La Filosofia di Kant: Epistemologia, Etica e il Contratto Sociale a Confronto

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Etica e Politica in Kant

Kant, come Platone e Aristotele, crede che l'etica e la politica debbano andare di pari passo. Kant aggiunge che la legge è necessaria per il pieno sviluppo (sociale e individuale).

La Teoria della Conoscenza Kantiana

Per quanto riguarda la teoria della conoscenza, preoccupazione fondamentale della filosofia moderna, Kant opera una sintesi tra l'empirismo di Hume e il razionalismo di Cartesio.

Sintesi Critica: A Priori e A Posteriori

Egli dà ragione a Hume, rilevando che tutto comincia con i sensi, ma sostiene anche, come Cartesio, che non tutto ciò che è nella conoscenza deriva dall'esperienza. Questa sintesi critica, come la chiama Kant, afferma che la conoscenza si basa su un mix di:

  • Esperienza (ciò che egli chiama a posteriori).
  • Ciò che non proviene dall'esterno del soggetto, ma è inerente all'esperienza stessa (a priori).

Il Modello Scientifico e i Giudizi Sintetici a Priori

Per la teoria della conoscenza, Kant prende come modello la conoscenza scientifica delle scienze fisico-matematiche di Newton. Secondo Kant, tale conoscenza è resa possibile dalla miscela di giudizi analitici e sintetici, ovvero i giudizi sintetici a priori.

Ciò significa che la scienza newtoniana possiede:

  • Le caratteristiche universali e necessarie dei giudizi analitici (veri in tutti i casi).
  • La capacità di fornire una conoscenza approfondita e non tautologica, caratteristica dei giudizi sintetici.

Il Contratto Sociale: Hobbes, Rousseau e Kant

Mentre per Aristotele la società e lo Stato sorgono spontaneamente, in quanto l'essere umano è per natura socievole, per Thomas Hobbes, Rousseau e Kant la socialità deriva da un patto, un contratto sociale. Per questi pensatori contrattualisti, lo stato naturale dell'uomo è una condizione pre-sociale. Tuttavia, tra questi tre pensatori esistono differenze significative:

Hobbes: La Guerra di Tutti Contro Tutti

Hobbes ipotizza che lo Stato di Natura sia una condizione di guerra continua di tutti contro tutti, riassunta nella massima: «homo homini lupus est» (l'uomo è un lupo per l'uomo). Egli riteneva che questa situazione insostenibile costringesse l'uomo a stabilire un patto sociale per preservare la propria vita e istituire la proprietà privata. Questo accordo è chiaramente artificiale, poiché l'uomo è per natura antisociale e solitario.

Rousseau: Dallo Stato Felice alla Disuguaglianza

Rousseau, invece, pensa che nello Stato di Natura gli esseri umani vivessero allo stato brado, non essendo né buoni né cattivi (amorali). Egli supponeva che fosse un tempo felice per l'umanità, in cui non esistevano differenze significative. Ma con lo sviluppo dell'agricoltura e l'estrazione mineraria, nacque la proprietà privata, dando inizio alla disuguaglianza tra gli uomini. Pertanto, anche per Rousseau, fu necessario l'emergere di un contratto sociale, anch'esso considerato artificiale.

Kant: L'Obbligo Morale di Uscire dalla Libertà Selvaggia

Per Kant, lo Stato di Natura è uno stato di «libertà selvaggia e senza legge», in cui l'uomo vive sotto la minaccia della violenza, poiché ognuno agisce secondo i propri istinti. Kant ritiene che il contratto sociale sia il primo obbligo morale che gli individui si impongono per uscire dallo Stato di Natura e cercare la pace, la giustizia e la libertà.

Metafisica e Fondamento della Morale

Per quanto riguarda il concetto di metafisica, Kant dà ragione a Hume, sottolineando che la metafisica fallisce nel suo tentativo di diventare una scienza, respingendo il tentativo di equipararla alla matematica o alla fisica. Tuttavia, Kant ritiene che la metafisica non possa essere condannata, anche se non fornisce risposte scientifiche alle nostre domande.

Kant afferma che la metafisica è diventata il fondamento della morale, in opposizione alla teoria morale di Hume (l'emotivismo), la quale sostiene che la ragione non è in grado di influenzare il comportamento, ma sono i sentimenti a spingerci ad agire in un modo o nell'altro.

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