La Filosofia di Platone: Dalla Teoria delle Idee all'Utopia Politica

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La Dottrina Centrale: La Teoria delle Idee

Secondo quanto Platone racconta nella sua Settima Lettera, egli fu spinto a dedicarsi alla filosofia a causa del suo coinvolgimento nella politica. Da qui deriva la sua distinzione fondamentale: esistono due mondi distinti:

  • Il mondo sensibile, rivelato ai sensi.
  • Il mondo intelligibile, accessibile solo al nous (intelletto).

L'unico mondo veramente reale è il mondo intelligibile, poiché in esso risiede l'essenza delle cose sensibili: le Idee (chiamate anche Forme o Essenze). Le Idee sono i modelli perfetti delle cose del mondo sensibile; sono le cose stesse nel loro stato ideale di perfezione. Ogni Idea è l'unità di qualcosa che nel mondo sensibile appare come molteplice. Non sono semplici concetti, ma l'oggetto del concetto, la realtà oggettiva che il concetto denota. Sono anche l'oggetto della definizione e, di conseguenza, della scienza. Le Idee sono colte con l'occhio interiore.

Caratteristiche e Gerarchia delle Idee

Ciascuna delle Idee possiede le caratteristiche dell'essere di Parmenide:

  • Eternità.
  • Semplicità e indivisibilità.
  • Immutabilità.
  • Limitazione.

Come abbiamo visto, esse sono l'essenza delle cose, ciò per cui una cosa particolare è ciò che è, ma sono indipendenti dalle cose stesse, poiché risiedono nel mondo intelligibile. Questo mondo presenta una gerarchia:

  1. Al vertice si trova l'Idea del Bene.
  2. Seguono le Idee di Sapienza, Essere, Bellezza e Giustizia.
  3. Al terzo livello si trovano le Idee matematiche (ad esempio, l'Idea di uguaglianza, unità, dualità, triangolarità, ecc.).
  4. Infine, le Idee relative agli enti sensibili.

Esiste anche un rapporto di partecipazione (koinonia) tra le Idee: le Idee inferiori partecipano a quelle superiori e tutte partecipano all'Idea del Bene. La teoria delle Idee è complessa e solleva problemi riguardanti la loro natura, il loro rapporto con le cose e il rapporto tra le Idee stesse. Platone affronta questi temi nei suoi cosiddetti Dialoghi Critici: Parmenide, Teeteto, Sofista e Politico.

Epistemologia Platonica: I Gradi della Conoscenza

Per Platone, conoscere significa conoscere l'universale, e le Idee sono universali. In linea con Parmenide, che distingueva tra il sentiero della verità e il sentiero dell'opinione, Platone distingue tra la conoscenza del sensibile, che è solo opinione (doxa), e la conoscenza intelligibile, che è vera scienza (episteme). La possibilità di conoscere le Idee si basa su tre aspetti essenziali della Teoria delle Idee:

  1. Le cose imitano o partecipano alle Idee.
  2. L'anima è una realtà immateriale o spirituale che si colloca tra le cose e le Idee.
  3. Le Idee sono organizzate in una gerarchia.

Da questi presupposti, Platone propone due tipi di spiegazione per la conoscenza: una di tipo mitico (la teoria della reminiscenza) e una spiegazione scientifica (la dialettica).

La Teoria della Reminiscenza (Anamnesi)

Secondo la teoria della reminiscenza, conoscere è ricordare (anamnesi). L'anima, prima di incarnarsi nel corpo, ha contemplato il mondo delle Idee. Una volta incarnata, la percezione delle cose nel mondo sensibile (che sono copie delle Idee) le fa ricordare l'originale. La conoscenza sensoriale offre l'opportunità di produrre la memoria, l'anamnesi, e quindi di ricondurre la molteplicità delle sensazioni all'unità dell'Idea.

La Dialettica

La dialettica è il processo attraverso il quale il filosofo accede al mondo intelligibile e comprende come le Idee sono correlate tra loro.

I Gradi della Conoscenza (La Linea Divisa)

Platone ritiene che la conoscenza del sensibile non sia conoscenza autentica. Egli distingue quattro gradi, suddivisi in due categorie principali:

A) L'Opinione (Doxa) – Conoscenza Sensibile

  1. La Congettura o Immaginazione (Eikasía)

    È la conoscenza delle ombre, delle immagini e dei riflessi delle cose sensibili, dei personaggi della mitologia, delle invenzioni dei poeti e della narrativa in generale. Questo tipo di conoscenza non è dimostrabile.

  2. La Credenza o Fede (Pistis)

    È la conoscenza delle cose sensibili immediatamente evidenti, come gli oggetti d'arte o i prodotti della natura. Queste cose sono copie imperfette delle Idee e non sono né dimostrabili né colte per intuizione.

B) La Scienza (Episteme) – Conoscenza Intellettuale

  1. La Ragione Discorsiva (Dianoia)

    Ci fornisce la conoscenza degli oggetti matematici, che sono enti intermedi tra il mondo sensibile e quello intelligibile, in quanto, come le Idee, sono eterni. Tuttavia, come gli enti sensibili, ne esistono molti per ogni specie. La conoscenza di queste entità è data nell'intuizione, attraverso il nous, ma è necessario anche usare immagini, il che implica un certo intervento dei sensi.

    Poiché Platone considera gli enti matematici a metà strada tra i due mondi, egli vede la conoscenza matematica come preparazione per l'accesso alla vera conoscenza: la conoscenza delle Idee. Per questo si dice che sul frontespizio dell'Accademia si potesse leggere: “Non entri chi non conosce la geometria”.

