Fondamenti della Conoscenza Filosofica: Dal Dogmatismo al Prospettivismo
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Il Dogmatismo e la Possibilità della Conoscenza
Il dogmatismo rappresenta storicamente l'approccio al problema della possibilità della conoscenza. Con il termine "dogma" si intende un parere non fondato. In Grecia venivano chiamati "filosofi dogmatici" coloro che cercavano soprattutto di stabilire la verità e la conoscenza come vere e definitive, senza ritenere necessario effettuare un esame preliminare delle stesse. Il dogmatismo è l'atteggiamento naturale dell'essere umano.
Tendiamo a pensare che le cose siano distinte e separate dall'essenza del fatto che l'uomo le conosca o meno; quando conosciamo, crediamo di catturare l'essenza senza contribuire in nulla, come uno specchio che riflette la realtà senza che essa sia invariata o modificata dal dogmatismo. Che questo sia il normale stato dell'intelligenza umana è dimostrato, ad esempio, dal fatto che la maggior parte degli esseri umani è convinta che ciò che vede e tocca siano gli oggetti reali nel mondo.
Il dogmatismo è il normale stato dell'intelligenza umana perché l'uomo tende naturalmente e spontaneamente a liberarsi dei dubbi e delle incertezze; abbiamo bisogno di certezze perché non è possibile vivere in un dubbio permanente. Autori come Aristotele mantennero una semplice interpretazione della conoscenza stessa. Allo stesso modo, dobbiamo considerare che tutti i filosofi dogmatici hanno sostenuto che la capacità di conoscere dell'essere umano sia illimitata. Cartesio sarebbe un esempio unico di pensatore dogmatico per la sua fiducia incrollabile nella capacità illimitata di conoscere dell'essere umano.
Lo Scetticismo: Il Dubbio come Posizione Filosofica
Lo scetticismo è la posizione opposta al dogmatismo. Lo scettico crede che non sia possibile una conoscenza di base, il che rende impossibile dimostrare con certezza la verità su tutto. I più scettici radicali (come Gorgia) si spinsero fino a negare l'esistenza stessa della conoscenza.
Lo scetticismo sorge quando si prende atto di un fatto: l'esistenza di diversi punti di vista per quasi tutte le domande che gli esseri umani si pongono. Esso rileva che molte di queste opinioni non sono solo differenti, ma sono, in realtà, opposte. Non possono essere tutte vere, ma tutte possono essere difese da un ragionamento o da argomenti coerenti supportati da prove empiriche. Lo scettico non può sfuggire alla considerazione finale del dubbio, ritenendo che la conoscenza oggettiva sia irraggiungibile. Possiamo solo esprimere opinioni, rinunciando all'acquisizione di verità universali.
Teorie a Sostegno dello Scetticismo
Per giustificare la loro posizione, gli scettici propongono diverse teorie:
- a) Il fatto è di per sé irrazionale e incognoscibile.
- b) La realtà è razionale e conoscibile, ma la capacità di conoscere dell'essere umano è inadeguata o limitata.
Il forte scetticismo greco ebbe una rinascita nel Rinascimento con figure come Michel de Montaigne e Francisco Sanchez, entrambi influenzati dallo scetticismo di Pirrone (radicale o estremo), a favore di uno scetticismo moderato. Essi convennero che è possibile raggiungere una conoscenza superficiale delle cose su cui, in generale, non vi è contestazione, ma oltre questo livello la conoscenza è rallentata ed è impossibile sfuggire al dubbio, poiché si possono sempre dare risposte diverse allo stesso problema.
Il Dubbio Metodico di Cartesio
Cartesio si espresse a favore di uno scetticismo metodico, cioè non reale. Utilizzò il dubbio come metodo per ottenere verità auto-evidenti (di cui è impossibile dubitare e che ogni essere umano accetta come tali per la loro semplicità). Cartesio dubita di tutte le conoscenze, ma non per rimanere nel dubbio (come lo scettico), bensì per sfuggire ad esso. Quindi, lo scetticismo di Cartesio non è un vero e autentico scetticismo; è un dubbio metodico come ordine per raggiungere la verità assoluta in cui egli, come buon razionalista, crede fermamente.
Il Relativismo Epistemologico
Il relativismo epistemologico è una posizione sostanzialmente negativa nei confronti del problema della conoscenza. Il relativismo non nega che la conoscenza sia possibile o che la verità esista; sostiene semplicemente che la verità e le conoscenze esistenti non abbiano validità universale. Per il relativista non esiste una verità assoluta: tutta la conoscenza ha una validità limitata, condizionata da molti fattori e circostanze. Ciò che è vero in un particolare settore o contesto può essere falso in altri.
Tipologie di Relativismo
- a) Relativismo individuale: Limita la validità della verità e della conoscenza al singolo soggetto che giudica in ogni caso. Di conseguenza, è vero per ciascuno ciò che gli sembra vero. Ad esempio, una torta è dolce perché ha un sapore dolce per me quando la mangio, ma la stessa torta può risultare amara per un'altra persona. Protagora è considerato il massimo rappresentante del relativismo radicale.
- b) Relativismo specifico: Considera come fattore limitante della validità della verità non il singolo individuo, ma la specie nel suo insieme.
- c) Relativismo culturale o storico: Limita la validità della verità al periodo storico o culturale in cui essa viene prodotta (es. Oswald Spengler).
- d) Relativismo pragmatico o utilitaristico: Limita la validità della verità alla pratica, alla conoscenza e all'azione. Vero è ciò che è utile come conoscenza o pensiero (es. William James).
Il Criticismo e il Prospettivismo
La critica (o criticismo) è la posizione filosofica che, pur ritenendo la conoscenza possibile, cerca di motivare e stabilire con rigore le sue fondamenta. Questo lavoro analitico è ciò che separa il criticismo dal dogmatismo. Sottopone ad analisi critica i poteri della conoscenza umana per stabilire quali aree della realtà siano accessibili e quali no. È solitamente considerata la posizione teorica sottostante allo scetticismo metafisico, rappresentata da filosofi come l'empirista John Locke e Immanuel Kant.
Il prospettivismo accetta l'esistenza e la validità della conoscenza e della verità, ma sostiene che entrambe siano necessariamente legate a una prospettiva. Ciò significa che ogni essere umano occupa un punto di osservazione unico. Questa posizione è sostenuta da Leibniz, Nietzsche e José Ortega y Gasset.
Sostengono che la verità sia sempre limitata, ma reale. La realtà è frammentata in innumerevoli volti e prospettive offerte alle persone. L'esistenza di questa verità è accettata come somma o giustapposizione di tutte le prospettive possibili su un terreno reale. Ortega arriva ad accettare che la visione completa della realtà (tutta la verità) sarebbe raggiungibile solo da un essere onnipotente e onnisciente come Dio. Il prospettivismo porta conseguenze etiche ovvie: è necessario adottare una posizione di tolleranza e cooperazione per realizzare una visione corretta dell'universo. Come disse Ortega: "Ogni prospettiva è valida, tranne quella che sostiene di essere l'unica vera".
Aristotele e i Diversi Tipi di Anime
Aristotele definisce l'anima come la struttura sostanziale degli esseri viventi e ne distingue tre tipi:
- L'anima vegetativa: Tipica delle piante. Le sue funzioni sono nutrizione, crescita e riproduzione.
- L'anima sensitiva: Tipica degli animali. Possiede le stesse capacità di quella vegetativa, ma aggiunge la capacità di conoscenza sensibile e di movimento.
- L'anima razionale: Caratteristica degli esseri umani. Oltre alle capacità vegetative e sensitive, possiede la conoscenza intellettuale e il libero arbitrio.
La Conoscenza Intellettuale
La conoscenza intellettuale è la conoscenza dell'universale (il concetto di cane, triangolo, cavallo), in relazione alla conoscenza sensibile che riguarda solo le cose particolari (come un singolo cane specifico). Ciò che è universale nelle cose è la loro sostanza. Da lì deriva la conoscenza universale come conoscenza dell'essenziale. Tale intesa assume la forma sostanziale partendo dalle immagini sensoriali; significa che l'intelletto coglie l'essenza che è diventata sostanza. Questa forma sostanziale è ciò che chiamiamo concetto.