Fondazione di Costantinopoli: storia, istituzioni e ruolo politico-religioso (324–610)

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Fondazione di Costantinopoli

Primo periodo: 324/330–610. Epoca: diretta proiezione del mondo romano. Nel 476 termina l'Impero d'Occidente; quello d'Oriente si trasforma e si estende sulla Penisola Balcanica, l'Asia Minore, Siria, Palestina, Egitto e Libia. L'Africa fu conquistata dai Vandali e riconquistata da Giustiniano.

Contesto politico e fondazione

Crisi del sistema della tetrarchia, evidente già nel 307, con una lunga serie di guerre civili che si conclusero nel 324 con la vittoria di Costantino. Nel 312 Costantino sconfisse Massenzio sul ponte Milvio; nel 313 emanò l'Editto di Milano, con la tolleranza del culto cristiano. Nel 324 sconfisse in Oriente Licinio, l'ultimo dei suoi rivali.

La scelta di costruire una nuova capitale cadde sull'antica città di Bisanzio: trasformata e ampliata, fu inaugurata l'11 maggio 330. Furono costruite chiese, edifici profani, il palazzo imperiale e una nuova cinta muraria.

Due correnti di pensiero sulla fondazione

  • Tradizione cristiana: interpreta la fondazione come la creazione di una nuova capitale antagonista alla Roma pagana.
  • Versione alternativa: sostiene che Costantino concepì la città come capitale dell'Oriente per legare la propria dinastia e non rompere del tutto con il passato: Roma rimaneva il centro simbolico dell'impero, mentre la nuova capitale accresceva la propria importanza politica e il ruolo commerciale.

Posizione strategica e commerciale

La posizione di Costantinopoli era strategica: occupava le rotte commerciali tra la Penisola Balcanica e l'Asia Minore. Gli spostamenti e le pressioni barbariche sui Balcani rendevano l'area cruciale; l'Asia Minore, inoltre, era terra fertile. Costantinopoli divenne un centro commerciale che collegava Europa e Asia e controllava il traffico marittimo del Mar Nero. La costa asiatica è divisa in due dal Bosforo e dal Mare di Marmara.

Spostamento del centro dell'impero

Dal IV secolo si osserva uno spostamento del baricentro politico ed economico verso Oriente: l'Oriente diventa più dinamico e rilevante rispetto all'Occidente, derivando dall'eredità romana.

Istituzioni e Senato

Punto di vista istituzionale. Costantinopoli non fu immediatamente assimilata a Roma: ebbe un Senato, un Prefetto cittadino e la Chiesa principale dell'Oriente con una giurisdizione privilegiata. Il processo di assimilazione si sviluppò nel IV secolo e nella prima metà del V secolo.

Il ruolo del Senato

Il Senato era l'emblema di Roma e un interlocutore potente per l'imperatore. Costantino portò con sé alcuni senatori a Costantinopoli; il loro numero crebbe sotto il figlio Costanzo II, che governò l'Oriente (337–361). Costantinopoli prese corpo entro la fine del IV secolo.

Il Senato di Costantinopoli era distinto da quello di Roma: era composto da persone nuove, con cariche pubbliche, un'aristocrazia di funzionari più che di sangue. Non aveva un grande potere legislativo ma funzionava come tribunale e come consiglio di Stato. Questo organo assunse maggiore importanza quando l'imperatore moriva senza eredi e il Senato poteva influenzare la scelta del successore (es. nel 518, alla morte di Anastasio I senza eredi, il patriarcato di Costantinopoli appoggiò il generale Giustino I).

Giustino e Giustiniano

Giustino I, di fede cattolica, si avvalse della sua famiglia e associò alla corte il giovane nipote Giustiniano. Quando Giustino morì, Giustiniano ne fu l'erede universale e regnò fino al 565. Giustiniano fu molto dinamico: volle riconquistare l'Occidente e intraprese riforme amministrative e legislative. Il Senato mantenne un ruolo politico più rilevante fino al VII secolo, pur sopravvivendo fino alla fine di Costantinopoli. Un consiglio di Stato (il consistorium) affiancava l'imperatore nelle decisioni.

Controversie religiose

In origine Costantinopoli era una sede vescovile modesta; tuttavia il vescovo assunse crescente importanza e, nel IV secolo, la sede fu riconosciuta tra i principali patriarcati insieme a Roma, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme.

Nacquero grandi controversie dottrinali e giurisdizionali tra le diverse sedi, con contrapposizioni teologiche e rivendicazioni di supremazia. Il conflitto dottrinale e politico sfociò, nei secoli successivi, nella grande divisione tra la Chiesa latina di Roma e la Chiesa di Costantinopoli (scisma del 1054).

Concili ecumenici e dottrine

Per risolvere i conflitti gli imperatori convocarono concili ecumenici fondamentali per la definizione della dottrina cristiana:

  • 325, Concilio di Nicea: condanna dell'eresia ariana (che sosteneva che il Figlio fosse stato creato e non generato dal Padre). Si stabilì la dottrina ortodossa e il Credo niceno.
  • 451, Quarto Concilio Ecumenico (Calcedonia): condanna del monofisismo e definizione della dottrina sulla duplice natura di Cristo. Uno dei canoni del Concilio equiparò la sede apostolica di Costantinopoli a quella romana in termini di importanza locale, pur riconoscendo la primazia di Roma.

Il periodo compreso tra 324/330 e il 451 può essere inteso come la fase costitutiva della «nuova Roma». Nel V secolo Costantinopoli acquisì maggiore importanza rispetto a una Roma ormai indebolita dai saccheggi dei Visigoti (410) e dei Vandali (455). Costantinopoli, diversamente dall'Occidente, non mostrava lo stesso stato d'agonia: l'Impero d'Oriente manteneva una più ampia base territoriale e amministrativa.

Invasioni barbariche e questione germanica

Vi fu una progressiva riduzione dell'estensione dell'Impero romano d'Occidente a causa delle invasioni barbariche, che fecero dell'ampia eredità imperiale un oggetto del desiderio dei popoli germani. L'Impero d'Oriente conservò la metà orientale dell'Impero romano: Penisola Balcanica, Asia Minore e il Vicino Oriente fino alla Libia.

L'Impero d'Occidente cadde nel 476 e i popoli barbari si stabilirono nei territori precedentemente imperiali. L'estensione territoriale dell'Impero d'Oriente conobbe una temporanea espansione con Giustiniano I, che perseguì un programma di consolidamento dello Stato, riformando l'amministrazione e intraprendendo riconquiste territoriali.

Giustiniano basava la legittimità del suo potere su un principio religioso (il potere proveniva da Dio) e si presentava come l'unico imperatore erede degli antichi imperatori romani, con l'aspirazione di ricostituire l'Impero nella sua integrità. I critici di Giustiniano sostengono che le sue scelte militari e di espansione avessero creato una situazione di rischio per i successori, avendo allargato eccessivamente le frontiere.

Osservazioni conclusive

Dal IV al VII secolo Costantinopoli si affermò progressivamente come centro politico, religioso ed economico di primo piano nell'area mediterranea, ereditando e riplasmando elementi della tradizione romana in chiave orientale. Le istituzioni cittadine, le controversie religiose e le sfide esterne contribuirono a definire il carattere bizantino della nuova capitale.

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