  2. La Ragione Intuitiva (Noesis)

    Ci fornisce la conoscenza delle Idee, che sono conosciute direttamente, tramite un'intuizione intellettuale, senza alcun intervento dei sensi. Il processo procede discendendo: dall'Idea suprema si collegano tutte le altre. Questo stabilisce la comunicazione (koinonia) e la connessione (symploké) tra le Idee, permettendo una visione adeguata del mondo intelligibile. Il metodo discendente, o diairesi (divisione), è l'analisi che ci permette di comprendere il molteplice.

L'Eros come Dialettica Emozionale

L'Amore (Eros) è anch'esso un processo ascendente, una dialettica emozionale. Nell'amore, le cose sensibili servono come punti di partenza (hypothéseis) per l'Idea, poiché partecipano all'Idea di Bellezza in vario grado. L'amore platonico è l'ascesa alla Bellezza: l'anima, ricordando la bellezza del mondo intelligibile, desidera volare verso di esso.

L'Essere Umano e l'Antropologia Dualistica

La concezione platonica dell'essere umano è influenzata dall'Orfismo e dal Pitagorismo: Platone ritiene che l'uomo sia un composto di un corpo materiale e mortale, e di un'anima immateriale e immortale. Troviamo in Platone un'antropologia dualistica, che funge da base per la sua teoria della conoscenza e per la sua teoria politica. Per sviluppare la sua teoria dell'anima, Platone utilizza frequentemente il mito.

Le Tre Parti dell'Anima e le Loro Virtù

L'anima è divisa in tre parti, ciascuna situata in una diversa regione del corpo e associata a una virtù specifica:

  1. Anima Razionale (Nous o Logos)

    È immortale, intelligente, di natura divina e si trova nel cervello. La sua virtù propria è la Saggezza o Prudenza, che le permette di contemplare le Idee.

  2. Anima Irascibile (Thumos)

    È fonte di passioni nobili, come il coraggio. È situata nel torace ed è mortale, essendo inseparabile dal corpo. La sua virtù è la Fortezza, che le permette di superare le difficoltà nell'ascesa al mondo delle Idee.

  3. Anima Concupiscibile o Appetitiva (Epithymia)

    È fonte di desideri e passioni vili. Si trova nell'addome ed è mortale. La sua resistenza impedisce la contemplazione delle Idee. La sua virtù è la Temperanza, che domina gli appetiti del corpo.

Nel Fedro, l'unione dell'anima con il corpo è presentata come accidentale: è la punizione per un errore morale, per essersi allontanata dai valori eterni. La Giustizia nell'individuo è l'equilibrio raggiunto quando la ragione guida l'anima irascibile e, di conseguenza, domina la concupiscibile.

La Teoria Politica: Lo Stato Ideale (Polis)

La teoria politica di Platone si inserisce in un vasto movimento di critica alla democrazia. Egli ritiene che la politica sia una scienza e che il suo scopo sia rendere i cittadini giusti. Per raggiungere la giustizia, Platone progetta la polis ideale, un'utopia politica basata sulle differenze naturali tra gli esseri umani.

Principi Fondamentali dello Stato

Questa utopia si fonda su due principi:

  1. Il principio di corrispondenza strutturale tra l'anima e lo Stato.
  2. Il principio di specializzazione funzionale di ciascun settore, in parallelo alle parti dell'anima.

Le Classi Sociali e le Loro Virtù

Ogni classe sociale ha una funzione specifica (governo, difesa, produzione) e corrisponde a una parte dell'anima e alla sua virtù:

  • Filosofi-Governanti: Corrispondono all'anima razionale. La loro virtù è la Prudenza (Saggezza).
  • Guardiani (Difensori): Corrispondono all'anima irascibile. La loro virtù è la Fortezza (Coraggio).
  • Artigiani e Agricoltori (Produttori): Corrispondono all'anima concupiscibile. La loro virtù è la Temperanza.

La Giustizia nella città, come nell'individuo, è l'armonia tra le tre classi, basata sul fatto che ciascuna parte svolga il suo legittimo ruolo.

Misure Necessarie per la Città Ideale

Per realizzare questa città ideale, Platone ritiene necessario:

  • Istruzione: Lo Stato deve essere responsabile dell'educazione dei cittadini.
  • Eugenetica: I migliori devono procreare insieme.
  • Abolizione della proprietà privata e della famiglia: Nelle due classi superiori (governanti e guardiani).
  • Uguaglianza tra donne e uomini: Platone ritiene che i doni naturali siano distribuiti equamente tra i sessi, e che le donne abbiano solo meno forza fisica rispetto agli uomini.

La Nozione di Dio e il Demiurgo

La parola greca theos e la parola italiana “Dio” non sono equivalenti. Per un greco, theos è un predicato: un greco può dire che l'amore è theos. Nella tradizione cristiana, Dio ha due aspetti: statico e dinamico.

L'Aspetto Statico: L'Idea del Bene

In Platone, la realtà ultima (l'aspetto statico) sono le Idee o Forme. L'Idea del Bene, che si identifica con l'Idea di Bellezza o l'Uno, rappresenta la forma più alta dell'essere.

L'Aspetto Dinamico: Il Demiurgo

Per quanto riguarda l'aspetto dinamico della nozione di Dio, nel Timeo Platone introduce la figura del Demiurgo (artigiano o agente divino) per spiegare l'origine del mondo sensibile, che è in perpetuo divenire. È necessario introdurlo perché, secondo Platone, ciò che è generato deve avere una causa. Il Demiurgo è la ragione divina che opera nell'universo, ma non ha nulla a che fare con un Dio creatore ex nihilo: egli plasma una materia preesistente. Inoltre, non è onnipotente, poiché non può subordinare completamente la materia al suo volere.

Voci correlate: