Fattori Psicomotori e Unità Funzionali del Cervello: Struttura e Sviluppo

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Fattori Psicomotori e Unità Funzionali: Organizzazione dell'Attività Mentale

Tutta l'attività mentale richiede una condizione minima di attenzione e vigilanza, inclusa l'attenzione selettiva e il tono corticale. Le strutture cerebrali mantengono un rapporto a due vie con la corteccia e il sistema limbico, essenziale per la regolazione dei fattori emotivi e psicomotori.

Organizzazione Gerarchica delle Funzioni

Le funzioni sono organizzate gerarchicamente e si riferiscono alle tre unità funzionali di base del cervello. I fattori sono intesi come funzioni capaci di tradurre attività complesse adattabili a specifici contributi in tutti i livelli funzionali, con attività mentale espressa nel piano psicomotorio.

Le unità funzionali sono distribuite in tre circuiti dinamici autoregolati. La gerarchia funzionale nello sviluppo del bambino è una costellazione di funzioni psicomotorie, dove ogni organizzazione contribuisce al sistema globale.

1. Fattore Psicomotorio: Tono Neurofisiologico

Secondo Luria, il primo fattore riguarda il ruolo di allerta precoce e di sorveglianza necessario per ogni attività mentale. Questo include la componente corporea della psicomotricità: la tensione attiva della struttura muscolare e di orientamento che prepara lo stato di base psicomotorio permanente, caratterizzato da una lieve contrazione in cui i muscoli striati fungono da sfondo alle attività motorie e posturali.

  • Variazioni del Tono: Una contrazione esagerata (paratonìa, catatonia) o una decontrazione a riposo (ipotonia) possono passare inosservate, sebbene esistenti (Coste, 1980).
  • Visione di Wallon (1942): Sottolinea l'importanza del tono per l'attività e lo sviluppo dell'individuo. Il tono è in relazione con gli atteggiamenti, le posture e i gesti utilizzati nel campo del rapporto umano, influenzando l'espressione organica, il ritardo mentale o la stimolazione che determinano il comportamento evolutivo individuale.

La qualità del movimento è strettamente legata alla base tonica, ovvero ai dati neurologici e alla maturazione dei nervi. La funzione tonica, che disciplina le diverse attitudini dei muscoli del corpo, costituisce la base delle emozioni. Il tono è quindi il fondamento su cui si formano atteggiamenti, posture e gesti. Queste fonti di forti emozioni e reazioni posturali preparano la rappresentazione mentale.

Il Dialogo Tonico

Ajuriaguerra (1986) descrive il Dialogo Tonico come lo scambio di informazioni corporee tra madre e neonato, che si traduce principalmente nello stato di tensione che riflette i sentimenti di piacere-dispiacere, provocando reazioni di accoglienza/rifiuto negli altri fattori.

Importanza della Funzione Tonico-Posturale: Schema-Emozione-Percezione e Attenzione sono fondamentali per l'avvio psicomotorio.

2. Strutturazione Psicomotoria: Equilibrio (Balance)

L'equilibrio è determinante per la costruzione del movimento volontario e per l'adeguamento posturale indispensabile alle condizioni gravitazionali per ogni movimento intenzionale. Si basa su:

  1. Cervelletto, nucleo vestibolare, nucleo mesencefalico (organizzazione motoria).
  2. Propriocezione (sensibilità profonda).
  3. Funzione vestibolare e Visione.
Il Sistema Posturale

Il sistema posturale è l'insieme di strutture anatomiche dirette al mantenimento delle relazioni corporee con il proprio corpo e lo spazio, al fine di ottenere posizioni che permettano un'attività definita o utile, o che permettano l'apprendimento.

Quirós e Schrager (1987) evidenziano la potenzialità del corpo: l'automatizzazione del processo di riequilibrio e mantenimento della postura esclude il corpo dal piano di coscienza. Il sistema posturale consente l'integrazione dell'apprendimento liberando la corteccia cerebrale da responsabilità di mantenimento della posizione attraverso processi automatizzati. L'attenzione e la coscienza rimangono disponibili per avviare o sviluppare nuovi processi di apprendimento psicometrici.

Fattori di 2° Unità Funzionale: Lateralità

La lateralità è legata alla specializzazione degli emisferi cerebrali.

  • Emisfero Sinistro (per Luria): Assume il ruolo nei processi mentali superiori.
  • Emisfero Destro: Diventa strumento del pensiero di base spaziale e percettivo-orientamento visivo.

L'identificazione della predominanza selettiva di un lato del corpo riflette la qualità dell'integrazione sensoriale e intra-corporea. L'asimmetria funzionale emisferica è una conquista ontogenetica nell'integrazione bilaterale del corpo: la prassi unilaterale e la lingua. È il prodotto finale di un'organizzazione centrale delle competenze di elaborazione motoria e sensoriale, che precede i simboli. Problemi organizzativi afferenti ed efferenti influenzano la sua formazione. La lateralità ha fattori innati (genetici), sebbene stress e formazione sociale possano influenzarla (Zangwill, 1975).

Cooperazione Emisferica e Sviluppo

I due emisferi cooperano nell'ontogenesi, ma si specializzano funzionalmente: uno nel contenuto simbolico, l'altro nel non-simbolico. La prepotenza emerge alla fine del primo anno, ma si manifesta fisicamente durante il periodo 4-5 anni, superando l'ambilateralità. Culturalmente, la prevalenza della destra è associata a supremazia e conservazione (attività dettagliate e nobili), mentre l'essere mancini è stato erroneamente associato a scarsa intelligenza.

