giugno 1919. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nella primavera del 1945, fu redatta la Carta delle Nazioni Unite, che servì come punto di partenza per la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Nel gennaio 1947, fu istituita la Commissione dei Diritti Umani dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, con la partecipazione di 18 paesi, che adottarono la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani il 10 dicembre 1948.
Bill of Rights della Virginia (12 giugno 1776)
Questo documento si compone di sedici punti, tra i quali spiccano le seguenti dichiarazioni:
- I. Tutti gli uomini sono per natura egualmente liberi e indipendenti, e non possono essere privati del godimento della vita, della libertà e della proprietà.
- II. Tutto il potere appartiene al popolo e da esso deriva.
- III. Il governo deve essere creato per il beneficio comune, la tutela e la sicurezza del popolo; la migliore forma di governo è quella capace di generare il massimo grado di felicità.
- IV. Nessuna persona o gruppo ha diritto a privilegi speciali o esclusivi dalla comunità.
- V. Il potere legislativo ed esecutivo deve essere separato e distinto da quello giudiziario.
- VI. Le elezioni dei rappresentanti del popolo devono essere libere.
- VII. La sospensione delle leggi senza il consenso dei rappresentanti del popolo è dannosa per i diritti.
- VIII. In ogni sanzione penale, l'accusato ha diritto a:
- Conoscere la causa dell'accusa.
- Affrontare accusatori e testimoni.
- Presentare prove a suo favore.
- Un processo rapido da una giuria imparziale.
- Non essere costretto a deporre contro se stesso.
- IX. Non possono essere richieste cauzioni eccessive, né inflitte pene crudeli o inusuali.
- X. I mandati di perquisizione senza prova o l'arresto di persone non identificate sono oppressivi.
- XI. La libertà di stampa è un baluardo della libertà e non può mai essere limitata.
- XII. La milizia è la difesa naturale di uno Stato libero; gli eserciti permanenti in tempo di pace devono essere evitati.
- XIII. Il popolo ha diritto a un governo uniforme.
- XIV. La libertà può essere conservata solo con un fermo impegno verso la giustizia, la moderazione e la virtù.
- XV. Tutti gli uomini hanno diritto al libero esercizio della religione.
I Diritti Umani nell'Indipendenza del Messico
Il "Bando de Hidalgo"
Il 16 settembre 1810, Don Miguel Hidalgo y Costilla invitò il popolo del Messico a combattere per l'indipendenza. A Guadalajara emanò un editto noto come "Bando de Hidalgo", che ordinava la libertà per tutti gli schiavi e il divieto di esigere tasse agli indigeni (termine che all'epoca veniva talvolta distorto per ignoranza).
Sebbene Hidalgo sia stato giustiziato un anno dopo, il movimento continuò grazie a figure come José María Morelos. I punti principali del Bando del 6 dicembre 1810 includevano:
- La liberazione degli schiavi entro dieci giorni, pena la morte per i proprietari inadempienti.
- La cessazione dei tributi pagati dalle diverse razze e dagli indigeni.
- L'uso di carta normale per gli affari giudiziari, abolendo la carta bollata.
- La libertà nella produzione della polvere da sparo.
Sentimientos de la Nación
Morelos convocò il Primo Congresso Nazionale a Chilpancingo il 14 settembre 1813, dove presentò il documento "Sentimientos de la Nación", composto da 23 punti, tra cui:
- L'America è libera e indipendente dalla Spagna e da ogni altra nazione.
- La sovranità emana dal popolo.
- Divisione dei poteri in Legislativo, Esecutivo e Giudiziario.
- La legge è superiore a ogni uomo e deve promuovere costanza e patriottismo.
- Leggi generali per tutti, senza privilegi.
- Abolizione della schiavitù e delle distinzioni di casta.
- Inviolabilità del domicilio e della proprietà.
- Proibizione della tortura.
Evoluzione Costituzionale nel XIX Secolo
Costituzione di Apatzingán (1814)
Il 22 ottobre 1814 fu promulgato il Decreto Costituzionale per la Libertà dell'America Messicana. Conteneva un capitolo sulle garanzie individuali, precursore della difesa dei diritti umani e del futuro Juicio de Amparo:
- Uguaglianza dinanzi alla legge.
