Fondamenti della Mitologia Greca e Struttura dell'Iliade

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Il Concetto di Mito e le sue Origini

Il mito nasce dai cantori che, viaggiando, narravano storie. Oggi il termine viene spesso associato a qualcosa di non credibile, ma anticamente, fino all'età omerica (VIII secolo a.C.), rappresentava un discorso autorevole pronunciato da un dio o da un eroe.

La parola mito deriva dal greco e rimanda al concetto di raccontare e spiegare. Si tratta di un racconto orale che contiene informazioni fondamentali sull'identità culturale di un popolo (regole e costumi) e svolge una funzione religiosa legata alle origini della cultura. La mitologia (da mythos + logos) rappresenta l'insieme dei miti e lo studio sistematico degli stessi.

Sviluppo e Trasmissione

Lo sviluppo del mito avviene a partire dall'XI secolo a.C. Inizialmente veniva cantato dall'aedo (cantore e compositore) o dal rapsodo (cantore che esegue racconti già scritti, tramandando e arricchendo ciò che gli è stato riferito). Successivamente, Omero fu il primo a metterli per iscritto nell'VIII secolo a.C. È importante notare che i miti possiedono numerose varianti proprio a causa della loro natura originariamente orale.

Tipologie di Mito

  • Cosmogonico: relativo alla nascita del mondo e dell'universo.
  • Teogonico: riguardante la nascita e la discendenza degli dei.
  • Naturalistico: volto a spiegare l'origine dei fenomeni naturali.
  • Fondativo: conferisce credibilità e valore ad avvenimenti storici.

Caratteristiche Fondamentali

  • Rappresenta la prima rappresentazione che una civiltà elabora di se stessa, fungendo da vera e propria enciclopedia.
  • Si basa su una narrazione simbolica.
  • Il tempo è mitico e ciclico.
  • Il linguaggio è formulare e retorico, caratterizzato dall'uso frequente di epiteti.
  • Propone degli archetipi: modelli universali a partire dai quali è possibile raccontare nuove storie e ridisegnare un mondo sempre più complesso.

Con il passaggio alla forma scritta, il mito origina la mitologia greca, latina ed ebrea, traducendosi nei grandi poemi epici.

La Poesia Epica e la sua Funzione Sociale

La poesia epica veniva trasmessa oralmente. Si distingue per un discorso non piano come la prosa, ma denso, centrato sulla potenza degli eventi narrativi e sulla tensione espressiva. Tratta storie di eroismo e avventure straordinarie.

Tra l'XI e l'VIII secolo a.C., il poeta (cantore o aedo) componeva e cantava i versi, spesso accompagnandosi con la lira. Nel corso del tempo, questa tradizione poetica basata sulla memoria ha generato diverse varianti. La poesia epica era un testo fondamentale in cui veniva conservato il presente e il passato di una civiltà, avendo come protagonisti gli antichi eroi.

La poesia conferiva fama ed onore e veicolava i valori, le conoscenze, le norme di saggezza (comportamento ed etichetta) e i saperi di un popolo. Era, a tutti gli effetti, un'enciclopedia da cui si ricavava l'educazione dei cittadini.

Il Pubblico

La fruizione dell'epica era un'esperienza collettiva. L'uditorio poteva essere un gruppo stretto o una vasta platea durante festività pubbliche (come le Olimpiadi o le gare tra poeti). Il pubblico era attivo e partecipava emotivamente alla narrazione.

L'Iliade: L'Epopea di Ilio

L'Iliade narra le imprese compiute a Ilio, città nota come Troia. Il poema racconta la lunga guerra durata dieci anni tra gli Achei (gli antenati dei greci) e i troiani, conclusasi con la vittoria achea e la distruzione della città. Nonostante le forti mura costruite dal dio Posidone, gli Achei riuscirono a conquistarla ricorrendo all'astuzia.

L'Iliade, tuttavia, non narra l'intero conflitto, ma si concentra sugli avvenimenti di circa 50 giorni avvenuti alla fine del nono anno di guerra, esaltando le gesta degli eroi.

La Struttura del Proemio

Il proemio è la sequenza iniziale costituita da pochi versi che introducono il poema. Il termine deriva dal greco e significa "davanti alla poesia" o "cammino", indicando il viaggio che progredisce tra gli episodi. Si divide in due parti:

  1. Invocazione: viene chiamata in causa la divinità affinché ispiri l'aedo.
  2. Protasi: viene indicato sinteticamente l'argomento del poema.

Le caratteristiche del proemio includono un discorso coordinato, l'uso di espressioni formulari, aggettivi enfatici e toni grandiosi.

Musa e Canto

Nel primo verso dell'Iliade, il narratore invita la Musa a cantare, dimostrando che per i greci l'ispirazione giungeva dall'esterno. L'opera si apre con l'ira, il risentimento di Achille, che costituisce il motivo conduttore del poema. Tale ira provoca dolore e morte, che vengono interpretati come la realizzazione della volontà di Zeus.

La Vendetta di Apollo

Il dio Apollo scatena una pestilenza sugli Achei scagliando le sue frecce per vendicare l'offesa recata a Crise, suo sacerdote. Crise è riconoscibile dai suoi attributi: lo scettro d'oro e le bende sacre, che hanno funzione protettiva. Egli si era recato dagli Achei per chiedere il riscatto della figlia Criseide, fatta prigioniera e diventata bottino di guerra di Agamennone.

Agamennone rifiutò lo scambio per timore di perdere la propria fama e gloria legata al bottino. Trattando male il sacerdote, il sovrano manifesta la hybris (l'arroganza che sfida il divino). Di conseguenza, Apollo mette in atto la sua vendetta. Successivamente, la dea Era ispirerà Achille a convocare un'assemblea per risolvere la crisi.

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