Dax e Broca (1861) scoprirono la relazione tra lingua e dominanza cerebrale. L'integrazione bilaterale del corpo dipende dall'integrazione vestibolare e propriocettiva inerente al tono posturale e dall'esperienza, che promuove livelli più differenziati di elaborazione corticale: Somatognosia e Strutturazione dello Spazio e del Tempo.

Secondo Ayres (1971), la disfunzione nell'integrazione bilaterale può portare a predominio manuale, causando segnali disfunzionali sotto o inter-emisferici che intervengono sullo sviluppo psicomotorio e sulle potenzialità cognitive. L'equilibrio laterale consente l'accesso alle informazioni simboliche, solitamente gestite dall'emisfero sinistro. Nell'acquisizione del linguaggio, il cervello deve organizzarsi per lavorare prima con le informazioni tonica, tattile e cinestesica.

Lobo Parietale: Nozione del Corpo e Somatognosia

Il lobo parietale è cruciale per la nozione del corpo, integrando informazioni sensoriali globali e vestibolari, in particolare la propriocettività. Questo porta all'integrazione globale dei movimenti spaziali e alla formazione dell'immagine corporea (Somatognosia).

La somatognosia implica proiezioni somatotopiche delle informazioni all'interno del corpo: ricezione, analisi e archiviazione delle informazioni corporee, creando una coscienza strutturata e raggruppata che attende la convergenza dei fattori psicomotori, formando una costruzione multifattoriale che coinvolge il rapporto con l'altro e la dimensione del linguaggio. Risulta dall'organizzazione di percezioni semplici in costellazioni più complesse, conferendo unicità e soggettività (Costrutto psicologico, Fisher e Cleveland, 1968). Altri nomi includono: schema posturale, immagine corporea, immagine di sé.

Osservazione Psicomotoria e Apprendimento

L'osservazione psicomotoria rivela i risultati dell'organizzazione degli input sensoriali in un'immagine strutturata e interiorizzata, da cui emerge una rappresentazione mentale che costituisce un quadro di riferimento nazionale. Gioca un ruolo nella coordinazione motoria e in uno sviluppo più differenziato: l'Apprendimento.

La somatognosia rivela la capacità umana di riconoscere sé stessi come oggetto nel proprio campo percettivo, influenzando l'autostima e la fiducia in sé. Data la sua relazione con le informazioni visuo-spaziali, l'organizzazione somatognosica è coinvolta in funzioni visuo-spaziali e visuo-percettive, con rischi per le funzioni cognitive come identificazione, classificazione, integrazione del sé e autostima.

Ripercussioni Comportamentali

Compromissioni in quest'area possono manifestarsi con:

  • Distraibilità e impulsività.
  • Scarso orientamento spaziale e temporale.
  • Iperattività e ansia eccessiva.
  • Debole sequenziamento delle attività e del linguaggio.
  • Compromissione delle aree di apprendimento simbolico.

Strutturare lo Spazio-Tempo

La strutturazione dello spazio-tempo coinvolge gli analizzatori visivi e uditivi primari, secondari e terziari (temporale e occipitale).

Strutturazione Spaziale

La ricezione, elaborazione e conservazione della struttura spazio-percettivo-visiva richiede le aree visive della corteccia occipitale. La ricezione, elaborazione e archiviazione del ritmo dipendono dall'integrazione delle aree nucleari della corteccia uditiva per la dimensione intra-spaziale temporale. Ontogeneticamente, il bambino svilupperà una dimensione extra ed inter-spaziale, formando sistemi spaziali complessi.

Il bambino impara a localizzare sé stesso nello spazio o a localizzare oggetti nello spazio. Questo concetto dipende dalla nozione di lateralità del corpo. La nozione di spazio si costruisce attraverso l'interpretazione dei dati sensoriali, che non hanno un rapporto diretto con lo spazio. Il bambino impara a interpretare le informazioni sensoriali in termini spaziali e i concetti spaziali sono costruiti in termini motori e sensoriali (informazioni vestibolari, propriocettive, esterocettive in termini di spazio stabile).

La nozione interiorizzata della posizione del corpo gioca un ruolo nella realizzazione di funzioni mentali complesse, come la creazione di relazioni, somiglianze e differenze, i concetti di lavoro e l'attenzione selettiva. Lo spazio per i bambini implica l'appropriazione del linguaggio e della percezione visiva: coordinazione occhio-mano, figura-sfondo, costanza della forma sono inseparabili da elementi semantici e sintattici (proprietà degli oggetti, corpo-locomozione, percezione-rappresentazione).

Nozione Temporale

La nozione temporale si basa sulla sequenza degli eventi e sulla loro relazione temporale, essenziale per stabilire il sistema di relazioni. Il bambino è consapevole delle sue azioni, del suo passato, del presente e dell'esperienza futura anticipata. La nozione di tempo è legata all'organizzazione e al controllo del livello di attività cognitiva.

L'unità di estensione temporale è il ritmo, che implica la consapevolezza di intervalli di tempo uguali. Il ritmo è presente a livello biologico individuale, nel mondo fisico, ma è anche un requisito nel comportamento umano:

  • Udito: Riconoscimento di stimoli e coordinamento motorio.
  • Vista: Esplorazione sistematica dello spazio.
  • Apprendimento Scolastico: Lettura, scrittura, calcolo, discriminazione fonetica.

Locomozione - Corpo - Percezione - Rappresentanza

Voci correlate: