La Filosofia Critica di Kant: Ragion Pura, Etica e Contesto Illuminista
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Immanuel Kant: Sintesi della Filosofia Critica
1) La Distinzione tra Fenomeno e Noumeno
Kant in questo testo presenta una sintesi dei contenuti generali della Critica della Ragion Pura e della sua filosofia. Indica che la nostra conoscenza teoretica o speculativa è limitata ai fenomeni della natura, dati nell'esperienza. Sottolinea che tale conoscenza non si estende al noumeno o cosa in sé, che può solo essere pensato come idea, ma non è conoscibile scientificamente. Kant afferma che il noumeno deve necessariamente esistere, perché sarebbe assurdo che le cose si manifestino senza un oggetto dietro tale manifestazione.
Kant dimostra l'utilità della distinzione tra fenomeno e noumeno, che affronta il problema della libertà umana: l'uomo come fenomeno della natura non è libero, ma in quanto essere ragionevole (noumeno) è di per sé libero. Kant rileva anche i tre postulati della ragione: la libertà, l'immortalità dell'anima e Dio. Sottolinea che la Critica della Ragion Pura ha dimostrato che questi sono concetti della ragione che non possono essere conosciuti, ma solo "pensati". Sono privi di senso nel campo della scienza, ma svolgono un ruolo importante nella sfera etica e religiosa.
2) Il Periodo Critico Kantiano e le Quattro Domande
Kant (1724-1804) è il più importante filosofo dell'età moderna. Nella sua opera convergono i due principali problemi della filosofia di questo periodo: la conoscenza umana e la libertà. Egli sintetizza i contributi del razionalismo e dell'empirismo. Kant aveva inizialmente condiviso la tesi del razionalismo dogmatico, credendo nella possibilità di una scienza metafisica, capace di conoscere l'anima, il mondo e Dio.
Dal 1781 ha inizio il cosiddetto periodo critico kantiano, in cui Kant si propone di esaminare i limiti della ragione umana dal punto di vista della scienza (ragione teoretica) e dell'etica (ragione pratica). Nel periodo critico, le questioni fondamentali della filosofia si riassumono in quattro domande:
- Che cosa posso sapere?
- Cosa devo fare?
- Cosa mi è lecito sperare?
- Che cosa è l'uomo?
Per rispondere, Kant utilizza il metodo critico.
A) L'Uso Teoretico della Ragione: La Teoria della Conoscenza di Kant
Kant risponde alla prima di queste domande nella Critica della Ragion Pura (1781), dove ha studiato l'uso teoretico della ragione. La questione più importante è se la metafisica sia una scienza. Se lo fosse, non avrebbe limiti di conoscenza; se non lo fosse, avrebbe limiti ben definiti. Per scoprirlo, Kant esamina le condizioni che soddisfano la matematica e la fisica. Entrambe sono scienze perché sono capaci di formulare leggi scientifiche, o "giudizi sintetici a priori", che espandono la nostra conoscenza e sono universalmente e necessariamente veri.
Anche se tutta la nostra conoscenza inizia con l'esperienza, non tutta la conoscenza deriva da essa, ma deve essere in parte fissata dalla mente del soggetto. Kant riesce a sintetizzare l'empirismo e il razionalismo nell'idealismo trascendentale: la sensibilità fornisce il dato materiale dai sensi, che la mente del soggetto organizza tramite strutture a priori (la "rivoluzione copernicana"). Kant sostiene che il fattore decisivo nella conoscenza è la mente del soggetto.
Le Facoltà Mentali Coinvolte nella Conoscenza
Nel processo di conoscenza sono coinvolte tre facoltà mentali: la sensibilità, l'intelletto e la ragione.
- La Sensibilità: Attraverso le intuizioni pure di spazio e tempo, organizza il caos delle sensazioni, costruendo la nostra rappresentazione mentale dell'oggetto (il fenomeno).
- L'Intelletto: Tramite le categorie, organizza il caos fenomenico, permettendoci di conoscere le leggi della natura. Kant è chiaro sul fatto che conosciamo solo i fenomeni, perché sono organizzati nello spazio-tempo, mentre il noumeno può essere pensato, ma non è conosciuto, poiché non ne abbiamo esperienza.
- La Ragione: È l'ultima facoltà coinvolta nella conoscenza, che pensa attraverso le idee.
Le Idee della Ragione e il Limite della Metafisica
Le principali idee della ragione sono:
- L'Anima: Idea che unifica i fenomeni della nostra esperienza interiore.
- Il Mondo (Cosmo): Idea che unifica i fenomeni della nostra esperienza esterna.
