Filosofia antica: scuole presocratiche, arkhê, logos e teoria degli elementi
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Scuola ionica
La prima scuola di filosofia è la scuola ionica. Si chiama ionica perché aveva sede nella regione dell'Ionia; la capitale culturale era Mileto. Gli Ioni sono stati i primi filosofi dell'antica Grecia.
Talete di Mileto
Talete di Mileto. È stato un grande saggio, celebre anche per il teorema di Talete. Ragazza e mulini.
La scuola ionica cercava l'arkhê, cioè il «principio» (radice da cui deriva anche la parola arcaico, archeologia, ecc.), intesa come fondamento o causa prima. In particolare cercavano la fondazione della phýsis, che significa «natura»: cercavano il principio della natura. Per comprendere la natura — sia ciò che è vivo sia ciò che è inerte — i pensatori ionici proposero soluzioni che anticipano il pensiero scientifico moderno.
Talete sostenne che il principio della natura era l'acqua: dove c'è acqua c'è vita, quindi l'acqua sarebbe l'elemento comune da cui deriva tutto. Questa posizione prende il nome di monismo, perché riduce la pluralità a un unico principio.
Anassimandro
Anassimandro. Propose l'ápeiron, un ente indefinito e indeterminato: una «sostanza» non determinata, né acqua né aria né terra né fuoco, ma qualcosa di più vasto e indefinito come principio (arkhê <–> apeiron).
Anassimene
Anassimene: per lui l'arkhê era l'aria. Gli ionici erano quindi interessati a trovare un elemento primario (aria, acqua, terra, fuoco) da cui spiegare i fenomeni naturali.
Scuola pitagorica
I Pitagorici operarono soprattutto in Magna Grecia (Sicilia e Sud Italia). Il capo era Pitagora. La loro comunità aveva caratteristiche religiose e ascetiche: fu vista con sospetto, perseguitata e in alcuni casi duramente repressa.
La religione pitagorica ricevette influenze orientali e si caratterizzò per una forte pratica ascetica: l'idea della padronanza del corpo per elevare l'anima. Tra le pratiche: digiuno, pratiche di purificazione, controllo del sonno, ecc. Queste pratiche erano legate alla convinzione che l'anima fosse immortale e potesse reincarnarsi.
- Idea centrale: l'anima (soul) è immortale e migra attraverso le incarnazioni (trasmigrazione). Chi vive bene si reincarna in forme nobili; chi vive male può rinascere in forme umili (topo, ecc.).
- Dualismo: distinzione tra due principi (bene e male) e, soprattutto, tra corpo e anima: il corpo è spesso visto come la parte materiale e mortale, l'anima come la parte spirituale e immortale.
- Razionalismo: i Pitagorici valorizzarono la ragione e la conoscenza razionale come via privilegiata per comprendere la realtà.
Per i Pitagorici l'arkhê era il numero: il principio e il fondamento delle cose risiede nelle relazioni numeriche e matematiche. La realtà si può comprendere mediante rapporti numerici e proporzioni. Per questo motivo la matematica divenne per loro una vera e propria pratica spirituale, una preparazione e purificazione dell'anima per giungere alla conoscenza della realtà.
I Pitagorici furono tra i primi ad applicare la matematica allo studio della natura, in particolare alla musica e all'acustica: l'armonia musicale dipende dai rapporti numerici delle note. L'uso di numeri interi e razionali portò alla comparsa di un problema: il teorema di Pitagora mise in luce l'esistenza della radice quadrata di 2, che è un numero irrazionale, cioè non esprimibile come rapporto di due numeri interi.
Eraclito
Eraclito, di stampo monista, è noto per la sua affermazione sintetica panta rhei («tutto scorre»). Nelle sue massime la realtà è in continuo divenire: tutto cambia, tutto diventa. Egli affermava che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, perché l'acqua e lo stato delle cose sono sempre mutevoli.
Per Eraclito il logos è un principio razionale universale: «logos» significa parola, discorso, ragione, misura. Il logos è la legge di natura che rende intelligibile il cambiamento. Eraclito usa l'immagine del fuoco come principio eterno: il fuoco è simbolo di vita, trasformazione, creazione e distruzione. Il mondo è uno e unico, governato dal logos, che crea e distrugge in un ciclo continuo.
Parmenide
Parmenide introduce una netta distinzione tra verità (aletheia) e opinione (doxa). Per lui la via della verità è razionale; i sensi ingannano e forniscono solo doxa. La verità, invece, deve essere eterna e valida ovunque: non può essere soggetta al cambiamento che percepiamo con i sensi.
Parmenide sviluppa un metodo di tipo assiomatico e tautologico: parte da principi riconosciuti indubitabili e da questi deduce le conseguenze. La verità è qualcosa che non può essere negato; l'essere (l'ente) è unico, immobile, omogeneo, pieno e perfetto. Da questa concezione deriva anche la critica al cambiamento sensibile.
Tra i discepoli di Parmenide vi è Zenone, noto per i suoi paradossi che mirano a dimostrare la coerenza della posizione del maestro.
Empedocle e i pluralisti
Empedocle, esponente del pluralismo, sostenne che tutto è composto da quattro elementi fondamentali: terra, acqua, aria e fuoco. La realtà è spiegata dalla combinazione e separazione di questi elementi, governata da due forze cosmiche: Amore (che unisce e miscela) e Odio/Discordia (che separa e divide).
Secondo questa visione, la molteplicità delle cose si spiega con la diversa composizione e configurazione dei quattro elementi sotto l'azione delle due forze.
Atomisti
La corrente detta degli atomisti (da cui deriva il termine «atomos», indivisibile) sostiene che la materia è composta da particelle piccolissime e indivisibili: gli atomi. Etimologicamente «a-» (non) + «tomos» (taglio), quindi «non divisibile». Queste particelle fondamentali costituiscono tutto ciò che è materiale nel mondo.
Gli atomi sono particelle molto piccole dotate di proprietà proprie e in movimento. Per gli atomisti il movimento e le interazioni degli atomi sono sufficienti a spiegare i fenomeni naturali, senza ricorrere a principi soprannaturali: la pluralità e il cambiamento emergono dalle combinazioni, collisioni e separazioni degli atomi.
Note conclusive
Le scuole presocratiche si interrogano sulle origini e sul principio delle cose (arkhê), proponendo risposte molto differenti: dall'unità monistica (acqua, aria, fuoco, apeiron) al pluralismo degli elementi, fino all'atomismo. Emergono tematiche ricorrenti: il rapporto tra sensi e ragione, la natura del cambiamento, il ruolo della matematica e della proporzione nella comprensione della realtà, la concezione dell'anima e della vita dopo la morte.