Filosofia Moderna: Il Dibattito tra Razionalismo ed Empirismo

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Caratteristiche generali della Filosofia Moderna

Lo sfondo storico: XVII - XVIII secolo

Il periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo è un'epoca di profondi scontri tra i paesi europei e di grande espansione coloniale. Lo Stato moderno si consolida e il sistema politico dominante è la monarchia assoluta. La borghesia commerciale emerge come classe dirigente, favorendo un grande sviluppo economico e sociale.

Il contesto culturale e filosofico

Nel secolo del Barocco assistiamo alla nascita e allo sviluppo della scienza moderna come forma di conoscenza autonoma. La scienza si separa definitivamente dalla filosofia, progredendo rapidamente. I filosofi moderni nascono in risposta a questo rapido progresso scientifico, ponendo al centro della loro riflessione il problema della conoscenza.

Le domande fondamentali riguardano il modo in cui conosciamo le cose: l'origine, i tipi, i metodi per ottenere una conoscenza vera, la validità, i limiti e la giustificazione del sapere. Si diffonde la fiducia nella ragione per spiegare ogni interrogativo. In questo periodo, tutti i filosofi risentono dell'influenza di Cartesio, sia per sostenerlo che per criticarlo. Il pensiero si divide in due grandi correnti:

CaratteristicaRazionalismoEmpirismo
Area GeograficaContinentale (Europa)Britannica
Fonte della ConoscenzaLa ragione è la fonte principaleEsperienza sensoriale (i sensi)
Contenuti della MenteIdee innate (a priori), indipendenti dall'esperienza. Conoscenza illimitata.Idee acquisite attraverso l'esperienza. Conoscenza limitata.
MetodoDeduzioneInduzione
Modello ScientificoMatematicaFisica

Il contenuto della mente in Locke e Hume

John Locke: Definizione e tipi di idee

Per Locke, il termine "Idea" comprende tutto ciò che conosciamo o percepiamo. Le idee si dividono in:

  • Idee Semplici: Non possono essere divise e la mente le riceve passivamente dal mondo.
    • Idee di sensazione: Derivano dall'esperienza esterna (qualità primarie come forma e dimensione; qualità secondarie come colori e sapori).
    • Idee di riflessione: Derivano dall'esperienza interiore (pensare, dubitare, percepire).
    • Idee concomitanti: Nascono dall'unione di sensazione e riflessione.
  • Idee Complesse: Prodotte attivamente dalla mente combinando idee semplici. Si dividono in modi, relazioni e sostanze (idee generali o universali).

David Hume: Impressioni e idee

Hume propone una classificazione differente. Chiama percezioni tutti i contenuti mentali e distingue tra:

  • Impressioni: Percezioni attuali, immediate e intense colte dai sensi.
  • Idee: Rappresentazioni o copie sbiadite delle impressioni rimaste nella mente.

Le impressioni possono essere di sensazione (esterne) o di riflessione (interne). Entrambe possono essere semplici o complesse. Hume stabilisce che le idee si associano secondo tre leggi: somiglianza, contiguità nel tempo e nello spazio, e causa ed effetto.

Il problema della causalità in Hume

La nostra conoscenza dei fatti si riduce alle impressioni. Hume afferma che non possiamo avere conoscenza certa di eventi futuri. Per illustrare la critica al nesso di causalità, usa l'esempio delle palle da biliardo. Egli individua tre circostanze nel rapporto causale:

  1. Vicinanza nel tempo e nello spazio tra causa ed effetto.
  2. Priorità temporale della causa.
  3. Congiunzione costante tra i due eventi.

Tuttavia, Hume nota che non esiste una connessione necessaria osservabile. La filosofia precedente considerava la causalità un legame reale e necessario, ma Hume mette in dubbio questa certezza. Il principio di causalità è valido solo se applicato all'esperienza passata; non abbiamo impressioni del futuro. La credenza nella causalità è frutto dell'abitudine e dell'immaginazione, non di una legge intrinseca delle cose.

La critica dell'idea di sostanza nell'empirismo

John Locke

Locke critica il concetto di sostanza definendola come una collezione di idee semplici che uniamo sotto un unico nome. Supponiamo l'esistenza di un sostrato che supporti tali qualità, ma esso rimane inconoscibile. La sostanza è un bisogno psicologico, non una realtà conoscibile.

George Berkeley

Berkeley estremizza l'empirismo negando l'esistenza del mondo materiale (immaterialismo). Per Berkeley, l'essenza delle cose consiste nel loro essere percepite: "esse est percipi". Non esiste una sostanza materiale, ma solo menti (spiriti) che percepiscono e idee percepite. Le impressioni sono imposte alla nostra mente da Dio.

David Hume

Hume utilizza il principio di copia per smantellare i pilastri della metafisica cartesiana: Io, Dio e Mondo. La sostanza non corrisponde a nessuna impressione specifica; è solo una collezione di idee semplici unificate dall'immaginazione per comodità linguistica. Pertanto, il concetto metafisico di sostanza è privo di valore conoscitivo.

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