- Dio: Concetto che unifica i fenomeni della nostra esperienza, sia a livello interno che esterno.
Queste idee si riferiscono ai noumeni. Le idee della ragione segnano il limite della nostra conoscenza: si conclude che la metafisica non può essere scientificamente fondata e deve essere abbandonata come scienza teoretica.
B) L'Uso Pratico della Ragione: L'Etica di Kant
L'analisi dell'uso pratico della ragione è trattata nella Fondazione della Metafisica dei Costumi e nella Critica della Ragion Pratica. L'unico criterio che determina il valore morale di un'azione è la buona volontà, che si basa sul dovere piuttosto che sull'interesse personale.
Kant ha proposto l'etica formale, che scopre nella ragione del soggetto una legge morale astratta e universalmente valida: l'imperativo categorico, che comanda in modo assoluto come comportarsi. La sua formulazione principale è:
"Agisci solo secondo quella massima per mezzo della quale puoi volere, nello stesso tempo, che essa divenga legge universale."
L'individuo è libero nella sfera morale, perché è autonomo, obbedendo alla sua stessa legge. La virtù è il desiderio di agire sempre per dovere. La condotta virtuosa richiede il rispetto per tutte le persone, che fanno parte del Regno dei Fini, ossia la sfera dei rapporti morali tra soggetti razionali, che devono avere rispetto reciproco.
I Postulati della Ragion Pratica
Per Kant, l'etica pone la religione come un possibile complemento in cui giocano un ruolo importante le idee della ragione come postulati della ragione pratica. La sua etica culmina nella formulazione dei tre postulati:
- La Libertà.
- L'Immortalità dell'Anima.
- Dio.
Nella Critica della Ragion Pura, Kant aveva dimostrato che questi sono noumeni, impenetrabili alla conoscenza scientifica, ma essi costituiscono il vero senso della morale o idee pratiche, dando un ruolo fondamentale all'uso pratico della ragione.
3) Il Contesto Storico: L'Illuminismo
L'Illuminismo è stato un vasto movimento intellettuale che ha avuto inizio in Inghilterra nel XVII secolo. Questo movimento ha raggiunto il suo culmine con due fatti storici: l'Indipendenza degli Stati Uniti (1776) e la Rivoluzione Francese (1789), che pose fine all'Ancien Régime. L'Illuminismo cercava di diffondere la "luce" della ragione contro il dogmatismo, la superstizione e il fanatismo; per questo motivo, il XVIII secolo è chiamato "Secolo dei Lumi".
Caratteristiche Principali dell'Illuminismo
- A) Sfera Religiosa: L'Illuminismo sostenne la tolleranza religiosa. Molti illuministi, come Voltaire e Rousseau, sostenevano il deismo o religione naturale, la teoria secondo cui la ragione naturale è alla base della credenza nell'esistenza di un Dio creatore del mondo. La religione naturale si oppone alle religioni dogmatiche (rivelate).
- B) Scienza e Filosofia: Gli illuministi erano sostenitori della scienza sperimentale, mentre disprezzavano la metafisica razionalista. Condividevano la concezione della scienza proposta da Newton nei suoi Principi matematici della filosofia naturale (1687). Altri scienziati di punta del Settecento furono Lavoisier, Laplace e Adam Smith, creatore dell'economia politica.
- C) Campo Socio-Politico: Il quadro di riferimento rimase il liberalismo come ideologia della nascente borghesia. L'ascesa sociale della borghesia fu aiutata dagli inizi della Rivoluzione Industriale, che promosse lo sviluppo dell'economia capitalistica.
- D) Arte e Ideali: La nobiltà rifletteva la sua concezione della vita nell'arte Rococò, mentre gli ideali borghesi si proiettavano nel Neoclassicismo.
- E) Sistema Politico: Il sistema politico prevalente nella maggior parte delle nazioni europee era il dispotismo illuminato (es. Federico II di Prussia, il "re filosofo").
- F) Ideale di Progresso: Kant, nel suo saggio Per la Pace Perpetua (1795), sollevò la necessità di istituire una futura Lega delle Nazioni, che avrebbe posto fine alla rivalità tra gli stati.
- G) Valori Fondamentali: Il movimento illuminista si focalizzò sugli ideali di tolleranza, cosmopolitismo e rispetto della dignità umana, promossi dall'Enciclopedia francese di Diderot e d'Alembert.
Secondo Kant, l'Illuminismo è il processo attraverso il quale lo spirito umano, tramite l'istruzione e la cultura, trova il coraggio di usare la ragione in maniera autonoma.