- Diritto alla libertà, sicurezza, proprietà e uguaglianza.
- Presunzione di innocenza.
- Diritto di essere ascoltati in giudizio.
- Libertà di espressione e di stampa.
Costituzione del 1824 e le Sette Leggi del 1836
La Costituzione del 1824 stabilì una Repubblica Federale ma non includeva un catalogo dettagliato di diritti umani. Nel 1836, fu sostituita dalle Sette Leggi Costituzionali:
Le Sette Leggi:
- Prima Legge: Diritti e obblighi dei messicani (limiti alla detenzione, non retroattività della legge, libertà di circolazione).
- Seconda Legge: Istituzione del Supremo Potere Conservatore (divenuto poi dispotico).
- Terza Legge: Formazione del potere legislativo (bicamerale).
- Quarta Legge: Organizzazione dell'esecutivo (mandato di otto anni).
- Quinta Legge: Organizzazione del potere giudiziario.
- Sesta Legge: Divisione territoriale in dipartimenti.
- Settima Legge: Disposizioni sulla riforma costituzionale.
Costituzione dello Yucatán (1841) e Atto di Riforma (1847)
Nel 1841, nello Yucatán, Manuel Crescencio Rejón propose il progetto di costituzione che introdusse formalmente l'Amparo contro le violazioni dei diritti. Successivamente, nel 1847, Mariano Otero reintrodusse il federalismo e l'Amparo a livello nazionale per difendere le garanzie individuali.
Le Costituzioni del 1857 e del 1917
La Costituzione del 1857 dedicò per la prima volta una sezione specifica ai diritti umani, con una forte impronta giusnaturalista. Al contrario, la Costituzione del 1917 adottò un approccio più giuspositivista, stabilendo che i diritti sono riconosciuti dal testo costituzionale stesso.
La Magna Charta del 1917 introdusse il costituzionalismo sociale, con gli articoli 27 (proprietà della terra) e 123 (diritti del lavoro), segnando un passo fondamentale verso la sicurezza sociale.
Concettualizzazione e Caratteristiche dei Diritti Umani
Dottrine Principali
- Giusnaturalismo: Diritti inerenti alla natura umana, essenziali per lo sviluppo della persona.
- Giuspositivismo: Diritti enunciati nei testi costituzionali e nei trattati internazionali.
Caratteristiche Fondamentali
- Universali: Appartengono a tutti senza distinzione di razza, sesso o religione.
- Permanenti: Non hanno scadenza e devono essere costantemente rispettati.
- Progressivi: Si evolvono per soddisfare i nuovi bisogni della società.
Le Tre Generazioni dei Diritti Umani
1. Prima Generazione: Diritti Civili e Politici
Nati con la Rivoluzione Francese contro l'assolutismo. Includono il diritto alla vita, alla libertà, all'uguaglianza dinanzi alla legge e al voto.
2. Seconda Generazione: Diritti Economici, Sociali e Culturali
Derivano dalla rivoluzione industriale e sono stati pionieristicamente inclusi nella Costituzione Messicana del 1917. Includono il diritto al lavoro, alla salute, all'istruzione e alla sicurezza sociale.
3. Terza Generazione: Diritti dei Popoli e di Solidarietà
Emergono nel nostro tempo come risposta alla necessità di cooperazione internazionale. Includono il diritto alla pace, allo sviluppo, all'autodeterminazione e alla protezione dell'ambiente.
Conclusione e Quadro Normativo Attuale
Oggi, la protezione dei diritti umani in Messico si basa sull'Articolo 102, comma B della Costituzione Federale, e a livello locale sull'Articolo 78 della Costituzione di Tlaxcala. La Commissione Statale per i Diritti Umani è un organismo autonomo incaricato della protezione, promozione e diffusione di questi diritti, intesi come privilegi inerenti alla persona per permettere una convivenza pacifica e dignitosa nella società.