Fondamenti di Antropologia Culturale: Definizione, Socializzazione e Diversità

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Cultura e Antropologia

L'antropologia ha iniziato a studiare la cultura nel XIX secolo ed è la scienza responsabile dello studio delle culture umane.

Definizione di Cultura

L'antropologo Edward Burnett Tylor definì la cultura come: "un insieme complesso che comprende conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, le consuetudini e le altre capacità acquisite dall'uomo in quanto membro della società". Tuttavia, non tutti gli antropologi concordano. Mosterín, ad esempio, afferma che la cultura è "l'informazione trasmessa tra animali dello stesso tipo tramite apprendimento sociale".

Cultura e Istinto negli Animali

Gli animali, durante la loro evoluzione, hanno sviluppato un insieme di istinti che permettono loro di sopravvivere. Pertanto, il comportamento dell'animale è programmato dal suo codice genetico. Eppure, ci sono animali che sono in grado di imitare per sopravvivere; questo è particolarmente vero quando sono giovani. In questi casi, si parla di protocultura, un termine che deve essere distinto dalla cultura umana. Questo apprendimento giovanile viene spesso perso una volta raggiunta l'età adulta.

Necessità della Cultura per l'Essere Umano

L'essere umano non si basa solo sugli istinti, ma sviluppa strategie per necessità. La prova è la sua capacità di sopravvivere in contesti molto diversi, grazie alle caratteristiche della società umana. Ad esempio, di fronte al pericolo di un attacco da parte di un altro essere umano, non è l'istinto di sopravvivenza a prevalere, ma la strategia.

Poiché non abbiamo istinti innati sufficienti, abbiamo la necessità di creare strategie per superare i nostri problemi. Alla nascita, gli esseri umani non hanno alcun tipo di istinto sviluppato e hanno bisogno degli altri per sopravvivere. Crescendo, acquisiamo tali strategie. La neotenia è un fenomeno che indica che, in quanto specie, continuiamo ad apprendere costantemente.

Il Processo di Socializzazione

Come accennato in precedenza, gli esseri umani nascono incompleti e hanno bisogno di contatto con altri esseri umani per sopravvivere e imparare. Una delle prime cose che impariamo è lo sviluppo del pensiero e del linguaggio. Grazie a questi, l'essere umano comprende il mondo e sviluppa strategie di sopravvivenza. Questo apprendimento, che si verifica per tutta la vita, è definito dalla società come processo di socializzazione.

Fasi della Socializzazione

Il processo di socializzazione si articola in diverse fasi:

  • Socializzazione Primaria: Comprende circa i primi cinque anni di vita. Durante questa fase, l'essere umano acquisisce gli apprendimenti più importanti in un contesto eminentemente familiare. Sono fondamentali le manifestazioni di affetto e gli "altri significativi" per il bambino. Una caratteristica di questa fase è che il bambino imita i ruoli adulti, preparandosi così a interpretarli in futuro (ad esempio, giocando con le bambole).
  • Socializzazione Secondaria: Dura tutto il resto della vita di un essere umano. In questa fase possono cambiare i modelli di comportamento appresi in precedenza. Comprende tutti i tipi di apprendimento e di crescita che avvengono quando l'individuo entra a far parte di nuovi settori della società (a scuola o al lavoro). In questo gruppo, la socializzazione tra pari (gli amici) ha una grande influenza.
  • Risocializzazione: Consiste nel re-internalizzare un'altra cultura, ovvero un modo diverso di concepire il mondo. Si tratta di un apprendimento che ristruttura tutto ciò che è stato appreso in precedenza. È tipica di coloro che soffrono una crisi personale o che devono adattarsi a un nuovo stile di vita (es. i migranti).

Agenti di Socializzazione

Il processo di socializzazione si svolge in gruppi o mezzi di comunicazione, noti come agenti di socializzazione, che consentono o impongono apprendimenti diversi. Così, dalla famiglia si apprendono modelli di comportamento e valori; nel cerchio di amicizia, si esplorano le norme di comportamento. Altri agenti fondamentali sono la scuola e i mass media.

Diversità Culturale e Multiculturalismo

A differenza della natura umana, che è universale, le diverse culture sono uniche. Anche i tratti considerati universali, comuni a tutte le culture, vengono interpretati in modo diverso a seconda del contesto culturale. Tuttavia, le culture non sono compartimenti stagni: si mescolano, si contaminano e si modificano. Questo processo genera il multiculturalismo, ovvero la convivenza di culture diverse in un unico spazio, un fenomeno comune sia oggi che nel corso della storia.

L'Etnocentrismo

L'etnocentrismo è un atteggiamento nei confronti della differenza culturale, basato sulla convinzione che la propria cultura sia l'unica adeguata e persino superiore a qualsiasi altra. Questa è stata storicamente la posizione adottata dalle culture imperialiste nell'invadere altre nazioni. Infatti, in questa visione, le popolazioni native sono considerate barbare e selvagge, o mentalmente inferiori rispetto allo sviluppo della propria cultura.

Un chiaro esempio di etnocentrismo è stata la conquista dell'America da parte degli spagnoli. La conseguenza di questo atteggiamento è identificare lo sviluppo culturale esclusivamente con la propria cultura. Quindi, tutto ciò che è straniero viene ritenuto irrazionale e primitivo. Il modello da seguire è il proprio e non quello degli altri.

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