Francesco Petrarca: Vita, Opere e Influenza Culturale
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Francesco Petrarca: Vita e Opere
Francesco Petrarca nacque ad Arezzo il 20 luglio 1304 da una famiglia fiorentina di condizione borghese. Francesco, nel 1316, fu inviato all'Università di Montpellier per studiare diritto (lo studio interessava poco a Francesco). Quando, nel 1326, il padre morì, tornò ad Avignone senza terminare i corsi e si dedicò soprattutto allo studio dei classici. I suoi maestri erano Virgilio e Cicerone, ma accanto a sé teneva sempre le "Confessioni" di Sant'Agostino.
Tendenze Fondamentali della Vita Petrarchesca
- Il culto dei classici
- La spiritualità cristiana
La lingua più usata da lui era il latino, ma coltivava anche il genere della poesia lirica volgare. Raccolse la sua poesia intorno a Laura (lauro, pianta del dio della poesia Apollo), ma non si è sicuri dell'esistenza di Laura.
Attività e Viaggi
Petrarca prese gli ordini minori ed entrò nelle grazie dei potenti personaggi della Curia papale. La curiosità di conoscere lo spinse a viaggiare e visitare biblioteche dei monasteri per scoprire testi classici latini. Tuttavia, aveva anche un bisogno di chiudersi nell'interiorità; emblematica a riguardo è l'ascesa al Monte Ventoso narrata nel suo scritto.
Il poeta, con il fratello Gherardo, sale sul Monte Ventoso; assorto dalla meditazione, apre le "Confessioni" di Sant'Agostino e legge una frase per lui illuminante. Più tardi si ritira a Valchiusa, da questo nasce gran parte delle sue opere.
Ultimi Anni e Influenza Culturale
Nel 1347, Petrarca lascia Avignone e i Colonna per la corruzione della Curia e passa a Firenze, dove conosce Boccaccio e un gruppo di intellettuali. Nel 1361 fugge a Venezia a causa di una pestilenza e muore ad Arquà nel 1374. Petrarca è pienamente un intellettuale cortigiano e accetta la signoria.
Produzione di Testi Latini
La produzione di testi latini di Petrarca è divisa in due parti:
- Le opere religioso-morali
- Quelle umanistiche
La più importante opera religiosa è il "Secretum" (142-143), divisa in 3 libri e strutturata come un dialogo tra lui e Agostino. Il dialogo si svolge in presenza di una donna (figura di Verità) che non prende mai parola. Agostino rappresenta la coscienza e Francesco la fragilità del peccatore.
Invece, l'"Africa" è un poema in esametri latini, concepito a Valchiusa nel 1338, con il quale intendeva continuare la tradizione della letteratura latina.